Vino della settimana: Vurria 2014 Nero d’Avola di Di Giovanna (Cronache di Gusto)

L’abitato di Sambuca di Sicilia, borgo più bello d’Italia; la natura: parco, riserva, demanio forestale; il panorama: lago Arancio; l’agricoltura di una campagna fertile principalmente dedita alla viticoltura dove insistono numerose aziende vinicole.

Una di queste appartiene da molte generazioni alla famiglia Di Giovanna: papà siculo, mamma tedesca e figli Gunther e Klaus che coniugano i nomi tedeschi all’italianità della loro vita.

Sono proprio loro che ormai si occupano dei 56 ettari di vigne, 14 di uliveti ed il resto fino a 100 di seminativi. (Klaus e Gunther Di Giovanna)

La campagna è suddivisa nei territori di Contessa Entellina e Sambuca separati dal massiccio della Riserva Naturale di Monte Genuardo, e visto che siamo al cospetto di un territorio salvaguardato, tutta l’azienda è in biologico dal 1997. I vigneti sono il risultato di ricerca e sperimentazione iniziata negli anni ’80, basate sulle caratteristiche pedoclimatiche, sulle varietà e sui cloni da impiantare.

Oggi nei terreni adatti vengono coltivati Chardonnay, Merlot, Cabernet, Syrah, ma anche Grillo, Nero d’Avola e Nerello Mascalese. Oltre alla coltivazione biologica la cura nel vigneto comprende attente potature verdi e drastici diradamenti dei grappoli per limitare la produzione migliorandone la qualità, vigneti da 400 a 800 metri anche all’interno della Riserva Naturale Monte Genuardo.

La produzione confezionata si aggira sulle 250 mila bottiglie che quasi per l’80% vanno all’estero; stranamente, pur ricadendo i vigneti nelle 3 Doc (Sicilia, Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia), i Di Giovanna preferiscono non essere assillati dalle lungaggini e complicazioni burocratiche, anche perchè il vino lo vendono lo stesso. Klaus oltre la cantina segue i mercati di lingua tedesca. Gunther e la moglie americana Melissa, si occupano del marketing, quelli di lingua inglese e la campagna. L’enologo aziendale è Gianfranco Zito con la consulenza di Christophe Ollivier del gruppo Denis Doubordieu. (Un grappolo di Nero d’Avola)

Delle 10 etichette ci occupiamo del Vurrìa Nero d’Avola. Esistono anche Vurrìa Nerello Mascalese e Grillo. La raccolta avviene ad uve perfettamente mature, macerazione per 21 giorni, fermentazione con lieviti selezionati a temperature sostenute 28-30°. Il Nero d’Avola che sarà confezionato è solamente il primo fiore della spremitura, il resto diventa sfuso. Il vino per il 50% affina in barrique di 1° e 2° passaggio tostate mediamente e di una precisa marca francese; dopo 6 mesi si assembla con un ulteriore riposo fino a 3 mesi in acciaio, chiarifica a -4°, filtrazione grossolana e alcuni mesi in bottiglia. I solfiti aggiunti sono così pochi che alla fine se ne trovano 35 mg/l.

Nel calice il colore è classicamente rubino. Un naso non molto intenso, ma fine con note di ciliegia, prugna, mirtillo, qualcosa di erbaceo, pepe nero, liquirizia e tabacco. Al palato non è impegnativo, ma di ottima beva, un equilibrio acido-tannico in un insieme armonioso, di buona struttura e freschezza iniziale che poi viene accompagnata da una sensazione alcolica non eccessiva, finale sottilmente amarognolo.

Sorgente: Vino della settimana – Vurria 2014 Nero d’Avola di Di Giovanna

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