Il Ben Ryé di Donnafugata: un grande passito e il problema delle dimensioni – Sulle Strade del Vino

Sarà l’allevamento ad alberello, sarà che lo Zibibbo è un capolavoro della natura, sarà il terreno meraviglioso di Pantelleria, sarà la vendemmia notturna fatta spesso con una brezza marina che raramente smette di soffiare sull’isola, sarà quel che sarà, ma in bocca il Ben Ryé ha confermato il grandissimo sorso che a mio avviso pochissime altre produzioni isolane possono vantare. Strutturato, corposo, composto da una stratificazione di gusti che vanno dai più immediati e dolci, come il burro e la frutta candita, a quelli più sottili e complessi di balsamico e citrico, alcuni realmente appena accennati. Decisamente complesso, ma non inutilmente complicato, anzi facilissimo, perfettamente leggibile, in base all’attenzione che gli si dedica.

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Profumo di zagara: Ra’is Moscato 2012

RaisOggi il vino del giorno su DoctorWine viena da Baglio di Pianetto:

Da uve moscato bianco di Noto, raccolte in due momenti diversi. Matura 14 mesi in botti di rovere. Giallo dorato carico con riflessi aranciati. Naso di camomilla, zagara, eucalipto. Al palato dolce ma non stucchevole, cremoso, mentolato, fresco, lungo. Ritornano sentori fruttati.

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Vino della settimana: Sosta Tre Santi Brut di Nicosia (Cronache di Gusto)

Versato nel calice il colore è paglierino delicato, il perlage, inizialmente irruente, diventa fine e a lungo persistente. Al naso non è particolarmente intenso, si esprime con note di crosta di pane, fiori di campo, cedro, elegante ed equilibrato. In bocca dà il meglio con una carbonatica finissima, arriva in punta di piedi per poi crescere ed espandersi con un bel corpo, con un crescendo di sensazioni tattili e fresche; perfetto l’equilibrio acido-minerale. Un ottimo spumante brut con un grado zuccherino di soli 7 grammi per litro che comunque non dà quella sensazione di secchezza eccessiva, ma che anzi fa avvertire una piacevole lievissima amabilità beverina.

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The Power of Planeta by Enotria

This – at the time – unconventional approach extended to the winemaking, with Planeta establishing a cult following for its barrel-aged Chardonnay at a time when most Italian white wines were typically consumed straight out of the fermenter. That early success gave Planeta the credibility to open the world’s eyes to the charms of Sicily’s indigenous grape varieties, ushering in a broad range of wines that today owes as much to Grecanico and Nero d’Avola as it does to the winery’s signature Chardonnay.

Sorgente: The Power of Planeta / Enotria

Un vino simbolo: Grand Cru Chardonnay Rapitalà

Grand_CruDa uve chardonnay 100%, fermentazione in acciaio e maturazione per 2/3 in barrique di rovere francese per 6 mesi sur lie. Colore dorato, spettro olfattivo ampio, con profumi tipici dell’uva di provenienza, sensazioni fruttate unite a spezie dolci. Molto buono in bocca, equilibrato, morbido, rotondo, di buona acidità e con l’apporto del legno perfettamente integrato. Finale salino, lungo ed elegante.

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L’Academie internationale du vin per la prima volta in Sicilia: un tour tra le cantine

Riteniamo che l’Etna grazie a vitigni come il Nerello Mascalese o il Nerello Cappuccio esprima vini di grande eleganza e finezza. D’altra parte l’Etna ha un clima continentale pur essendo al centro del Mediterraneo. E tutto questo aiuta. Da qui, poi, ci sposteremo per visitare anche altre cantine nel resto dell’Isola

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La Sicilia enologica secondo Ian D’Agata “Potenziale chiaro. Bravi i giovani vignaioli”

Per D’Agata il successo dei vini siciliani è dovuto grazie ad una nuova generazione di produttori di talento e appassionati. Poi l’Etna è stato il sibolo per eccellenza di sviluppo di vino italiano negli ultimi dieci anni. Non sorprende che la Doc dell’Etna è cresciuta a un ritmo impressionante negli ultimi anni, raggiungendo una produzione di 22 mila ettolitri di vino, e la terra vitata di circa 650 ettari, rispetto a solo 442 nel 2007.

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In The Vineyards With: Anna Martens (Vino di Anna, Sicily) | Got Legs

Anna makes her wine in an old palmento located in the village of Solicchiata (also on north face of the volcano, but slightly more inland.) Like nearly all the wines I talk about on this blog, they are made with minimal intervention, only natural yeasts, and little-to-no SO2. Some wines (the Etna Rosso) are aged in wood barrels, others in Georgian qvevri and others still accordingly to the traditional method of open-fermentation in a palmento then crushed by feet.

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I vini di Barone di Villagrande tra Etna e Salina (Percorsi di Vino)

L’Etna Bianco DOC Superiore 2014 (carricante 100%) da sempre rappresenta un validissimo biglietto da visita dell’azienda grazie alla struggente territorialità del vino che presenta un ventaglio olfattivo che ci ricorda l’odore del mare, della pietra focaia, delle erbe aromatiche e della mandorla sgusciata. Al sorso è verticale, freschissimo e salato nel superbo finale.

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La regina del Mediterraneo; l’Inzolia raccontata da Marilena Barbera 

 

Ancora una volta Marilena Barbera si dimostra una strordinaria comunicatrice e ci racconta l’Inzolia in maniera interessante e molto esaustiva:

A Menfi l’Inzolia fa così tanto parte integrante dell’ambiente naturale che ne sono stati scoperti alcuni esemplari proprio sulla spiaggia del mare. Per un approfondimento, leggi qui. Nelle Inzolia di mare, ai sentori agrumati, floreali e di frutta matura si accompagnano evidenti note saline e balsamiche, arricchite da un retrogusto di mandorla e nocciola.

Sorgente: La regina del Mediterraneo – Cantine Barbera | Azienda Agricola Biologica in Menfi, Sicilia