Annamaria e Clara Sala: “Puntiamo tutto sugli autoctoni siciliani” (Cronache di Gusto)


(Annamaria e Clara Sala)

Un 2017 che li ha confermati (ancora di più) come eccellenza di produzione del Grillo, un nuovo ed interessate progetto per l’anno appena iniziato e una voglia di mostrare di cosa sono capaci le uve autoctone siciliane.

Gorghi Tondi, l’azienda che ha sede a Marsala con i vigneti nella zona di Mazara del Vallo in provincia di Trapani, traccia il bilancio dell’anno appena trascorso, analizza il 2018 e racconta a 360 gradi il mondo enologico siciliano. “Il 2017 è stato un anno positivo ed importante per Gorghi Tondi – dice Annamaria Sala – Ci stiamo imponendo sempre di più come l’azienda del Grillo. Per noi questa varietà è sinonimo di naturalità, freschezza, brio, intensità aromatica e sapidità marina. Tutto il patrimonio eno-sensoriale di questa importante varietà siciliana lo sveliamo attraverso una sapienza produttiva e una costante ricerca che ci ha permesso di dare vita ad una poliedricità di etichette. Sul versante aziendale, iniziamo a raccogliere i frutti dei nostri investimenti in ambito produttivo e di management, che continueranno anche per il 2018, con l’obiettivo di accrescere la percezione del nostro brand e di conseguenza anche il fatturato“. Gorghi Tondi ha fatto sempre “dell’autoctono” il suo marchio di fabbrica, questo perché anche i consumatori, soprattutto quelli della nuova generazione, secondo Annamaria “sono diventati consumatori attenti, consapevoli ed informati. Finalmente, direi, hanno capito gli intenti di quelle aziende, come la nostra, che hanno deciso di puntare sulle varietà autoctone per invertire la condotta, dal nostro punto di vista sbagliata, portata avanti soprattutto negli anni ’90 quando l’intero comparto isolano ha puntato più sui vitigni internazionali. Negli anni successivi però i produttori hanno compreso che le grandi condizioni pedoclimatiche del continente vitivinicolo qual è la Sicilia potevano essere svelate meglio attraverso una produzione e un’attenzione rivolta a tutto quello che fosse 100% Made in Sicily. I fatti stanno confermando questa tesi e di conseguenza anche i consumatori siciliani, ma non solo, hanno compreso che un sorso autentico di Sicilia è quello fatto da uve autoctone, indipendentemente dalla tipologia di vino“.

E quindi non solo Nero d’Avola: “I consumatori prediligono i vitigni autoctoni, come il Grillo, il Cataratto e il Frappato. Il Nero d’Avola, ad oggi è sicuramente il vitigno siciliano più conosciuto al mondo ma altre varietà, come il Grillo sono in grado di svolgere il ruolo di ambasciatore di questa regione del mondo – spiega Annamaria – Il Grillo oggi è tra le varietà autoctone quella in grado di dare nel bicchiere quel riscontro della grande variabilità di condizioni pedoclimatiche che in Sicilia cambiano anche nel giro di poche decine di chilometri“. La Sicilia, negli ultimi anni, è riuscita a farsi una buona reputazione in campo vitivinicolo, merito, sottolinea Annamaria “di quei produttori che hanno avuto la sapienza, in tempi non sospetti, di invertire la tendenza che voleva i vini siciliani buoni solo a migliorare quelli del nord Italia e della Francia. Ma in questo processo occorre riconoscere anche il valore delle azioni portate avanti dalla nuova generazione di appassionati produttori che, ognuno secondo la propria filosofia produttiva, sta svelando tutto il potenziale produttivo della Sicilia accrescendone il prestigio del brand. Da questo punto di visto, vogliamo continuare a dare il nostro contributo puntando sempre di più a produrre vini senza solfiti aggiunti che ci consentirà da un lato di far percepire la naturalità della nostra produzione biologica certificata e dall’altro di avere un basso impatto ambientale, eco-sostenibilità, massimo controllo e cura di tutta la filiera produttiva, alla base della filosofia produttiva di Gorghi Tondi“.

In questa filosofia si inserisce il nuovo progetto “Le Maioliche” “che farà emergere tutto il nostro orgoglio siciliano – dice Annamaria – La linea “Le Maioliche”, oltre a comporsi del Babbìo bianco, nato l’anno scorso, sarà completata dal nuovo Babbìo rosso, un petillant blend di vitigni autoctoni a bacca rossa, dal Midor (Catarratto) e Dumè (frappato)“. Capitolo Doc Sicilia. Annamaria ha un pensiero ben preciso: “Non è vero che la sua istituzione ha reso invisibili le altre Doc territoriali siciliane, anzi la Doc Sicilia è riuscita ad avere un effetto traino sul miglioramento della qualità della altre produzioni. Nei prossimi anni sicuramente si vedranno ancora di più gli effetti positivi della Doc Sicilia con il consolidamento del disciplinare produttivo che tutelerà i consumatori e che servirà a dare sempre di più garanzia di qualità“.

Il resto dell’articolo  su Cronache di Gusto è qui: Annamaria e Clara Sala, le regine del Grillo: “Puntiamo tutto sugli autoctoni siciliani”

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