Vino della settimana: Cubburo 2016 di Bonsignore Baglio e Vigne (Cronache di Gusto)

E’ un’azienda giovane, anzi giovanissima. E’ ai suoi primi vagiti, ma si sta facendo sentire. La prova è questo vino, il Cubburo, di cui vi diremo fra poco. Intanto vi raccontiamo di questa nuova realtà che si trova a Naro, in provincia di Agrigento.

A gestirla, Debora Greco e Luigi Bonsignore, coppia anche nella vita. Luigi, manager da oltre 25 anni, oggi è amministratore delegato di una primaria società di consulenza aziendale e con un passato manageriale in giro per l’Italia e l’Europa. Debora, invece, fino a due anni fa era impegnata nella cantina della propria famiglia dove ha lavorato per oltre 15 anni. Ma il suo desiderio era quello dimettersi alla prova con una “cosa” tutta sua. Nasce così la Bonsignore, un’azienda in cui si fondono i valori familiari e quelli imprenditoriali che hanno portato i due attuali titolari, genitori di tre splendidi bambini, Simone, Pietro e Carlo a realizzare un progetto imprenditoriale fortemente voluto e cercato. Era il febbraio 2016 quando hanno il colpo di fulmine verso questa tenuta. Il loro sogno era quello di approdare nel mondo dell’enoturismo. Qui, a Naro, trovano tutto quello che avevano sempre desiderato. In un solo anno di lavoro, avviene l’intera conversione al biologico e tutti i vigneti vengono ripristinati sotto l’attenta visione dell’enologo Tonino Guzzo.

Debora Greco, Luigi Bonsignore e i figli Simone, Pietro e Carlo

Il Cubburo 2016 è il primo nato in casa Bonsignore. Nel frattempo i lavori nell’azienda continuano. Perché è in fase di realizzazione un progetto di riconversione dell’intera azienda e la ristrutturazione del vecchio baglio che ospiterà un resort e, soprattutto, la nuova cantina. Come detto, il progetto si fonda e si basa sulla passione per il mondo del vino. E quindi il vino sta al centro delle idee di questa famiglia. Dopo Cubburo, la linea firmata Bonsignore dovrebbe avere un Grillo Doc, un Nero d’Avola Doc e un Syrah, vini fortemente identitari ed espressione del nostro territorio. La tenuta si trova in contrada Giddio e si estende su una superfice di circa 13 ettari di cui 7 ettari vitati e 3,5 ettari da impiantare. In vigna si trovano uve di Nero d’Avola, Merlot e Syrah per i rossi e il Grillo per il bianco. Verrà impiantato anche il Catarratto. I rimanenti ettari sono coltivati ad uliveto e frutteto.

La particolarità di questa azienda è che sul suo territorio c’è anche un lago, che occupa circa mezzo ettaro e che viene utilizzato per irrigare le colture. Il baglio è una struttura di fine ‘700 ed è grande circa 850 metri quadri. Diventerà un relais con annesso ristorante. La cantina sarà realizzata all’interno di una costruzione in pietra di epoca antica. I vigneti si trovano ad una quota compresa fra 350 a 400 metri sul livello del mare. L’enoturismo sarà uno dei fiori all’occhiello quando l’azienda entrerà a regime, visto che si trova in contesto eccezionale per escursioni interne ed esterne in particolare, l’itinerario archeologico rivela l’esistenza di insediamenti umani risalenti ad epoche remote. Oltre ai resti di un centro abitato, a frammenti di ceramiche e blocchi di pietra intagliati, si conserva un notevole complesso di catacombe. Il territorio assume importanza anche sotto il profilo morfologico e speleologico, con la grotta denominata “Labirinto d’Istrice” attualmente visitabile. L’itinerario speleologico conduce alla scoperta della grotta che si trova dentro una collina di natura gessosa, lunga 2 chilometri con tre livelli di cunicoli. Scoperta nel 1994 è stata rilevata quasi tutta e registrata al Catasto delle Grotte di Sicilia.

Il debutto dell’azienda nel mondo dei vini è avvenuto con il Cubburo 2016, un cru di Nero d’Avola (70 %) e Syrah (30 %) prodotto in 10 mila bottiglie che rappresenta l’intera produzione aziendale per il momento ed è destinato quasi esclusivamente al canale Horeca. Matura in barrique per circa 6 mesi. Il vino è dedicato all’antica costruzione in pietra di epoca Sicana, anticamente utilizzata per il ricovero dei pastori, presente nella tenuta, detta appunto Cubburo. Il colore è un rosso rubino molto intenso con unghia porpora. Naso pulito e abbastanza fine dominato dalla frutta rossa matura, accompagnata da una nota di ginepro con una piacevole componente balsamica.

Sorgente, in cui leggere il resto dell’articolo e le note di degustazione: Vino della settimana – Cubburo 2016 di Bonsignore Baglio e Vigne

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