Torna Sicilia in Bolle, alla Scala dei Turchi

Sicilia in Bolle, il Festival delle bollicine siciliane, torna in una nuova veste ricca di incontri per gli addetti ai lavori e di degustazioni per tutti gli appassionati.

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L’evento è organizzato dalla delegazione AIS di Agrigento, coordinata dal Delegato e Sommelier Professionista Francesco Baldacchino, in collaborazione con AIS Sicilia e avrà luogo l’1 e il 2 luglio in un palcoscenico mozzafiato, il Madison Trattenimenti, la prestigiosa sala ricevimenti che si affaccia sulla scogliera di marna bianca più bella d’Italia, la Scala dei Turchi di Realmonte, in provincia di Agrigento. Continue reading “Torna Sicilia in Bolle, alla Scala dei Turchi”

Nasce la Strada del Vino della Valle dei Templi

PALERMO, 15 giugno 2018 – Non solo arte e cultura ad Agrigento, dove si è costituita la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi. Per la costituzione della Strada si sono riunite alcune delle più importanti realtà vitivinicole, gastronomiche e turistiche del territorio, che, insieme ad alcuni partner come la Federazione Strade del Vino di Sicilia, Coop Culture, il Consorzio Turistico ed il Distretto Turistico Valle dei Templi, la Strada degli Scrittori e Slow Food Sicilia, diventano protagonisti di nuove opportunità turistiche per la provincia di Agrigento. Socio onorario ed ente capofila è il Parco archeologico della Valle dei Templi, che rappresenta idealmente il punto di partenza e d’arrivo della Strada stessa.

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Etna’s Eruption (Wine Spectator)

Driving along the northern flanks of Sicily’s Mount Etna some weeks ago, I noticed how much the wine scene there has changed in the past decade.

I’d come for the 11th edition of Contrade dell’Etna, a wine event that’s part barrel tasting of the recent harvest and part Sicilian party.

Etna was nowhere 10 or 11 years ago,” said Andrea Franchetti, founder of Passopisciaro winery and creator of the event, which opened early morning on the grounds of an ornate 19th-century villa. “Now producers come from Northern Italy to see what’s going on, and some start making wine. Continue reading “Etna’s Eruption (Wine Spectator)”

Fischetti, Muscamento Etna rosato 2016

Nunc est bibendum

(272 parole)

Fischetti - Muscamento 2016 Etna RosatoL’ho bevuto la prima volta anni fa, là da loro, a Castiglione di Sicilia, in uno dei territori più vocati al vino. E, sebbene mi fossero piaciute molto anche le altre loro bottiglie, il nome di Fischetti mi si è impresso nella memoria per questo Muscamento Etna rosato, intenso e maturo, prodotto per salasso. L’annata era diversa (qui ho la 2016), ma averlo nel calice mi ha suscitato il brivido di allora – se possibile ancora più elettrizzante. Parliamo di un vino quasi introvabile in enoteca (600 bottiglie l’anno), ma che vale tutta la ricerca

Di colore tra il ramato, il cerasuolo e l’aragosta, intenso, luminoso e consistente, rivela tutta la sua potenza al naso e in bocca. La caratteristica che, a mio avviso, meglio lo descrive è la profondità: la nota di arancia sanguinella, che spesso individua i vini dell’Etna, non accompagna…

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I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)

Dopo le introduzioni di vignaioli di Etna Fusion della scorsa settimana (Lorella Reale, Marco Colicchio e Thomas Niedermayr) è la volta di incontrare Sybil Baldassarre, Stefano Amerighi e Paolo Baretta di Rocco di Carpeneto.

Iniziamo con Sybil Baldassarre, di La Graine Sauvage; Sybil dall’Italia si è trasferita in Languedoc a fare vini per conto suo.
– Sybil, cosa conosci (ed, eventualmente, cosa ti piace) dei vini dell’Etna?
“I vini dell’Etna li amo particolarmente poiché, come tutte le terre vulcaniche, hanno quel quid in più che li rende incontestabilmente unici e di singolare mineralità.
Sono vini autentici e provenienti da vitigni autoctoni, indissolubilmente legati alla loro zona di provenienza, con profili eleganti e pieni di freschezza, qualità rara nei vini del Sud.
Adoro i bianchi dell’Etna soprattutto dopo qualche anno di affinamento in bottiglia, sono vini che invecchiano splendidamente dando vita a profili aromatici assolutamente unici.
I rossi poi sono straordinari, spesso pinotteggiano come dei Grandi Bourgogne, sogno segretamente di provare a piantare i due mitici Nerelli anche qui a Faugères, nel sud della Francia. Continue reading “I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)”

Etna, i vini dell’isola nell’Isola

The Wine Training

Orizzontale di Nerello Annata 2014 promossa da l’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana nella sede storica del Real Collegio di Lucca.

I rossi del Vulcano

I vigneti Etnei con le sue viti centenarie aggrappate ad un terreno scosceso e grigio fatto di terrazzamenti trattenuti da muretti di sassi neri è certamente uno dei luoghi che più rimane impresso nella mente del visitatore enoico. In alcuni versanti il mare s’intravede sembrando più vicino di quello che è nella realtà. Venti costanti soffiano asciugando e mitizzando i versanti del Vulcano dai quali colate laviche in alcuni punti ben visibili, sono ricoperte da pietrisco nero ed erbe spontanee, elementi distintivi di questa  montagna che, gli antichi greci, attribuivano alla dimora dei venti del dio Eolo.

Negli ultimi anni un interesse crescente ha visto molti piccoli produttori  individuare sulle pendici di uno dei più grandi vulcani dell’area del Mediterraneo una nuova frontiera per la…

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I Vini di Sicilia a Etna Fusion

Continuiamo a parlare di un evento la cui organizzazione ha catalizzato la nostra attenzione, come quella di chiunque ama i vini naturali in Sicilia; Etna Fusion 2018, già presentato qui.

Oggi è stato finalmente pubblicato sulla pagina Facebook di Vignaioli Naturali a Roma anche l’elenco (e che elenco!) delle cantine Siciliane che saranno presenti alla prima edizione di questo speciale appuntamento.. Eccolo qui:  Continue reading “I Vini di Sicilia a Etna Fusion”

Il primo vino d’Europa: Monte Kronio

Maurizio Gily intervista in questo video l’archeologo Davide Tanasi, dell’Università della South Florida, coordinatore del progetto che ha portato alla scoperta di residui di vino in giare dell’Età del Rame (terzo millennio a.C.) in una grotta di Sciacca (Ag), sul Monte Kronio. La scoperta porta a riscrivere la storia del vino nel bacino del Mediterraneo.

I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna

Etna Fusion: un nuovo interessante appuntamento aspetta gli amanti dei vini naturali a Linguaglossa, il 3 e 4 giugno. Per prepararci all’evento, abbiamo pensato di contattare alcuni dei vignaioli presenti e di conoscerli un po’ meglio, partendo della falde dell’Etna. I primi graditi ospiti sono Lorella Reale, Marco Colicchio e Thomas Niedermayr.

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Così parlava Salvo Foti… (17 anni fa)

Ieri su Cronache di Gusto è stato pubblicato un articolo di Salvo Foti comparso originariamente sulla rivista Porthos n.7 del 2001 diretta da Sandro Sangiorgi. Salvo ricorda che, “alcuni, risentiti dalle mie parole, arrivarono al punto di definirmi un “talebano”. Negli anni successivi vi furono dei cambiamenti nel mondo vitivinicolo e i concetti da me espressi iniziarono ad essere sempre più ripetuti e condivisi. Oggi – si chiede Salvo Foti – dopo 17 anni, le parole da me scritte, in tempi non sospetti, sono ormai sulla bocca di tutti, ma è da chiedersi: è solo moda o veramente siamo entrati in un era in cui la vitivinicoltura è considerata un’attività produttiva con valenza culturale svolta nel rispetto concreto del Territorio e degli Uomini?”

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Ecco l’articolo, che, dimostra come Salvo Foti sia stato un vero precursore, un pioniere, leggendo oggi quelle parole, e un uomo coraggioso, con le idee molto chiare, ritornando a 17 anni  fa. D’accordo con Salvo, siamo felici di pubblicarlo anche noi:

“I nuovi sistemi di vita, la maggiore conoscenza, lo scambio di merci e informazioni a livello globale, macchine più potenti ed industrie più agguerrite: ciò che in una sola parola può definirsi “progresso”, a partire dal dopoguerra, ha stravolto e modificato ogni ambiente ed attività umana. In molti casi il progresso ha portato benefici enormi all’umanità, in altri ha trasformato intere zone, modi di vita, sistemi agricoli da secoli adattati ed in equilibrio con il territorio. In certe regioni italiane si sono visti cambiamenti colturali repentini, resi possibili grazie all’impiego di potenti macchine, che hanno addirittura modificato l’orografia di vaste zone: lo scopo principale era l’introduzione dell’irrigazione e di nuove colture intensive finalizzato alla quantità, determinando alla fine uno sfruttamento intensivo e sconsiderato del suolo. Quest’ultimo è stato in alcuni casi inaridito al punto da divenire completamente sterile.

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