Etna rosato Doc Alnus 2016 – I Custodi delle Vigne dell’Etna (Cronache di Gusto)

Questa settimana su Cronache di Gusto il vino raccontato e consigliato è Alnus 2016 de I Custodi delle Vigne dell’Etna. Ecco il perché:

I Custodi delle Vigne dell’Etna è una delle più belle e interessanti realtà del panorama vitivinicolo etneo. Nasce poco più di un decennio fa dalla passione di Mario Paoluzi, imprenditore di successo che ha voluto realizzare sul vulcano il sogno di produrre vini autentici e di alta qualità in grado di esprimere le caratteristiche di un territorio unico. Fondamentale in questo progetto la collaborazione dell’enologo Salvo Foti e dei Vigneri, un gruppo di viticoltori etnei altamente specializzati.

Completano la squadra Massimo Ruffino e Thomas Schuster, professionisti attenti e dinamici che si occupano della parte commerciale e della comunicazione. La filosofia aziendale è rivolta al massimo rispetto della natura e delle tradizioni. I vigneti, impiantati ad alberello ad altissima densità (8.500-10.000 ceppi per ettaro) con sistema a quinconce, vengono portati avanti con l’esclusivo impiego di lavoro manuale, senza l’uso di nessun prodotto chimico. Le vinificazioni sono fatte nella maniera più semplice possibile per preservare al massimo le peculiarità della materia prima.

La superficie vitata si estende per 12 ettari e mezzo, divisi in diversi appezzamenti situati in aree di pregio. A Passopisciaro, dove si trova la splendida Vigna Centenaria, in contrada Calderara e in contrada Moganazzi, sul versante nord del Vulcano a 650-700 metri di altitudine, vengono coltivate le varietà a bacca rossa: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Alicante. A Sant’Alfio sul versante est a 900 metri sul livello del mare ci sono i vigneti di uve bianche, rappresentate principalmente da Carricante. Infine a Bronte, sul versante nord ovest, a 1200 metri si trova Vigna Nave, dove, accanto ai vitigni locali a bacca bianca, ci sono Riesling Renano, Gewurztraminer e Chenin Blanc.In contrada Moganazzi ha sede la nuova cantina che verrà ultimata a breve. Si tratta di una struttura molto bella con ampie vetrate che permettono di ammirare i vigneti, un percorso che consente di osservare le diverse zone in cui si svolge la vinificazione e un sistema di climatizzazione che sfrutta risorse naturali come l’acqua e il vento. Le bottiglie prodotte sono circa 40 mila e cinque le etichette che compongono la gamma aziendale: due rossi Etna Doc, l’Aetneus e il Pistus, l’Etna rosato Alnus, l’Etna bianco Ante e il Vinujancu.

Piacevolissimo l’Etna rosato Doc Alnus 2016, un vino ben riuscito capace di trasmettere profumi e sapori del territorio con un’incredibile facilità di beva. E’ fatto con uve Nerello Mascalese più un 10 % di Nerello Cappuccio provenienti da un’ottima annata con condizioni climatiche perfette che hanno permesso lo svolgimento del ciclo vegetativo senza particolari problemi. Viene affinato in acciaio per un breve periodo.

E’ accattivante già dal colore, rosato buccia di cipolla abbastanza scarico. Ha un naso variegato di buona intensità e pulizia con profumi di piccoli frutti come fragoline di bosco e lampone, cenni floreali e lievi sentori speziati. Segue un sorso molto fresco, scattante, provvisto di ottima sapidità che conferisce dinamicità consentendo un allungo notevole. Buona la consistenza e l’impatto aromatico. Fuori dal comune la bevibilità, la bottiglia si svuota in un istante e se ne vorrebbe aprire subito un’altra.

Sorgente: Vino della settimana – Etna rosato Doc Alnus 2016 de I Custodi delle Vigne dell’Etna

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