Inebria e fa sognare, strega e ammalia il «Pioggia di Stelle», moscato di Noto (Gazzetta di Parma)

Un’azienda vitivinicola siciliana tutta al femminile mette al centro di un progetto due sorelle, Marilina e Federica, che con passione per la loro terra e l’amore per il vino insieme a un’indomita voglia di portare a termine qualcosa che rimarrà nel tempo, hanno creato la Cantina Marilina. Siamo nel Sud-Est della Trinacria nella splendida contrada San Lorenzo di Noto, provincia di Siracusa, un territorio altamente vocato alla viticoltura, merito di un ricco suolo bianco-calcareo, un clima mediterraneo e il ricorso al rispetto di tradizionali metodi di produzione come la rinascita dei vigneti autoctoni, la raccolta manuale dell’uva, l’appassimento delle uve al sole, la macerazione sulle bucce, la vinificazione in vasche di cemento.

Tutto ciò ha permesso alle ragazze Paternò nei loro trentacinque ettari vitati di famiglia, (il papà Angelo è l’enologo) di seguire la filosofia del vino biologico e vegano attraverso tre linee di produzione di vino «bio» e una di vino «vegan» ottenuti da vitigni storici che possano rappresentare il meglio del terroir. Anche la bottiglia rispetta l’aspetto naturale con un impatto a zero sull’ambiente partendo da un vetro leggero, tappo di sughero naturale, etichetta in carta riciclata naturale. Fra la gamma di etichette spicca il Pioggia di Stelle Moscato di Noto, dal nome emblematico per le stelle cadenti che richiamano l’espressione di un solo desiderio come questo Moscato da uve moscato di Noto in purezza e affinato per sei mesi in bottiglia, affascinante e seducente, stregante e avvolgente, un vino che inebria e fa sognare. Già ammalia nel bicchiere per quel suo colore giallo oro e i suoi ricchi profumi di arancia a cui frutta fresca (pesca bianca in primis) e candita si fondono in note mielate. Un rutilante gioco di dolci-acidi-agrumati che esplodono in una bocca in cui la dolcezza è bilanciata da una delicata sapidità che fa incontrare il sole e il mare dell’Isola.

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Why Sicily’s Mount Etna Is A Hot Spot For Wine Production (Forbes)

Between 1786 and 1788 German philosopher Johann Wolfgang Goethe travelled throughout Italy. He then wrote his book titled, in Italian, Viaggio in Italia—or, Italian Journey. After passing through Verona, Venice, Rome and Naples he explored the island of Sicily, and wrote that in order to understand the entire country of Italy, ‘Sicily is the clue to everything.

Italy is divided into 20 administrative regions—the southernmost being the island of Sicily. The region contains both eight percent of Italy’s land area as well as eight percent of the nation’s total population. The east of the island is distinguished by the largest active volcano in Italy—Mount Etna.

When he viewed Mount Etna in early May, Goethe remarked how ‘snow extends widely around the mountain and presents insurmountable obstacles,’ and noted how locals recommended that he ride by horseback to see remnants of the famed volcanic eruption of 1669, when magma flowed all the way to the city of Catania—10 miles (16 kilometers) away. Since that time when Goethe witnessed those gnarled volcanic slopes and published his book, the topography of Etna has continued to change. Another eruption in 1852 produced more than 2 billion cubic feet (56 million cubic meters) or debris that covered three square miles (7.7 square kilometers) of land, while in 1979 an eruption began that lasted 13 years.

(Publication of Goethe’s book—incidentally—apparently influenced a number of German winemakers to move to the eastern part of Sicily, where they practiced viticulture on the slopes of Etna.)

Slope of Monti Sartorius, a subsidiary of Mount Etna
Slope of Monti Sartorius, a subsidiary of Mount Etna

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Sicilian Wine: A New Quality Standard? (Forbes)

In ancient Rome, Sicilian wine was among the most prestigious wines of its era. It received the equivalent of “5 star accolades” by Pliny the Elder, the Robert Parker of his day.

Yet only recently is Sicilian wine regaining its former glory. This is due in large part to the efforts of Assovini Sicilia, a group of quality-minded producers dedicated to promoting Sicilian wine.

Sicilian Wine Today

The producers of Assovini Sicilia come from many different wine-producing areas of Sicily and make wine from a variety of native and international grapes. The majority of the producers come from families who have been making wine for generations, though this was typically for personal use.

Starting from the mid-1980s, these producers (or their parents) realized the unique terroir of their family vineyards. A classic example is that of Giuseppe Benanti. Like many of his contemporaries, he graduated university and embarked on a professional career outside of wine.

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Torna “Drink Pink in Sicily”, 2° edizione

Catania 13 giugno 2019 – Torna Drink Pink in Sicily, la grande festa sui Rosati siciliani, dal Vulcano ai tre valli. Dopo il successo dell’anno scorso, l’imprenditrice e sommelier Gea Calì ripropone l’evento dedicato al vino rosato siciliano, lunedì 24 giugno al SAL – Spazio avanzamento lavori di Catania.

Tante le novità della seconda edizione che appassioneranno i sensi degli amanti del bere bene e… rosa! Continua a leggere “Torna “Drink Pink in Sicily”, 2° edizione”

“La Sicilia dei Sognatori”, i Vini di Marco De Bartoli al Ristorante Charleston

Palermo, 11 giugno – Due eccellenze siciliane, due aziende fortemente legate all’Isola – entrambe figlie di testardi sognatori siciliani – insieme per dare vita ad un percorso enogastronomico d’eccezione.

L’azienda Marco De Bartoli e l’azienda Charleston si incontrano per la prima volta per rendere omaggio ai suoi fondatori, a coloro che con tenacia e determinazione continuano a sognare portando avanti la propria storia. E lo fanno nel modo che gli è più familiare: provando ad emozionare attraverso la degustazione dei propri vini e dei propri piatti.

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Giovedì 20 giugno il ristorante Charleston organizza “La Sicilia dei sognatori. I vini di Marco De Bartoli al Charleston”, la cena in cui i piatti dello chef dell’executive chef del ristorante Santino Corso, creati per l’evento, saranno abbinati ad una selezione di vini da Grillo della cantina di Marsala. Continua a leggere ““La Sicilia dei Sognatori”, i Vini di Marco De Bartoli al Ristorante Charleston”

Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers

Sole, sole e sole. Nel gioco delle associazioni mentali è la prima parola che viene in mente se si dice Passito di Pantelleria. Infatti è proprio da un’isola di 83 kmq nel Sud dell’Italia, in pieno Mediterraneo, che proviene questo vino prezioso. Chiamato “l’oro giallo di Pantelleria” è un vino leggermente liquoroso, dolce e aromatico, profumato e intenso. Una chicca nel panorama dei passiti italiani, premiata dalla DOC nel 1971.


LA STORIA DEL PASSITO DI PANTELLERIA
Circondata da un’aura quasi magica, ancestrale, la produzione del Passito nell’isola si fa risalire a oltre duemila anni fa, quando nel 200 a.C. il generale cartaginese Magone descriveva la produzione della forma primitiva dell’oro di Pantelleria. Continua a leggere “Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers”

Storie di Nerelli, tra Etna e Faro Superiore, gli eventi imperdibili ZASH

Violetta Candita

Storie di Nerelli, un plurale che sancisce le felici divagazioni dei blend che fanno capo alle denominazioni Etna Rosso e Faro, sulle colline messinesi. Nerello Mascalese e le nuances dei suoli e delle latitudini che vibrano nei palpiti delle altre cultivar a bacca rossa più rappresentative: Nero d’Avola, Nerello Cappuccio e Nocera. Terroir, passionalità e gioiosa leggibilità di sorsi che hanno saputo animare il certamen incentrato sugli abbinamenti che l’executive chef di ZASH, Giuseppe Raciti, ha ideato con lirica eleganza ai vini delle cantine PIETRADOLCE e LE CASEMATTE.

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A Seby Sorbello il preludio mixology dell’evento, distillato in un drink dall’autenticità siciliana e dal cosmopolitismo degli equilibri, un’ode alla mandorla nella palette sweet&sour che ha accolto gli ospiti nell’atmosfera del palmento costellato dal design e dallo stile del servizio di sala affidato al Maître Giuseppe Romeo e al Sommelier Daniele Forzisi che hanno selezionato i più audaci incipit di pairing

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New Etna Rosso finds

In Taste Buds We Trust

It’s about two years ago now (time flies!) that I took a closer look at Etna Rosso and recommended a few wines I liked. As I like to explore new things, I haven’t had Etna Rosso for a while, but recently I felt like going back to these intriguing wines. What I already mentioned in my previous post about Etna Rosso is confirmed in the wines I had this time as well : there is not one profile for Etna Rosso. Terroir and vintage are usually elements that are given to explain the differences, but my impression is that the style of the winery is just as important.

Here are three Etna Rossos I can wholeheartedly recommend :

ER 2014, Etna Rosso, Theresa Eccher

2014 is considered a difficult year for Italy, but things turned out relatively well for Sicily. Decanter’s Michael Garner describes the Etna Rossos of this vintage…

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Grillo: vitigno ibrido che conserva due anime

LA FILLOSSERA

Il Grillo è un vitigno a bacca bianca diffuso nella Sicilia occidentale e, in particolare, nella provincia di Trapani. La Sicilia è riconosciuta come una della culle della viticoltura. Recenti scoperte archeologiche fanno risalire le prime attività di vinificazione addirittura all’Età del Bronzo.

Il patrimonio ampelografico della regione conta oltre 100 vitigni autoctoni, molti di questi, di origine greca, vengono considerati progenitori di altri vitigni diffusi in Italia e in Europa. 

Il Grillo ha, invece, una storia diversa. Questa varietà, infatti, è frutto di un incrocio tra Catarratto e Zibibbo, realizzato dal barone Antonino Mendola sul finire dell’Ottocento. Agronomo e ampelografo il Barone si dedicò allo studio delle viti su oltre 4 mila varietà. 

L’atto di nascita del Grillo, datato 1874, è scritto di pugno proprio dallo stesso Mendola: “seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri…

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Teruar, a Scicli la Fiera del Vino Etico da non perdere

L’associazione culturale Arsura – Sete Etica, presenta Teruar – Fiera del Vino Etico, dal 17 al 20 maggio 2019 presso l’Ex Convento del Carmine a Scicli.

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Teruar è la prima fiera del vino naturale di Scicli e della Sicilia Orientale che mette al centro la figura del vignaiolo e l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro. Continua a leggere “Teruar, a Scicli la Fiera del Vino Etico da non perdere”