L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

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Dama Cortese Vendemmia Tardiva

Uva e Pomodoro

Dama Cortese Vendemmia Tardiva Igp 2015
(Fattorie Azzolino, Sicilia)

Il vino fulgido sul palato indugiava inghiottito.
Pigiare nel tino grappoli d’uva.
Il calore del sole, ecco che cos’é.
È come una carezza segreta che mi risveglia ricordi.
James Joyce

Proprio come dice l’aforisma, questo vino “mi risveglia ricordi”. Infatti, dopo averlo assaggiato, mi ritorna in mente un libro che lessi anni fa: Ramses, in cui si parla tra l’altro di un’usanza dell’antico Egitto, ma non solo, che consisteva nell’addolcire il vino con miele e arricchirlo di aromi e frutta secca come fichi, datteri, mandorle e pinoli triturati. Sapori che oggi ritroviamo nella maggior parte dei vini da dessert, naturalmente senza che vi sia aggiunto alcun ingrediente, ma attraverso una corretta vendemmia e vinificazione.

Il Dama Cortese è prodotto dalla cantina Azzolino, che insiste sul territorio di Monreale, in provincia di Palermo, e che produce vini secondo un’agricoltura biologica certificata.

dama-corteseSi tratta…

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Gorghi Tondi, avanti tutta sul Grillo (Cronache di Gusto)

Timida a parlare di sé, ma decisa, non usa mezzi termini. “Credo che la Sicilia Occidentale abbia tanto da dire e che il Grillo possa esprimersi al meglio in questa area, dimostrando la sua qualità enologica  – afferma Annamaria SalaCome azienda continueremo a fare il lavoro di sempre, con passione e rispetto della terra e della natura, sperando che questo vitigno abbia il futuro che merita, scongiurando però le sorti del Nero d’Avola, pregiato vitigno bistrattato dalle aggressive logiche di mercato”.

Tanti, del resto, sono stati nel tempo gli investimenti per il Grillo. Basti citare una loro rarità, il Grillodoro ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmature in pianta caratterizzate dalla muffa nobile detta “Botrytis Cinerea”, dal vigneto che si affaccia sul mare.

Ma la declinazione dell’amato vitigno in casa Sala non termina certo qui. Oltre al già citato Grillodoro, ci sono il Kheirè, il Coste a Preola, la variante spumantizzata con il Palmarès Brut e infine Vivitis Bio senza solfiti aggiunti. “Un vino quest’ultimo che completa la nostra gamma con particolare attenzione alle tendenze salutiste del momento”.

Anche se – precisa ancora l’imprenditrice – si tratta di un completamento. Da sempre pensiamo che per fare vino non basta coltivare la terra, ma serve rispettarla. Coltiviamo le nostre uve all’interno di una riserva naturale. La green attitude è una componente determinante del nostro lavoro”. E annuncia il suo desiderio di un evento per far conoscere il Grillo come mai prima d’ora, a stretto contatto con quella natura così esclusiva. Ancora è tutto in una fase embrionale ma l’idea inizia a prendere forma e la motivazione è forte.

Sorgente: Gorghi Tondi, ora è avanti tutta sul Grillo “Coniughiamo territorio e voglia di fare”