Natural woman (Mangialibri)

Potrebbe essere definito come un’autobiografia, questo libro, ma in realtà è invece un inno: un inno d’amore verso la terra, verso il proprio lavoro, verso le proprie radici. Il triangolo di terra ragusana che si stende ai piedi degli Iblei e che viene delimitato da Comiso, Vittoria e Chiaramonte Gulfi è l’oggetto di questo inno. Una terra speciale, brusca e brulla in apparenza quanto orgogliosamente generosa nella sostanza: con uno sguardo al mare, poco distante tra Scoglitti e Macconi, tra profumi di zàgara e salmastro, colori vividi di terre brune e il verde quasi fosforescente di vigneti a perdita d’occhio.

In questo libro, il vino di cui si parla, prodotto dall’azienda agricola Occhipinti, è quasi un personaggio secondario ma importantissimo, che traspare appena ma al tempo stesso impone la sua presenza attraverso le descrizioni di terre, profumi, colori, voci e silenzi di persone.

Sorgente: Natural woman | Mangialibri

Esordi: Versante Nord 2014, Eduardo Torres Acosta (Il viandante bevitore)

Il Versante Nord nasce da vecchie vigne cinquantenni poste su due appezzamenti: una in contrada Pietramarina a Verzella e l’altra in contrada Marchesa a Passopisciaro, tra i 550 e i 700 metri d’altitudine. 80% di Nerello Mascalese, il saldo con altre uve autoctone, fermentazione in vasche di cemento, macerazione di 15 giorni prima dell’affinamento durato 16 mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri, 3200 bottiglie prodotte.

Un bell’esordio sicuramente e un rosso che, dopo opportuna ossigenazione, coniuga naturalezza espressiva, idee e disegno, elegante compostezza e vitalità, accennando e contrapponendo, oltre al frutto croccante, pungenti note d’erbe aromatiche e spezie, luminose folate balsamiche e di agrumi, dolci tocchi di pasticceria da forno. Al sorso è ampio, scorrevole, saporito, non del tutto disteso sul finale – occorre tempo – con bei ritorni aromatici.

Per leggere l’articolo: Il viandante bevitore: Esordi: Versante Nord 2014 (Etna), Eduardo Torres Acosta

Francesca Curto e la Sicilia del vino che cresce: “Mantenere la qualità è la vera sfida” (Cronache di Gusto)

Vendemmia 2016, nuovi progetti, la Doc Sicilia e le Fiere.

Francesca Curto, dell’azienda Curto di Ispica in provincia di Ragusa fa il punto della situazione. “Vendemmia quasi finita ormai – dice – ormai sono più tranquilla e rilassata. Perché, anche se adesso dovesse piovere, il più è fatto”.

Sette referenze in azienda, qualità elevatissima, ma testa proiettata a migliorarsi ogni giorno. “Ogni giorno cerco un tassellino per elevarci ancora di più – spiega la Curto – Adesso sono contenta che la nostra azienda viene riconosciuta come simbolo di qualità ed eccellenza. Tutti i nostri sacrifici sono stati ripagati”. L’azienda Curto produce vini in una zona della Sicilia che sta pian piano “uscendo fuori”, anche se si trova all’ombra dell’Etna, uno dei territori enologici siciliani più apprezzati nel mondo. “Loro sono bravissimi – dice la Curto – E’ da 10 anni che ormai l’Etna è famoso. Ma credo che tutta la Sicilia dovrebbe fare brand. Serve però la collaborazione di tutti. Bisogna fare squadra”.

Sorgente: Francesca Curto e la Sicilia del vino che cresce: “Mantenere la qualità è la vera sfida”

A Sicilian on the Move: Donnafugata Steps Onto the Slopes of Etna (Wine Spectator)

Robert Camuto‘s description of the arrival of Donnafugata to the Etna’slopes.

Donnafugata Antonio Rallo 1 ph Fabio Gambina.jpg

Antonio and his sister, José, who run Donnafugata, recently announced that they are expanding to eastern Sicily with the purchase of a winery on Etna’s north face from a small group of grapegrowers. There, they are leasing 37 acres of vines, with the intent to purchase that land and more in the next year.

This was my father’s dream,” says Antonio, 49. “In the last few years, we have been thinking about Etna more and more. My father and I visited there together just a week before he died.” In the last 15 years, the Etna region has been booming, as the mountain has drawn dozens of winemakers from around Sicily, other regions of Italy and farther afield.

They produce wines primarily from two local grapes—Nerello Mascalese for taut reds and Carricante for fresh minerally whites. Donnafugata currrently produces about 190,000 cases a year, mostly from 640 acres of vineyards in western Sicily’s sleepy Contessa Entellina appellation.

On Etna, “we will never make big numbers,” says Antonio. “We are focusing on the kind of wines we like to produce.” Instead, the move to Etna means a new terroir with a dynamic wine scene. “There are a lot of very good producers working on Etna, and for us it’s more stimulating being with other producers who are working well,” he adds. “When you are alone, it’s much different—you are only competing with yourself.

Sorgente: A Sicilian on the Move: Donnafugata Steps Onto the Slopes of Etna | Robert Camuto: Letter from Europe | Blogs | Wine Spectator

Vuarìa 2012

Uva e Pomodoro

Vuarìa 2012
(Feudo Disisa, Sicilia)

A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi, dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
(Alda Merini)

Il Feudo Disisa appartiene alla famiglia Di Lorenzo, la quale ha trasformato gli originali pascoli e seminativi in lussureggianti vigneti e uliveti. Insiste nel territorio di Monreale (provincia di Palermo), ad un’altitudine di 400-500 metri sul livello del mare. Il centro aziendale è situato nelle vicinanze di una antica torre saracena, restaurata dai proprietari. La fertilità di queste terre, nota fin dall’antichità, ha alimentato anche la fantasia popolare, ingigantendone la produttività e dando origine ad una leggenda sull’esistenza di un tesoro comunemente noto come “Lu Bancu di Disisa”.

vuariaIl Vuarìa è un Nero d’Avola in purezza.

Colore rosso rubino intenso con riflessi purpurei. Odore speziato…

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Enodiario da Marsala: Marco de Bartoli (WineDays)

La produzione di vini di qualità a Marsala negli ultimi decenni ha una punta di diamante che risponde al nome di Marco De Bartoli. Dalla cantina in Contrada Samperi escono veri e propri gioielli enologici, figli di un’appassionata ricerca del meglio che possono offrire le terre di Marsala e di Pantelleria. Tutto si deve al nome che campeggia in etichetta, quel Marco De Bartoli che testardo ad inizio anni ’80 rompe gli schemi e prova a produrre un Marsala diverso, percorrendo all’indietro la storia di quel vino, cercando di imitare quel leggendario perpetuum assaggiato dal comandante John Woodhouse non ancora fortificato.

Nacque così il Vecchio Samperi, senza dubbio il vino simbolo della cantina, al quale poi si affiancarono i Marsala classici, quindi le interpretazioni del grillo secco tra cui spicca il Grappoli del Grillo, un rosso a base pignatello, il Rosso di Marco e poi gli spumanti metodo classico Terza Via prodotti con metodo solouva con ancora il grillo a farla da padrone, in assemblaggio al nero d’avola per il rosè.

E poi i vini di Pantelleria, incredibili interpretazioni dello zibibbo di Bukkuram, che potremmo definire la Romanèe Conti della piccola isola: il Sole d’Agosto e il Vigna del Padre.

Sorgente: WineDays | Giorni di vini; Enodiario da Marsala – Marco De Bartoli

LunediVINI Siciliani: Etna Rosso Doc 2014 Az. Agr. Irene Badalà

Il nostro nuovo appuntamento è con un vino che viene da Contrada Santo Spirito a Passopisciaro. Le contrade sull’Etna hanno un significato particolarmente interessante, e meritano un ragionamento a parte; per ora, teniamo conto e memorizziamo il nome di questa contrada di Passopisciaro, e mettiamo via l’informazione. Continua a leggere “LunediVINI Siciliani: Etna Rosso Doc 2014 Az. Agr. Irene Badalà”

Gulfi, tempo di vendemmia 2016 (Prima Pagina News)

gulfi

“Anche quest’anno siamo grati alla nostra terra – afferma Vito Catania, patron di Gulfi -. Abbiamo avuto un’estate fresca e le uve si contraddistinguono per l’ottima qualità e per la spiccata acidità. Non ci meravigliamo di vederle così belle, perché la natura fa il suo corso ed è riconoscente”.

“Gulfi ha edificato la sua cantina in una terra generosa, vocata da secoli alla viticultura. Il clima e la coltivazione delle viti, con rispetto e con i metodi della tradizione dei viticultori siciliani, senza uso di prodotti chimici e irrigazione, sono la nostra garanzia. Il resto lo dirà la bottiglia stessa”, prosegue il produttore. “”Se c’è un merito, oltre a quello della generosa natura, è uno soltanto: saperla rispettare. Questo fa Gulfi e continua a fare”.

L’azienda, del resto, ha una sola condotta che segue con coerenza, salvaguardandone i principi di base: la Naturalità, che trova il suo riflesso nella viticoltura biologica e nella vinificazione non invasiva; l’Alberello che per Gulfi rappresenta il solo sistema che permette, in un clima così estremo come quello della Sicilia, di produrre dei vini di grande complessità e finezza; e infine il rispetto dei vitigni autoctoni che esprimono al meglio l’essenza della Sicilia stessa.

Sorgente: Prima Pagina News – Gulfi, tempo di vendemmia 2016. Ottima qualità delle uve, sane e dotate di spiccata acidità

Producer Guide: Azienda Fischetti (Wine Routes)

Azienda Fischetti represents what winemaking on Etna is all about. Old vines, organic viticulture, low production and estate bottled wines produced from local varieties that have been hand picked from  small vineyards.

Located on the edge of Castiglione di Sicilia on the north side of Mount Etna, this is a relatively new winery project. In 2007 the Fischetti family purchased the property from an ageing grower who had historically sold his fruit to other winemakers outside of the region and had no children interested in carrying his work on. It was a great opportunity and the potential of the site was no doubt clear.

Source: Producer Guide: Azienda Fischetti (Sicily, Italy)

Etna Bianco Superiore di Milo (Aristide)

Molto si muove sull’Etna del vino.

La denominazione sta conoscendo una crescita della base dei produttori (oggi più di 130), con circa 800 ha in produzione (778 ha rivendicati nel 2014) e 20.013 ettolitri certificati di Etna DOP nel 2015.

Il 32% del vino prodotto è Etna Bianco DOP, mentre una particolare singolarità riguarda l’Etna Bianco Superiore, una ristretta area nel comune di Milo, che conta circa il 2% degli ettolitri prodotti sull’Etna. Negli ultimi dieci anni, la produzione di Etna Bianco DOP si è più che triplicata nei volumi (da 1.640Hl nel 2004 a 5.200Hl nel 2014): mentre tutti osserviamo la crescita della denominazione in termini di visibilità e considerazione, e apprezziamo la qualità crescente della sua maggiore espressione nell’Etna Rosso DOP (con i suoi 15.294Hl prodotti nel 2014 – ma erano ben 17.421 nel 2013 – con una crescita dei volumi in 10 anni di poco inferiore al 50%), è l’Etna Bianco che cresce assai di più, arrivando a rappresentare un 32% della quota di produzione dell’Etna DOP.

L’esauriente articolo di Giampiero Nadali, si trova qui: Etna Bianco Superiore di Milo — Aristide, il wine blog di Giampiero Nadali