Vignaioli naturali a Roma: i nostri 10 assaggi preferiti (Luciano Pignataro Wineblog)

Tra i 10 vini segnalati sul sito di Luciano Pignataro fra quelli presenti a  Vignaioli Naturali 2016 a Roma, ci sono due vini di Sicilia:

Etna Rosso Cru Cimonaci 2008Valcerasa: I vini di Alice Bonaccorsi e Rosario Pappalardo sono frutto di una strategia poco interventista in vigna e di lunghi invecchiamenti in cantina (il loro rosso “d’annata” in genere esce con due anni di ritardo rispetto alla norma). Ne ottengono prodotti austeri e complessi, tutt’altro che banali. Da un po’ di tempo ci sembra di scorgere una crescita di focalizzazione espressiva e aromatica, il che li rende anche più accessibili in gioventù. Dopo le prove maiuscole del Rosso Relativo e dell’Etna Rosso 2011, stavolta ci ha colpito il “top di gamma”, un cru fin dal nome (è un gioco di parole, la contrada di provenienza delle uve si chiama Cruci Monaci). Una bottiglia che circola già da un paio d’anni, cui ha senz’altro giovato un ulteriore affinamento in vetro. Oggi ha un profilo da fuoriclasse: l’areazione del bicchiere porta in primo piano il frutto (tamarindo, ciliegia), la cenere spenta, lievi note affumicate e animali, pepe; in bocca è terroso, di ottima struttura; persistenza notevole caratterizzata da tabacco da pipa e resina.

Rosso 2014 – Viteadovest: Restiamo in Sicilia ma ci spostiamo a Occidente, come indica il nome della cantina dell’enologo Vincenzo Angileri. Qui, nelle campagne tra Marsala e Salemi, ha piantato cinque anni fa alberelli di nerello mascalese e nero d’Avola con il dichiarato proposito di ottenere dall’uvaggio (vendemmiato in epoche diverse assecondando le diverse curve di maturazione dei due vitigni) un vino equilibrato in termini di tannini e acidità. Questa 2014 è la seconda annata imbottigliata, vinificata prevalentemente in acciaio; l’intenzione è di passare al cemento. Registro aromatico originale, giocato sull’evoluzione ma con il frutto in primo piano e una traccia di volatile; il sorso è succoso e di buona profondità. Non male anche il Bianco 2014, da grillo in prevalenza e saldo di catarratto, macerato a lungo sulle bucce. Un bel segnale di vitalità da una zona sonnacchiosa fino a pochi anni fa.

Sorgente: Vignaioli naturali a Roma: i nostri dieci assaggi preferiti – Luciano Pignataro Wineblog

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