Chara 2015 Feudo Disisa

Uva e Pomodoro

Chara 2015 (Feudo Disisa, Sicilia)

Il vino è poesia imbottigliata.
(Robert Louis Stevenson)

La cantina Feudo Disisa sorge sui dolci pendii delle colline dell’agro di Monreale, tra le vallate del Belice e dello Jato. Le sue origini risalgono al periodo normanno (XII secolo), quando il Re Guglielmo II donò il feudo all’Arcivescovo di Monreale. Il nome Disisa deriva dall’arabo Aziz ovvero “Splendida”, termine che sta ad indicare la bellezza suggestiva dei paesaggi in cui sorge la cantina. Da ben 200 anni la cantina è di proprietà della famiglia Di Lorenzo che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, donandoci degli ottimi vini che rispecchiano il terroir siciliano. L’azienda si estende per 400 ettari e ricade nell’area delle DOC Alcamo e DOC Monreale per la produzione vitivinicola, e nel comprensorio della DOP “Val di Mazara” per la produzione oleivicola.

charaBlend di Cataratto e Inzolia.

Il Chara presenta un bel colore giallo paglierino…

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Longarico – Catartico 2015

VITE DI VINO

Catarratto (100%) – 12%

Arcamu* con il suo Monte Bonifato, che ha dato riparo ai Greci fuggiti dalla distrutta Troia, che qui fondarono Longuro, poi chiamato Longarico, ci delizia con un catarratto naturale che purifica il corpo contaminato e libera l’anima dall’irrazionale. La catarsi (κάϑαρσις) comincia con note minerali e sentori di agrumi citrini, prosegue con inebrianti fiori bianchi, pere caramellate e note idrocarburiche e affumicate, e tocca il suo punto supremo offrendo emozioni speziate di chiodi di garofano e noce moscata. L’onda rinsacca contro il palato, fresca e salina, attraversata da un sole pomeridiano dolce e opaco, garbato ed elegante come il sorso, strutturato, serio e spensierato insieme. Appassionante.

*Alcamo in Siciliano

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In Sicily, Making a Name for Vittoria (The New York Times)

Eric Asimov and The New York Times with another great article about Sicilian wines.

The red wines made in the vicinity of this midsize town in southeastern Sicily can be elegant and beautiful, with a crunchy freshness and a reticent austerity. They can be intriguingly mineral, gorgeously perfumed and astonishingly pure, while still displaying rich, focused fruit flavors. They offer a lot to love. Yet if you held your breath waiting for a discussion of Sicilian wines to get around to those of Vittoria, you may end up gasping for air. With good reason, the wines of Mount Etna to the north have captured the imagination of many Americans.

The rest of the article here: In Sicily, Making a Name for Vittoria – The New York Times