Tradizione e innovazione: il mix di Tenuta Bastonaca nel territorio del Cerasuolo (Cronache di Gusto)

Ritroviamo pertanto i tradizionali Nero d’Avola, Frappato, Grillo, ma anche un tocco d’innovazione con il Grenache ed il Tannat, in quantitativi questi minori, che si elevano verso l’alto crescendo appoggiati a delle canne, così come i nostri nonni facevano. Una visione di agricoltura naturale, dove non si fa irrigazione, facendo in modo che la terra rossa sia insieme al suo calore l’elemento unico che contraddistinguerà i vini. Poco più di 28 mila le bottiglie complessive prodotte quest’anno, cinque le etichette tra cui spicca “Sud” Igt Terre Siciliane, un blend di uve autoctone ed internazionali che al momento non è in commercio ma che uscirà ufficialmente il prossimo Vinitaly dove si presenterà accanto ad una nuova etichetta.

Sorgente: Tradizione e innovazione: il mix di Tenuta Bastonaca nel cuore del territorio del Cerasuolo

Il Grillo di Feudo Maccari

Grillo 2015 – Feudo Maccari

Vino&Stile

Siamo a Noto terra ricca di storia che ha visto il passaggio di differenti popolazioni e culture dai romani ai greci agli arabi ma anche i Normanni gli Aragonesi. E’ anche la “capitale del Barocco” grazie alla sua antichissima cattedrale.

E’ qui che sorge il Feudo Maccari che si estende su circa 1000 tumuli, (antica unità di misura dell’isola di Sicilia per la quale 1 tumulo è eguale a 1744 metri quadrati) di cui circa 450 a vigna, divisi in tre corpi sparsi sulle colline accarezzate notte e giorno dalla brezza marina. Il paesaggio è caratterizzato da alberi di carrubo, ulivi e mandorli in fiore tra cui spuntano quasi per incanto i caratteristici impianti ad alberello di Nero d’Avola.

La sfida di Feudo Maccari punta a scalare la qualità anche sui bianchi, anzi di un grande bianco classico di Sicilia il Grillo.

vino_grilloAbbiamo degustato il Grillo 2015 Feudo Maccari:

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Costantino wines

Vineyards Paper

nslide6Costantino wines lies in the Sicilian hinterland dotted with mythological stories whose protagonists were Minos, Theseus, the god Dionysus. We are in Partinico at about thirty kilometers from Palermo, where Costantino winery was founded in 1960 by Papa’ Onofrio said “Nonò”, a true Sicilian love with his land. Driven by this passion, “Nono” day after day gave form to that which a company was for him the realization of that dream the place to grow and learn to life.

Today the third generation and the zeal and passion for the land and its products is the same as always. Develop, through the cultivation of fruit, flavors, scents, genuineness, authenticity of the products of Sicily in the tradition that distinguishes it: this is the ambition of Constantine wines.

The land covers 55 hectar of land planted with vines at a height above sea level from 250 to 600m. In…

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“Il giorno che il Grillo” a Mozia (Giornalevinocibo)

Attilio Scienza: “E’ importante capire se del Grillo si vuole fare un vitigno identitario o elitario, vogliamo farne un vino siciliano che si fa in ogni angolo o vogliamo farne un vino selezionato e particolare, è necessario scegliere una precisa strategia. La Sicilia, come altre regioni è vittima delle mode, il successo va conservato e trasformato in cosa preziosa, una indiscriminata politica di impianti in tutta la Sicilia senza selezionare le zone più vocate potrebbe rivelarsi non ottimale. Il grillo è un vitigno recente, non affonda la sua storia nell’antichità, essendo contemporaneo abbiamo la possibilità di operare su di lui con facilità, sarebbe bello poterne fare il primo vitigno italiano con i geni di resistenza alla malattie attraverso la tecnica  del genoma editing, sarebbe un momento di comunicazione molto forte”

Qui l’intero articolo “Il giorno che il Grillo” a Mozia, il vitigno siciliano nelle sue migliori espressioni | giornalevinocibo, con le degustazioni dei “Grilli” di Alcesti, Alessandro di Camporeale, Baglio Cristo di Campobello, Baglio di Pianetto, Birgi, Cantine Europa Eughenes, Colomba Bianca, Cantine Paolini, Cantine Petrosino, Cantine Rallo, Cantine Settesoli, Caruso&Minini, Cusumano, CVA Canicatti, Donnafugata, Feudo Arancio, Firriato, Fondo Antico, Gorghi Tondi, Masseria del Feudo, Tasca D’Almerita,Tenute Rapitalà e Valle dell’Acate.

Arianna Occhipinti; «Il vino è tutta la mia vita» (SicilyMag)

Ho puntato sulle uve autoctone, quelle che nei nostri territori si esprimono meglio, senza sperimentare ma credendo nelle meravigliose uve che da sempre esprimono carattere, freschezza, alcolicità contenuta ed eleganza. Ed anche sulla agricoltura biologica che per me è un credo, un modo unico ed esclusivo di portare avanti qualsiasi coltura, senza alternative. Tutto ciò grazie alle splendide condizioni climatiche, che tutto il mondo ci invidia. Siamo custodi del paesaggio, quindi dobbiamo prima di tutto noi stessi che coltiviamo questi territori prendercene cura e cercare di portare avanti un’agricoltura sana, sostenibile, rispettosa sia della terra che coltiviamo che dell’uomo che deve assaggiare il nostro prodotto

Sorgente: Arianna Occhipinti «Il vino è tutta la mia vita»

Come valorizzare il Grillo? Convegno e degustazione a Mozia (Gambero Rosso)

Antonio Rallo, presidente del Consorzio Doc Sicilia, conferma che “il Grillo sta vivendo un momento di grande spolvero e la domanda continua a crescere. Bisogna gestirla attraverso dei disciplinari di produzione che guardino lontano ma siano anche in grado di tutelare tutti produttori”. Francesco Ferreri, presidente Assovini Sicilia, è convinto che il grillo “rappresenti il presente/futuro del vino siciliano, anche se non siamo neanche al 50% del potenziale che può esprimere. Considerando che poi possiamo declinarlo per le diverse zone della regione, abbiamo lavoro e ricerca ancora per tanti anni”.

Sorgente: Gambero Rosso – Come valorizzare il Grillo? Un convegno e una grande degustazione a Mozia

Nino Barraco e i suoi vini naturali e ribelli, raccontato da Nossiter (DiVini)

Esce il nuovo libro di  Jonathan Nossiter, «Insurrezione culturale», scritto con il ricercatore Olivier Beuvelet. E racconta gli artisti del movimento del vino naturale, con una bella sezione per il siciliano Nino Barraco.

Ha piantato il Grillo davanti al mare di Marsala. Ha 41 anni, è figlio di un mezzadro. Pensava a un destino di impegno sociale, mettendo a frutto la laurea in Scienze Politiche. Ma si è accorto che si può far politica anche lontano dalle istituzioni, tra le vigne, puntando a produrre «poco, bene e pulito, anche senza soldi». Ha iniziato nel 2004. Quando ha assistito a una conferenza di Sandro Sangiorgi, il guru del vino naturale che dirige la brigata di Porthos, ha trovato «le parole e l’etica» per la svolta. Il suo vino si chiama Vignammare «tra i più salini del mondo, di una freschezza sorprendentemente tonificante. Stupisce chi non capisce che la Sicilia è capace di produrre tra i bianchi più raffinati e delicati d’Italia», scrive Nossiter. Salinità che si ritrova anche nel Rosammare, rosato da Nero d’Avola. «Sono vini profondamente liberi».

Sorgente: I vini naturali e ribelli di Nossiter (da Barraco a Pepe) | DiVini

Amazing Red: Nerello Mascalese (Wine Folly)

Nerello Mascalese hits your mouth with an explosion of red fruit flavors that leads into spice notes of cinnamon and floral dried desert herbs. Finer examples of Nerello Mascalese from Etna in Sicily finish long with tingly acidity, a rustic black volcanic earthy note, and medium weight fine-grained tannins. With the elegance of Pinot Noir and the explosive exuberance of Zinfandel, Nerello Mascalese is delightfully easy to drink.

Sorgente: Amazing Red: Nerello Mascalese | Wine Folly

Cantine Barbera – La Bambina 2015 (Storie del Vino)

Di colore rosato luminoso, al naso si apre con profumi di melograno e anguria, di lampone e di fragola, per poi regalare piacevoli sentori di pepe rosa e iodio marino. All’assaggio è la freschezza dell’acidità delle uve il suo biglietto da visita, con un corpo agile ed una bevuta piena e croccante, tanto da essere adatto anche dopo aver bevuto un rosso corposo. In bocca ritornano le sensazioni di melograno e di ciliegia appena matura.

Sorgente: Cantine Barbera – La Bambina 2015 | Storie del Vino

Vini rosati, che passione. I nostri migliori assaggi (Cronache di Gusto)

Gli assaggi Siciliani fatti ad Italia in Rosa da Cronache di Gusto: 

I rosati siciliani degustati provengono da due aree opposte dell’Isola. Il Sicilia Rosato 2015 Aprile di Fondo Antico viene dalla parte nord occidentale, dal territorio di Trapani ed è prodotto con Nero d’Avola. Fresco, di ottima beva, presenta sentori di ciliegia e una buona corrispondenza gusto-olfattiva. L’Osa ! 2015 di Paolo Calì, da Frappato in purezza, è fatto con uve coltivate nella parte sud orientale, nel territorio di Vittoria, in provincia di Ragusa. Offre profumi di fragola, lampone, note floreali e speziate. Al palato è fragrante e dotato di una buona progressione che lo rende molto piacevole.

Per il resto d’Italia: Vini rosati, che passione. I nostri migliori assaggi zona per zona (con tante sorprese)