Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino” (EnoNews.it)

Tiziana Gandolfo ha presentato l’azienda etnea Primaterra con sede e vigneti in Contrada Sciaranova, a Passopisciaro; un’azienda giovane, nata nel 2003, con la passione di Tiziana e del marito Camillo che fanno sì che dai quei terreni così difficili da lavorare si possa dar vita a dei vini figli del territorio etneo.

Siamo ad 850 metri sul livello del mare, in un meraviglioso contesto paesaggistico dove si possono ammirare la vetta della “muntagna” e lo skyline dei monti della Valle dell’Alcantara pranzando sotto un meraviglioso castagno ed ammirando i filari di nerello mascalese e cappuccio che si ergono orgogliosi dal terreno vulcanico.

“Non è stato certamente facile – racconta Tiziana – preparare quei suoli, quel terreno vulcanico e roccioso che necessitava di essere lavorato al fine essere nelle condizioni di accogliere il vigneto. Dopo tanto impegno e lavoro oggi l’azienda conta tre ettari di vigneti coltivati nel rispetto per la natura, senza l’utilizzo di diserbanti e concimi chimici dai quali si ottengono vini di notevole struttura, eleganza e piacevolezza. La filosofia aziendale pone l’accento anche sul rapporto storico tra il vino, la cultura e l’arte, infatti quest’anno Primaterra ha ospitato Etna Rêverie, un progetto di residenza per artisti che immersi nel confronto tra l’enologia, la natura e l’arte, hanno realizzato delle opere site-specific che sono state molto apprezzate dal pubblico che ha raggiunto la tenuta ed ha avuto occasione, passeggiando tra le vigne, di poterle ammirare guidate dal racconto degli artisti.”

La giovanissima Giusy Tuccio, appena ventiquattrenne, è una vera e propria esordiente nel mondo del vino. Il nome della sua azienda, Demarete, è quello appartenuto nella storia greca alla figlia di Terone di Agrigento e sposa del tiranno di Siracusa Gelone. Non è casuale il nome in quanto l’azienda nasce proprio nei “campi Geloi” di Ulisse nel sud della Sicilia, nel territorio di Gela in contrada Priolo Sottano.

La proprietà è di complessivi 40 ettari coltivati a frutteto, uliveto e vigneto, dei quali 12 sono gli ettari vitati e di questi, quattro sono dedicati ai vitigni nero d‘avola, grillo, cabernet e merlot. Il padre di Giusy, titolare di un’azienda metalmeccanica, decise di iniziare la produzione di vini riacquistando le proprietà di famiglia, ma purtroppo la sua precoce scomparsa lascia in eredità a Giusy le sorti dell’azienda vitivinicola.

La grande forza di questa piccola donna, unita all’amore per il padre, all’impegno che egli aveva messo nella creazione dell’azienda, porta Giusy alla scelta di proseguire il progetto aziendale divenendo una giovane produttrice.

L’emozione nelle parole del suo racconto durante l’incontro è palpabile, la voce delicata e sottile crea il silenzio tra gli intervenuti, ai quali trasmette il sentimento verso il progetto del padre e la grande tenacia e forza nel mettersi alla guida di un’azienda vitivinicola. Attualmente l’azienda vinifica presso terzi, ma Giusy ci annuncia che è prossima alla realizzazione di una sua cantina al fine di poter personalmente seguire i suoi vini dalla vigna alla vinificazione sino alla commercializzazione.

Sorgente: Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino”… e di EnoNews – EnoNews.it

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