I Vini di Sicilia a Vinitaly 2018. Cosa dice la rete…

Il Vinitaly si è concluso da una settimana e fioccano sulla rete recensioni, impressioni, migliori assaggi e opinioni.

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Abbiamo raccolto quelle che parlano dei Vini di Sicilia qui:

Elisabetta Musso (Moralizzatore)
Tempesta, Spumante brut millesimato – Santa Maria La Nave
Il nome richiama le condizioni estreme in cui hanno dimora i vitigni aziendali, a 1100 metri di altitudine sull’Etna, tra i vigneti più alti d’Europa.Ottenuto con metodo classico, questo grecanico dorato figlio di una selezione massale, rispecchia al meglio il territorio da cui proviene e le cure che la titolare Sonia Mulone applica ai propri vigneti.
Sonia ti accoglie con un sorriso disarmante e luminoso da futura mamma, riuscendo a trasmettere tutta la dedizione e l’impegno profuso nei vigneti.Un vino esplosivo e di grandissima sapidità, dall’acidità dirompente e corroborante; travolgente, come il nome che lo rispecchia.Da bere quando e quanto puoi. Ci piace, ci piace, ci piace!
http://www.moralizzatore.it/2018/04/21/vinitaly-2018-tra-vini-beat-e-tempeste-di-bollicine-ecco-dieci-vini-da-bere-anche-se-sei-un-lama/

Andrea Gori (Intravino)
Nel nuovo e bellissimo padiglione Etna ci siamo sfidati assaggiando la batteria dei cru di Cornelissen e il Magma 2016 si è rivelato piccante, nervoso ed elettrico, con bocca dal tannino arcigno, pepato e lungo che non siamo in grado di pronosticare cosa diventerà ma di certo è sempre un bel monolite da affrontare in assaggio così giovane. Eccezionali, sempre sull’Etna, il nuovo vino di Federico Curtaz, Il Purgatorio e la nuova annata diN’Anticchia di Paolo Caciorgna, stabilmente nella top tre dei vini della montagna. Colpo di fulmine per il “nuovo” cru bianco di Tenuta di Fessina 2015 da un vigneto a Milo in contrada Caselle: solo acciaio e poi 3-4 anni di bottiglia , 1500 bottiglie dal gusto intenso di fumè, frutta brillante e carnosa, noccioline, senape e sale per un grande vino più Chassagne che Puligny. Nome e data di uscita ancora da definire ma fatevi trovare pronti. 

Alberto Muscolino (Intravino)
Palmento Rosso 2016 – Vino di Anna, di Anna Martens, australiana, vignaiola di grande esperienza, innamoratasi dell’Etna al punto di trasferirsi nel 2008 per fare il vino del vulcano. 90% nerello mascalese e un mix di 2% nerello cappuccio, 3% alicante (grenache) e 5% varietà bianche autoctone come minella, catarratto e grecanico. Uve da vigne di 60-100 anni. 4 giorni di macerazione poi il mosto è trasferito in acciaio, legno non nuovo e qvevri georgiani. E’ un vino di una piacevolezza disarmante, succo d’uva e di frutti rossi fresco e beverino, senza artifizi, senza sovrastrutture, diretto come i vini di una volta, quasi naïf. Ne avrei bevuto un caratello!
http://www.intravino.com/primo-piano/i-nostri-assaggi-rigorosamente-sparsi-e-disordinati-dal-vinitaly-2018/

Marilena Lualdi (Identità Golose)
Neroluce Brut di Feudo Principi di Butera – L’armonia vive di contrasti. E di incontri: da quello di Zonin con la Sicilia, in particolare dal Feudo Principi di Butera. Neroluce Brut Doc (11,5% vol), dalle uve di Nero d’Avola, sprigiona il contrasto tra le terre baciate dal sole e la notte. Un mix di culture, un’unica identità. E un giallo paglierino che richiama il mare immerso nella luce, un canto lieve a quest’isola che si nutre anche di note agrumate.
http://www.identitagolose.it/sito/it/136/19511/in-cantina/vinitaly-storie-di-persone-che-fanno-grande-litalia-del-vino.html?p=0

Alfonso Cevola (On the Wine Trail in Italy)
Sicily – I ran across Ciro and Stef Biondi under the Sicilian big tent and tasted with them. Within minutes the conversation veered into philosophical territory (my doing). The new wines are brilliant, the name change (from Chianta to Pianta, thanks to the Chianti mafia) on one of the cru’s is fine (per Ciro) and what I sense about Etna is that the window is rapidly closing on any kind of naive actuality in regards to Etna being this undiscovered, and heretofore, untouched spot for wine worshipers. Etna has more than been discovered, although in no way has it yet become fully Burgundized. We can still afford Pianta and many of the marquee wines from the Etna zone. But the days of innocence are long gone. The marketers have moved into the neighborhood. There will be blood.
https://acevola.blogspot.it/2018/04/vinitaly-2018-impressions-and-epiphanies.html

Elisabetta Tosi (Vino Pigro)
Elegante al naso e in bocca “Aprile” della siciliana Fondo Antico, Nero d’Avola trasformato in fresca macedonia di chicchi di melograno e fruttini selvatici aciduli e dolci.
https://vinopigro.it/blog/2018/4/22/fondi-di-caff-dal-vinitaly

Maura Firmani (Il vino racconta)
Tenute Bosco, dalla Sicilia Etnea, che mi ha subito deliziato con il bianco “Piano dei Daini” che è un blend di uve autoctone privenienti da due contrade diverse, bello fresco e dotato di sensazioni fruttate e floreali sia al naso che in bocca, con una tessitura salina a dargli slancio; poi il rosato da Nerello Mascalese che ho già incontrato e segnalato in occasione della rassegna “Italia in rosa” 2017, intonato su note fresche ed eleganti; tra i due rossi mi è piaciuto molto il “Vico”, con uve provenienti da un vigneto prefillossera risparmiato dall’eruzione devastante del 1879: morbido ed esile, fruttato e minerale, destinato a lunga vita.
Ancora Etna: Frank Cornelissen mi ha colpito con il bianco “Munjebel”, Carricante più Grecanico, che intriga subito il naso per la varietà fruttata e floreale che promana, che torna a farsi sentire in bocca insieme alla sapidità; dei suoi innumerevoli rossi ricordo il “Monte Colla” 2016, già con un bell’equilibrio.
Di nuovo Etna, e ancora versante Nord: Girolamo Russo e il “Nerina” 2017, bianco, 70% Carricante e 30% altri vitigni a bacca bianca, che si presenta con profumi delicati, soffusi di mineralità e gusto in parte sapido e in parte lievemente fruttato; il rosso “‘A Rina” 2016, tipico blend etneo di Nerello Mascalese al 90% e il resto Nerello Cappuccio offre al naso un mix tra tabacco e frutti rosso scuri, bocca succosa, dal tannino elegante e persistenza prolungata; cito ancora il “San Lorenzo” 2016, solo Nerello Mascalese, da un vigneto sito ad 800 m.s.l.m., che sfoggia al naso profumi di frutti rossi, essenze balsamiche, erbe aromatiche, fiori viola che prelude ad un assaggio morbido, di struttura, ma animato da prolungata freschezza; ancora più avvolgente al naso e in bocca il “San Lorenzo” 2015. Tutti i rossi fanno legno e cemento.
https://ilvinoracconta.net/2018/04/25/14265/

Fabio Cristaldi (Vino da bere)
Etna Rosso – Martinella 2013 – Vivera
Rosso lucente scarico. Sentori di humus e frutti di bosco, con un finale  di pietra focaia e pepe. Elegante in bocca, con un bell’equilibrio, sapido e lineare. Buona persistenza. Legno usato sapientemente. Considerato che l’annata 2013 sull’Etna è stata una delle più difficili, è un ottimo Etna Rosso.
Etna Rosato – Ariel 2017 – Theresa Eccher
Rosa intenso. Pieno e ricco con profumi di uva sultanina e di erbaceo, con un finale di pepe rosa. Grande potenza e robustezza, controbilanciate da una bella freschezza. Un rosato che ha avuto al Vinitaly, la sua degna anteprima.
Sicilia D. O. C. – Grillo 2017 – Tenuta Bastonaca
Altra new entry, che ha avuto il suo palcoscenico al Vinitaly. Potenzialità enormi per questo vino che è stato imbottigliato da qualche settimana. Avvicinando il calice al naso si sentono chiaramente la foglia di pomodoro e la nota agrumata (bergamotto), il tutto accompagnato da un sentore salmastro. Armonico al palato, con una bella freschezza e una sapidità che si fa sentire.
http://www.vinodabere.it/vinitaly-2018-unedizione-grande-spolvero/

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