Il consorzio Etna Doc cresce: altri 14 soci (Cronache di Gusto)

L’Erga Omnes, raccontato su Cronache di Gusto in questo articolo, è davvero ad un passo. Forse potrebbe essere annunciata già nella prossima assemblea prevista il 19 dicembre alle ore 10,30 presso Terrazze dell’Etna. Continua a leggere “Il consorzio Etna Doc cresce: altri 14 soci (Cronache di Gusto)”

“La mia azienda è la mia vita”: Marilina’s Documentary film

“Ora io vedo il segreto per la creazione delle persone migliori. È crescere all’aria aperta e mangiare e dormire con la terra.”

Con queste parole di Walt Whitman inizia il docufilm realizzato dalla Bottega dei Monsù per Cantina Marilina.

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Inzolia 2015 Candido

Uva e Pomodoro

Inzolia 2015
(Candido, Sicilia)

Il vino ha dunque una vita più lunga della nostra?
Ma noi, fragili creature umane,
ci vendicheremo ingoiandolo tutto.
Nel vino è la vita.
(Petronio Arbitro)

La famiglia Candido trae la sua passione per la coltivazione della vite dall’originale cultura rurale del territorio di Camporeale. Difatti vive tutto l’anno nella casa accanto alla cantina, per potersi dedicare appieno alla cultura dei vigneti e per godere ogni giorno del paesaggio mozzafiato di questo luogo.

La cantina è dotata di attrezzature tecnologicamente avanzate, tali da permettere una spremitura soffice, con vinificazione ed affinamento a temperature controllate. Il processo di produzione si basa su una produzione di qualità superiore. Ed è per questo che producono in regime biologico.

inzoliaInzolia in purezza.

Dal colore giallo paglierino. Odore floreale e fruttato di mela verde. Palato minerale, un po’ mosso. In fase di vinificazione subisce una crio-macerazione in roto per 12 ore…

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Terre Siciliane Igt SP68 (I Vini del Golosario)

IL VINO DEL GIORNO è Il Terre Siciliane Igt Sp 68 di Arianna Occhipinti di Vittoria (RG).

Risultati immagini per sp68 occhipinti rossoÈ ormai un’icona dell’agricoltura biologica, Arianna Occhipinti di Vittoria (RG), la cui avventura procede con grandi gratificazioni da parte del pubblico che la segue sin dai suoi esordi, da quando si mise a lavorare quella terra che si appoggia alla statale SP68, strada a cui ha dedicato un suo vino.

È il Terre Siciliane Igt Sp 68 . Da uve Frappato (70%) e Nero d’Avola (30%) ha colore rosso rubino tenue, naso elegante con note di marasca, tabacco, cuoio, sentori balsamici, minerali e speziati, sorso armonico e persistente.

Sorgente: I Vini del Golosario | Facebook

Grillo e Nero d’Avola dal 2017 saranno solo DOC (Wine in Sicily)

La notizia è ufficiale. Stamattina il Comitato Nazionale Vini ha approvato la modifica del disciplinare della Igt “Terre Siciliane” che esclude la possibilità, dalla vendemmia 2017, di produrre ed etichettare vini Igt Grillo e Igt Nero D’Avola. Per cui, sarà possibile indicarle esclusivamente in bottiglie a Denominazione di Origine Controllata (Doc).

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Una posizione nuova che apre uno scenario unico, prima di ogni altra riflessione, che tutela queste varietà e il legame con la regione di origine: la Sicilia. In sintesi, una blindatura ai vini “Nero d’Avola” e “Grillo”.

La decisione del Ministero delle Politiche Agricole è stata presa a seguito della richiesta presentata da circa 3.000 viticoltori della Igt “Terre Siciliane”, riunitisi in associazione e appartenenti a più di 15 cantine cooperative, e a tante aziende piccole e grandi del mondo del vino siciliano.

Tra le modifiche approvate anche l’aumento per la sola Igt della resa massima uva/vino dei vini rosati, (uniformata all’80%, in linea con quanto già previsto per i vini bianchi e rossi della stessa Igt) e la possibilità di produrre vini “abboccati” (cioè un po’ più dolci) per alcune tipologie di vino previste per la Igt. Modificato anche il disciplinare della Doc Sicilia.

L’articolo su Wine in Sicily

Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino” (EnoNews.it)

Tiziana Gandolfo ha presentato l’azienda etnea Primaterra con sede e vigneti in Contrada Sciaranova, a Passopisciaro; un’azienda giovane, nata nel 2003, con la passione di Tiziana e del marito Camillo che fanno sì che dai quei terreni così difficili da lavorare si possa dar vita a dei vini figli del territorio etneo.

Siamo ad 850 metri sul livello del mare, in un meraviglioso contesto paesaggistico dove si possono ammirare la vetta della “muntagna” e lo skyline dei monti della Valle dell’Alcantara pranzando sotto un meraviglioso castagno ed ammirando i filari di nerello mascalese e cappuccio che si ergono orgogliosi dal terreno vulcanico.

“Non è stato certamente facile – racconta Tiziana – preparare quei suoli, quel terreno vulcanico e roccioso che necessitava di essere lavorato al fine essere nelle condizioni di accogliere il vigneto. Dopo tanto impegno e lavoro oggi l’azienda conta tre ettari di vigneti coltivati nel rispetto per la natura, senza l’utilizzo di diserbanti e concimi chimici dai quali si ottengono vini di notevole struttura, eleganza e piacevolezza. La filosofia aziendale pone l’accento anche sul rapporto storico tra il vino, la cultura e l’arte, infatti quest’anno Primaterra ha ospitato Etna Rêverie, un progetto di residenza per artisti che immersi nel confronto tra l’enologia, la natura e l’arte, hanno realizzato delle opere site-specific che sono state molto apprezzate dal pubblico che ha raggiunto la tenuta ed ha avuto occasione, passeggiando tra le vigne, di poterle ammirare guidate dal racconto degli artisti.”

La giovanissima Giusy Tuccio, appena ventiquattrenne, è una vera e propria esordiente nel mondo del vino. Il nome della sua azienda, Demarete, è quello appartenuto nella storia greca alla figlia di Terone di Agrigento e sposa del tiranno di Siracusa Gelone. Non è casuale il nome in quanto l’azienda nasce proprio nei “campi Geloi” di Ulisse nel sud della Sicilia, nel territorio di Gela in contrada Priolo Sottano.

La proprietà è di complessivi 40 ettari coltivati a frutteto, uliveto e vigneto, dei quali 12 sono gli ettari vitati e di questi, quattro sono dedicati ai vitigni nero d‘avola, grillo, cabernet e merlot. Il padre di Giusy, titolare di un’azienda metalmeccanica, decise di iniziare la produzione di vini riacquistando le proprietà di famiglia, ma purtroppo la sua precoce scomparsa lascia in eredità a Giusy le sorti dell’azienda vitivinicola.

La grande forza di questa piccola donna, unita all’amore per il padre, all’impegno che egli aveva messo nella creazione dell’azienda, porta Giusy alla scelta di proseguire il progetto aziendale divenendo una giovane produttrice.

L’emozione nelle parole del suo racconto durante l’incontro è palpabile, la voce delicata e sottile crea il silenzio tra gli intervenuti, ai quali trasmette il sentimento verso il progetto del padre e la grande tenacia e forza nel mettersi alla guida di un’azienda vitivinicola. Attualmente l’azienda vinifica presso terzi, ma Giusy ci annuncia che è prossima alla realizzazione di una sua cantina al fine di poter personalmente seguire i suoi vini dalla vigna alla vinificazione sino alla commercializzazione.

Sorgente: Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino”… e di EnoNews – EnoNews.it

L’incredibile Etna di Ferrara Sardo (Vinopolis)

La vigna di Nerello Mascalese si estende a pochi chilometri dal centro di Randazzo (CT) in Contrada Allegracore, ad un’altitudine di 700 metri, a nord dell’Etna, in una posizione ideale per godere del panorama circostante ed è una parcella di solo un ettaro. Il terreno è di origine vulcanica con substrato lavico a profondità variabile. Il vigneto, impiantato in parte 40 anni fa ed in parte oltre 50 anni fa, è coltivato nel rispetto della natura da oltre vent’anni, senza alcun utilizzo di diserbanti, concimi e prodotti chimici.

Il vino ‘Nzemulla, la sola etichetta prodotta da Bruno Ferrara Sardo, si può definire senza troppi complimenti un’espressione sublime del Nerello Mascalese in questa porzione d’Etna. Il vino, che fa affinamento in acciaio per un periodo che va dai 12 ai 16 mesi, conclude con un affinamento in bottiglia tra i 4 e i 6 mesi. Sono solamente 3000 le bottiglie prodotte che oscillano poco nel numero a seconda delle annate.

Sorgente: L’incredibile Etna di Ferrara Sardo. | Vinopolis – Il wine blog di Claudio Bonifazi