Inseguendo il filo di Arianna

Lo abbiamo seguito, il filo di Arianna, lo abbiamo seguito e inseguito fino ad arrivare, finalmente, alla Strada Provinciale 68, genesi e cuore pulsante della sua attività, dimora e motore di questa donna straordinaria.

20170522_170053Che Arianna Occhipinti fosse una persona speciale lo avevamo capito leggendo il suo libro, Natural Woman, ascoltando le sue interviste e seguendola sui social. Conoscendola di persona abbiamo avuto solo conferme; conferme della sua determinazione, della sua passione, e, al tempo stesso, della sua disponibilità e semplicità, che tanto abbiamo apprezzato. Tutto ciò rende Arianna straordinaria, nel senso più etimologico del termine, una donna fuori dall’ordinario, sia nel contesto geografico in cui si trova, la piana di Vittoria, che in gran parte del mondo enologico di cui fa parte, dove chi ci mette la faccia spesso non ci mette le braccia. Cosa che Arianna ha sempre fatto e, nessun dubbio al riguardo, continuerà a fare.

Il suo modo di concepire il lavoro è questo: Arianna vive in azienda, la sua casa è sempre stata dentro l’azienda agricola, prima a Fossa di Lupo e ora in contrada Bombolieri, sempre lungo la mitica SP68. E a casa sua ci vuole stare bene: avere tutto sotto controllo e dare massima priorità alla pulizia e all’ordine.

20170522_192803Per essere naturali, come lei, la Natural Woman, bisogna avere le idee chiare e curare i dettagli, i particolari. Si narra che Leonardo da Vinci abbia detto: “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.” Arianna si protende verso la perfezione, in una continua, progressiva ricerca. Lo fa nell’impegno per migliorare la sua terra, vedi #vittoriacittapulita, nelle iniziative per promuovere la Strada del Vino del Cerasuolo di Vittoria, e, soprattutto, nella produzione dei suoi vini. Vini che segue lungo tutto il percorso, monitorando ogni aspetto, dalla vigna all’imbottigliamento, proprio come fossero parte della sua famiglia. Lei stessa ha scritto: “Aspetti, osservi, pensi, fai strategie. Poi raccogli una volta all’anno”. Poco da aggiungere.

Questa sua ricerca la sta portando a conoscere ancor meglio le sue vigne e a cercare di studiarne di più il terroir; Arianna ci ha detto di esserci arrivata solo ora come parte del suo percorso (percorso in cui, ci sentiamo di annotare, è partita “3 metri sopra gli altri“). Luciano Pignataro scriveva di lei che “ha il rododentro che continua a funzionare, voglia di altri traguardi, di andare ancora avanti.” Infatti.

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E’ stato molto interessante assaggiare 3 sfumature di Frappato 2016 che stanno crescendo all’interno della bottaia, fra le assi di rovere austriaco di tre Stockinger. Arianna sta provando a introdurre il concetto di cru per conoscere, e far conoscere, meglio il suo Frappato, senza intaccare la produzione dei suoi vini più noti in cui compare quest’uva (Frappato, in purezza, e SP68, 70% con 30% di Nero d’Avola, come si faceva un tempo il Cerasuolo, prima di diventare DOCG).

Il risultato sono 3 Frappato, da Vigna Pettineo, Fossa di Lupo e Vigna Macchia (a Bombolieri); si tratta di vini comunque croccanti, tesi, orizzontalmente sottili, visto il fondo calcareo del terreno, comune alle tre vigne. D’altra parte la parte superficiale cambia (più sabbiosa, 40,45 centimetri, Vigna Pettineo, meno profonda le altre due) porta a esiti sorprendentemente diversi, con maggiori sentori floreali nella prima, con accentuata sapidità e mineralità a Fossa di Lupo (vigna di 15 anni), e con un’ulteriore spinta acida nel Frappato di Bombolieri. Sarà molto interessante seguirne l’evolversi nel tempo. Frappato per tutti i gusti, quindi, ma sempre con la naturalezza e la genuinità dei vini Occhipinti.

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I vini di Arianna Occhipinti li abbiamo già raccontati spesso sul nostro blog, e per oggi vogliamo lasciar parlare un po’ di più le immagini. Ne racconteremo ancora, e racconteremo ancora di Arianna, una persona che ha ancora molto da dare al vino, non solo di Sicilia, e alla Sicilia, non solo del vino.

E noi continueremo a inseguirne il filo, di Arianna. Curiosi e riconoscenti.

P.S. Un ringraziamento sincero anche a Damiano, sempre disponibile e cooperativo, che ci è stato vicino e ci ha accompagnato sia nel corso della visita che in fase organizzativa.

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