Tu la conosci Arianna?

Non l’ho letto, premetto…non l’ho ancora letto, per essere più preciso.
Parlo di “Natural Woman” il libro di Arianna Occhipinti pubblicato da Fandango nel 2013, un must per chi ama il vino, il vino naturale e non solo quello Siciliano.

“Adoro la forza di sapersi portare dentro un passato e un futuro allo stesso tempo.” Arianna Occhipinti

Non l’ho letto, premetto…non l’ho ancora letto, per essere più preciso.

Natural WomanParlo del suo libro pubblicato da Fandango nel 2013, un must per chi ama il vino, il vino naturale e non solo quello Siciliano. Ma ovviamente in un blog in cui ho deciso di parlare dei Vini di Sicilia, soprattutto bio, è inevitabile menzionarla; poche righe per presentarla a chi ancora non la conosce, con la promessa di dedicarle più tempo e spazio in futuro. E a noi che ci avviciniamo a lei, il piacere (ed il dovere) di inizare a leggerla.

Per presentare la sua opera, Natural Woman, sul sito della casa editrice si legge:

“Era solo una ragazza siciliana di ventidue anni quando Arianna Occhipinti piantò la sua prima vigna. Poteva scegliere qualunque destino possibile, invece ritornò nella sua amata Iblea, la regione intensa e calcarea da cui molti siciliani, nei decenni passati, se ne andarono per sempre.
Decise che sarebbe diventata un agricoltore. O meglio, un viticoltore. Scelse un mestiere maschile e antico per esprimere al meglio la sua forza di giovane donna. Oggi Arianna ha trent’anni e il suo vino naturale è considerato tra i migliori al mondo. Questo libro è un diario sentimentale. Un viaggio attraverso le tappe della sua avventura di wine maker, le persone che le hanno insegnato a lavorare la terra, quelle che hanno sostenuto il suo vino, gli affetti che l’hanno fatta crescere.
Natural Woman è la storia di una passione, ma soprattutto di una certezza. La convinzione che nel Frappato, nel Nero d’Avola e nel Cerasuolo che produce ci sia tutta lei stessa: la determinazione, la gioia, la ruvidità e la fragilità di una ragazza che sta ancora maturando, ma anche le contraddizioni e le rinunce, la fatica di sentirsi soli a contatto con una cosa grande come la terra. In fondo, l’idea che il vino non possa essere altro che qualcosa di naturale e vivo”

Luciano Ferraro ha raccontato l’origine di «Natural woman», definizione che le è stata appiccicata addosso da Todd Selby, giornalista del New York Times, che l’ha vista all’opera nella casa ragusana di Fossa di Lupo. Le luci della ribalta le ha regalate ad Arianna Luigi Veronelli, a cui lei scrisse un’email citando le note di Nick Cave e le parole di Nicolas Joly, produttore francese, teorico della nuova biodinamica: «Se amate la musica c’è lo strumento, il musicista, e l’acustica. Lo strumento è il luogo dove è stata piantata la vigna. Poi c’è il musicista. Che coltiva. E poi c’è l’acustica: l’agricoltura è l’acustica. Questi sono i tre elementi che compongono l’armonia del vino».

Arianna

Su Intravino Alessandro Morichetti ha scritto che “Natural Woman è un libro autobiografico, ben congegnato. La scrittura è elegante e colta senza tirarsela; è un buon esempio per tutti. A favore di Arianna giocano comunicatività naturale, accento siculo mai celato, piglio deciso e verità umana. Il peritesto – tra foto di copertina e frase in quarta di copertina – è impeccabile, colpisce e lascia un buon sapore: “Aspetti, osservi, pensi, fai strategie. Poi raccogli una volta all’anno”.

Arianna OcchipintiLuciano Pignataro lo ha descritto come un “libro gioioso, ma non spensierato.” Ed aggiunge: “Anche adesso che ha raggiunto il successo (Natural Woman è il titolo di un articolo del NYT, negli States è una star), Arianna ha il rododentro che continua a funzionare, voglia di altri traguardi, di andare ancora avanti. Sicché il libro più che una celebrazione di quanto realizzato, è quasi una messa in archivio di una parte del passato, qualcosa che lei potrà riprendere tra venti, trent’anni, e dire: ah, ecco cosa ho fatto in quel decennio. E’ un libro giovane, ma non è di generazione. Purtroppo. Sono altri i miti inseguiti dalla maggior parte dei suoi coetanei. Ma è anche il segnale che, nonostante tutti i casini e gli errori, nonostante il cloroformio di una crescita assistita dai pagherò lasciati a chi viene dopo di noi, l’Italia ha ancora energia creativa e risorse per farcela. Bisogna, però, essere determinati e fare tanti sacrifici. Quando leggi l’ultima pagina e chiudi il libro, pensi: meno male che c’è gente come questa ragazza in giro. Forse ce la possiamo cavare.

Non so voi, ma questo è stato più che sufficiente per far sorgere il mio interesse, anzi per accrescere una curiosità latente: ho appena ordinato il libro, e mi piacerebbe parlarne ancora, con voi e magari con Arianna…già seguiamo il filo di Arianna e vediamo dove ci porta…

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