Sicilia-Milano: sbandata per Arianna Occhipinti (Intravino)

Dalla sua azienda agricola, sulla provinciale che da Vittoria (Ragusa) va verso nord – la Sp68 appunto – è partita alla conquista dei sogni. Ed è diventata grande, pur nella sua classe 1982, con un mix di profonda cultura del Sud ed efficace comunicazione nordica, tradizione e marketing, credendo nella filosofia naturale-biologica-biodinamica, senza mai farne una crociata che divide.

Sicilia-Milano: sbandata per Arianna Occhipinti

Non è un’integralista («lo sono stata, ma mi sono pentita») e solfiti, anche se pochi, ne usa. Natural-chic: se ci fosse la fashion week del vino sarebbe una star. Produce ormai 120-130mila bottiglie, ne esporta la maggioranza, ma coltiva fiera l’accento della sua terra per parlare a noi uomini metropolitani. Autentico colpo di genio. Già, autentico, parola d’ordine per stappare le sue bottiglie che sembrano avere tutte un filo d’Arianna, una fresca eleganza rustica.

Da Il Frappato (Frappato Sicilia Igt, 2014) ti aspetti un vino fresco, perfetto col primo sole che tarda ad arrivare, ma appare più complesso, a tratti spigoloso: vinificato in purezza si sente la frutta rossa, ciliegia, prugna e spunta l’arancia, poi spezie dolciastre. Arianna fa notare che ha una bella potenzialità di invecchiamento. Tocco shabby chic.

Originale anche il Siccagno (Nero D’Avola Sicilia Igt , 2014) che però ti spiazza all’opposto e si capisce prima. Non sembra un meridionale, scordatevi effetti marmellata. Va via veloce e pulito come la metro della nuova linea Lilla che ferma qui vicino. Alcol non prepotente, acidità intensa. Si sentono ciliegia, mora, ma anche rosmarino, qualcosa di selvatico (selvaggio?). Le diciamo eucalipto e lei sorride: ce n’è uno in vigna. Agile, ma persistente, di grande beva, ti invita a risalire in carrozza, come tutti i vini Occhipinti. Ruffiani? No. «Mangiateci sopra», dice lei.

xsp68-rosso-arianna-occhipinti_1_1.jpg.pagespeed.ic.8iF0haZ95XUltimo, ma primo all’assaggio, il famoso Sp68 (Sicilia Rosso Igt, 2015), blend di frappato (di più) e nero d’Avola (di meno, molto di meno). Non imbottigliato come Docg Cerasuolo di Vittoria perché è un po’ ribelle. È il suo bello. Ciliegia e fragola per un entry level («così si capiscono le cantine», sostiene Arianna), pensato per tutto pasto: l’equilibrio sembra buono. Bottiglia di meritato successo commerciale.

Ma questa Sicilia nel bicchiere è un’altra cosa da quella che abbiamo – anzi, ho – in testa. Sarà senz’altro il terroir di Vittoria che trasmette freschezza, come precisa Arianna, ma ci piace pensare che questi vini siano anche un po’ anche nostri, siciliani nel Dna e “milanesi” d’adozione. Imprenditori di se stessi, con le radici nel passato e lo sguardo internazionale al futuro. Se perdi la strada esplodono come airbag di profumi e ti rimettono subito in carreggiata.

Sorgente: Sicilia-Milano: sbandata per Arianna Occhipinti | Intravino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...