Zibibbo sweetens up the island of Pantelleria (Vino Travels) 

The grapes are actually harvested at night out of the intense day sun to help balance the acidity and sugar. The wines are produced in a multitude of styles as well. You’ll find it in a dry style, sweet/dolce style, liquoroso (fortified) and the most popular known as the passito style. What makes this wine special is that the grapes are actually dried out in the sun on volcanic black sun concentrating the sugars further. The Passito di Pantelleria is one of the top dessert wines that you’ll find throughout Italy.

here the complete post: Vino Travels ~ An Italian Wine Blog: Zibbibo sweetens up the island of Pantelleria

Uno Sguardo al Passito

Hank'n Grappa Wines™

Articolo di Luca Santoro.

3 Etichette da provare assolutamente. Ecco la nostra esperienza.

Il passito è davvero un nettare liquido, ma molte volte gli viene rubata la scena da vini di grande carattere e storia, merita però qualche complimento, ed è qua che interveniamo noi con 3 etichette da fare subito vostre, non dimenticandoci però i processi e la filiera che portano al compimento di questo prodotto.

Il Passito viene abitualmente inserito nella categoria dei vini speciali, anche se non subisce quegli interventi tecnici a modificarne caratteristiche organolettiche. Viene lavorato una volta che l’uva raggiunge il più alto tenore zuccherino e le massime dimensioni cominciando una fase di sovramaturazione con l’appassimento degli acini, la concentrazione zuccherina che aumenta e l’acidità in calo. Le tecniche con le quali viene prodotto questo tipo di vino sono svariate: si va dall’appassimento dei grappoli sul ceppo, esposti al sole oppure reati e…

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A Vito Catania (Gulfi) premio Best in Sicily come Miglior produttore di vino in Sicilia 2016

Oltre 100 ettari di vigneti, allevati ad alberello, ripartiti tra le tre zone vitivinicole storiche della Sicilia (Chiaramonte, Pachino e l’Etna). Particolarmente apprezzati per eleganza i Cru di Nero d’Avola Gulfi; provengono da vecchie vigne nelle contrade più antiche e rinomate di Pachino, in Val di Noto: Maccari, Bufaleffi, Baroni e San Lorenzo. Da esse nascono i Cru: Neromaccarj, Nerobufaleffj, Nerobaronj e Nerosanlorè, autentiche espressioni dei territori che li generano. Dall’Etna nasce invece Reseca, da un piccolo, antico vigneto di Nerello Mascalese nel territorio di Randazzo, a 850 metri di altezza.

Sorgente: Prima Pagina News – A Vito Catania (Gulfi) premio Best in Sicily come Miglior produttore di vino in Sicilia 2016

“Una degustazione a quota 1000 metri con i vini di Santa Maria La Nave” sul Wineblog di Luciano Pignataro 

Riccardo ci ha raccontato di come è stato individuato il fazzoletto di terra sull’Etna, le prime microvinificazioni di più di 30 anni fa insieme al padre ed al fratello, l’amicizia e la successiva consulenza con la famiglia Benanti (precursori del mondo vitivinicolo etneo). Continuando con la “folle decisione” (sono state proprio queste le parole utilizzate) di produrre un proprio vino, o meglio due, con vitigni autoctoni e collaboratori autoctoni etnei solo per il piacere di produrlo senza intenti di stampo prettamente lucrativo.

L’intero racconto potete leggerlo qui: Una degustazione a quota 1000 metri con i vini della cantina etnea Santa Maria La Nave e le creazioni di Luigi Casotti del 3 Bicchieri di Arezzo – Luciano Pignataro Wineblog

Marilena Barbera e il vitigno Perricone

Su Vini di Sicilia il Perricone è sempre un ospite d’onore.

Ancora una volta Marilena Barbera lo racconta, questa volta attraverso un video dedicato alle Strade del Vino:

Il vitigno Perricone è un autoctono a bacca nera originario della Sicilia occidentale e alla fine dell’Ottocento era il vitigno più coltivato nelle province di Palermo e Trapani e lo si trovava anche nelle province di Caltanissetta e Agrigento. Il vitigno Perricone viene utilizzato per la produzione del Marsala Ruby, grazie al quale ha trovato inizialmente grande sviluppo. Nella prima metà del Novecento, quando il consumo di Marsala è andato progressivamente riducendosi, la sua coltivazione si è ridotta a sua volta fino a subire un abbandono pressoché totale. Il Perricone è un vitigno autoctono a bacca rossa della Sicilia, originario precisamente della parte occidentale dell’isola. Dalla fine dell’Ottocento fino alla metà del Novecento, con il sinonimo Pignatello, era il vitigno più coltivato nelle province di Palermo e Trapani e maggiormente utilizzato per vinificare il Marsala Ruby in assemblaggio con altre uve locali. La crisi del Marsala compromise molto l’immagine di questo vino amato per secoli specialmente sul mercato inglese. Questo periodo infausto per il Marsala fece rischiare anche l’estinzione del vitigno, salvato grazie alla perseveranza di viticoltori lungimiranti che hanno ridato al vitigno Perricone la sua identità e la sua fama.

Due passiti siciliani: Malvasia delle Lipari di Hauner e Passito Gianfranco Ferrè di Feudi del Pisciotto

20151021_214640 20151209_234725Due ottimi prodotti che dimostrano come ormai la Sicilia svolga un ruolo di primo piano nel panorama viticolo italiano anche in termini di qualità e di sperimentazione.

 

Sorgente: Due passiti siciliani: Malvasia delle Lipari di Hauner e Passito Gianfranco Ferrè di Feudi del Pisciotto

“Piccole donne di Sicilia crescono” – L’intervista a Marilina Paternò su glutenfreetravelandliving.it

“Un vino con i colori dell’oro non fa altro che rispecchiare la terra da cui proviene, mi trovo quasi sulla punta della Sicilia, siamo più a sud di Tunisi, le uve nascono e crescono nella terra baciata dal sole e  i terreni sono bianchi-calcarei. Il sole è ciò che le alimenta. Una volta che raccogliamo, dopo la fase di pressatura, le uve bianche macerano in vasche di cemento per 12 ore, le uve rosse dai 25 ai 30 giorni. Durante la fase di macerazione, che è la fase che da personalità al vino, avviene il rilascio delle “qualità positive” (come amo chiamarle) dalla buccia al mosto e quindi tutto ciò che vedremo poi nei colori e che sentiremo al palato ed al naso. Quanto più le uve macerano tanto più avverrà il rilascio e tanto meno noi dobbiamo intervenire nelle fasi successive. Se riesco ad ottenere abbastanza dalla materia prima io non ho bisogno di aggiungere nulla.” Marilina Paternò

Un’altra donna del vino di Sicilia: Marilina Paternò. Per l’intervista completa, particolarmente interessante per chi ne vuoe sapere di più sul vino vegano: Gluten Free Travel and Living