L’omaggio a Giacomo Tachis, padre dell’enologia moderna (Teatro Naturale)

“In Italia siamo sempre stati affetti dalla malattia del servilismo e dell’esterofilia, il principe di Salina, nel Gattopardo, beveva vini francesi perché era più chic e di moda, dimenticando i grandi vini di Sicilia che andavano anche ad “aggiustare” i vini francesi. Beveva vino siciliano con etichetta francese.”

Non solo un grande tecnico e un grandissimo enologo ma anche un uomo di cultura. Grazie Giacomo Tachis.

Sorgente: L’omaggio a Giacomo Tachis, padre dell’enologia moderna – TeatroNaturale.It

One thought on “L’omaggio a Giacomo Tachis, padre dell’enologia moderna (Teatro Naturale)

  1. Ben ricordato anche qui:
    http://www.winenews.it/news/41300/il-mondo-del-vino-italiano-e-non-solo-perde-un-protagonista-assoluto-morto-giacomo-tachis-lartefice-tecnico-del-rinascimento-enologico-tricolore-litalia-enoica-deve-molto-allenologo-piemontese-che-rester-per-sempre-nella-sua-storia

    “Nel 1992, intanto, Tachis era sbarcato anche in Sicilia, dove ha collaborato con la Regione come consulente dell’Istituto regionale della Vite e del Vino, è stato consigliere d’amministrazione delle Case Vinicole di Sicilia (Duca di Salaparuta e Florio) ed è stato ispiratore per tanti produttori emergenti. Tachis poté contare sull’appoggio di uomini come Diego Planeta, Leonardo Agueci, Vincenzo Melia e Elio Marzullo. Nelle vigne di Donnafugata, fu Tachis ad introdurre la vendemmia notturna. Un’idea solo apparentemente romantica, ma in realtà nasceva da una lettura attenta e razionale dell’isola. Valutando che durante il giorno si verificavano enormi escursioni termiche, l’enologo piemontese pensò che fosse la notte il momento migliore per raccogliere l’uva a una temperatura fresca e costante necessaria per non disperderne profumi e aromi.
    Anche in Sicilia la scommessa, poi rivelatasi vincente, prese le mosse dia vitigni indigeni. Nero dAvola, Frappato, per i rossi, Inzolia, Grillo, Cataratto e Caricante. Con l’eccezione del Pinot Nero dell’Etna, che comunque ai giorni nostri si è rivelato come uno dei terroir più affascinanti dell’isola.”

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