Tenuta Monte Gorna: Etna, sull’altro versante

Tenuta Monte Gorna è stata la nostra prima esperienza sul versante sud dell’Etna, esperienza molto piacevole a quota 760 metri.

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Ci hanno accolto papà Rosario Licciardello ed i figli Sebastiano, che ci ha fatto da cicerone nella visita ai vigneti, e Stefania. Rosario è originario di Acireale, ma con la famiglia ora fa la spola fra la provincia di Enna, dove vivono, e questa contrada, su cui stanno investendo il loro tempo, con tanta passione. Il terreno è un’eredità lasciata dal nonno, che ha lavorato le vigne su questo appezzamento fra il Monte Gorna ed il Monte Ilice, in contrada Càrpene, all’interno del comune di Trecastagni. Nel 2002 Rosario decide di reimpiantare nuovi vigneti, con i vitigni autoctoni dell’Etna. Inizia con quelli a bacca rossa, 80% Nerello Mascalese e 20% Nerello Cappuccio, come da disciplinare dell’Etna Rosso e poi procede con Carricante al 60% e Catarratto al 40%, per produrre anche l’Etna Bianco. E sin dall’inizio, dimostrando di non farsi influenzare da mode ma piuttosto da ideali e tradizioni, il tutto si svolge secondo i dettami del regime biologico.

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Nel 2015 hanno anche completato una nuova sala di degustazione con punto vendita, consci dell’importanza dell’enoturismo, ancora poco sviluppato, soprattutto su questo versante della “Muntagna”. La degustazione è stata accompagnata da un’accurata selezione di prodotti davvero genuini, scelti e preparati con attenzione, e questo ci è parso una dei fiori all’occhiello della visita in azienda. Ottima la caponata, eccellenti i salumi (dell’azienda agricola Mulinello, di Leonforte, parenti della famiglia Licciardello), fra cui la salsiccia pasqualora, il salame al pistacchio. Il menu comprende anche verdure grigliate, olive, formaggi e ricotte; ai vini si aggiunge un altro prodotto Tenute Monte Gorna, cioè i geli di vino, deliziose gelatine tratte dai loro Etna Bianco e Rosso, con una percentuale di vino del 70%, perfette da accompagnare a salumi e formaggi.

Ma veniamo alla ragione principale della visita, i tre calici che abbiamo assaggiato.

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Etna Bianco DOC 2015: il bianco di casa Monte Gorna è un 60% Carricante e 40% Catarratto, con 13%; come tutti i loro vini, non avendo al momento una cantina propria, matura presso le Cantine Nicosia.  Si presenta con un bel paglierino dorato, ed al naso sentori di frutti gialli e fiori primaverili.; al palato intensa presenza di minerali, buona salinità.

Etna Rosso DOC 2012: cresce sulle terrazze dell’azienda, un terreno ovviamente vulcanico, scuro e sabbioso. Secondo la disciplinare dell’Etna Rosso DOC, il vino ha un 80% di Nerello Mascalese ed un 20% di Nerello Cappuccio, già suddiviso in questa percentuale in vigna. Al’esame visivo ha un rubino particolarmente carico per esse un rosso dell’Etna, e Sebastiano ci spiega che ci sono notevoli differenze fra il versante Nord, da cui al momento provengono gran parte dei vini dell’Etna e quello sud, dove si trovano i loro vigneti. Ed in effetti ce ne rendiamo conto subito avvicinando il calice al naso, ricco di frutti rossi, lamponi ed amarene e poi in bocca, dove si sentono tannini equilibrati, una buona persistenza, più vellutato di altri Etna Rosso.

Etna Rosso DOC in barrique 2012: questo è un vino peculiare di questa azienda, una loro scommessa: un Etna Rosso che dopo 3 mesi in maturazione nelle vasche d’acciaio viene passato per altri 3 mesi in barrique di rovere francese (anche se c’è il desiderio di un futuro in castagno dell’Etna, per un ulteriore ritorno alle tradizioni). Questo vino ha un colore sempre rosso rubino intenso, ma sia al naso che alla bocca presenta alcuni sentori interessanti: la presenza del legno è discreta ma si presentano anche alcuni profumi nuovi ed una persistenza maggiore.

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Una Tenuta di famiglia, con progetti interessanti, idee chiare, fondata sulla tradizione ma anche con spirito innovativo. Soprattutto una ventata di aria fresca sul versante sud-orientale dell’Etna, che dimostra di meritare maggiore attenzione, anche da parte delle aziende stesse in primis.

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