Arianna Occhipinti: “Il boom dell’Etna oscura il nostro vino, ma noi non siamo secondi” (Cronache di Gusto)

Lei è una molto schietta, dice le cose senza giri di parole. Magari ti riceve in cantina con una salopette in jeans, senza badare molto al look. Animo campagnolo, ma mente da grande imprenditrice.

Qui dobbiamo tutti darci da fare per risollevare un territorio”. E proprio da lei è partito un appello alle amministrazioni di porre attenzione a questo territorio abbandonato a sé stesso, tra rifiuti, muretti a secco crollati e strade disastrate.

Qualcosa si è mosso? “Qualcosina”, dice Arianna, raccontando la loro ultima iniziativa di pochi giorni fa. Insieme ad un gruppo di colleghi hanno ripulito dai rifiuti e dalle discariche i 21 chilometri del percorso della Maratona del Cerasuolo, prevista domenica 13 novembre alle ore 8. Un percorso che attraversa i vigneti e le cantine dei produttori simbolo del Cerasuolo.

Sono stanca di fare critiche e di piangermi addosso – dice Arianna – per questo mi sono rimboccata le maniche ed ho iniziato a fare qualcosa per Vittoria”. L’appello lanciato su Facebook per una tutela da parte di tutti del territorio del Cerasuolo è stato accolto. Ma non da tutti: “Serve una presa di coscienza da parte di tutti – dice – il problema dei rifiuti riguarda l’intera Sicilia, anche quell’Etna che attira investitori. E non è un bellissimo spettacolo”.

In questi ultimi tre anni il Cerasuolo è rimasto ancorato ai numeri del 2014, senza una crescita particolare, né una diminuzione delle vendite: “Diciamo che ci curiamo il nostro orticello”, dice Arianna, che però dentro rode, e parecchio: “Sono convinta delle potenzialità del Cerasuolo”, dice.

E poi aggiunge: “Se potessi comprerei altri ettari di vigneto per fare più vino”. Qui, però, nessuno ha intenzione di aprire il portafogli e investire. Anche se le opportunità non mancano: “Non è un territorio figlio di un dio minore – dice – Siamo in Sicilia e il brand vale, tanto. I primi a crederci, però, dovrebbero essere gli stessi produttori di queste zone. E invece non è così”.

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