50 Sfumature di Rosato: Drink Pink in Sicily (parte I)

Drink Pink in Sicily” è stata un’opportunità ad ampio spettro per comprendere meglio i Rosati di Sicilia e per apprezzarne le diverse declinazioni. Nessun dubbio che il vino rosato stia ultimamente riguadagnandosi l’interesse dei winelovers e la stima degli esperti. E nessun dubbio che la Sicilia abbia molto da dire anche in questo campo, sebbene sia certamente uno dei campi in cui esiste ancora un margine notevole di sperimentazione e sviluppo.

Fra le 50 cantine presenti al SAL Spazio Avanzamento Lavori di Catania lunedì 16 luglio, ecco alcuni degli assaggi che più ci hanno incuriosito ed emozionato, suddivisi per vitigno. Iniziamo a raccontare 3 Nero d’Avola e 2 blend; nella seconda parte ci sarà invece spazio per i rosati dell’Etna e un paio di Nero d’Avola da altre zone dell’isola.

NERO D’AVOLA

ROSAMMARE (Nino Barraco)
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Vino senza solfiti aggiunti che nasce da un vigneto di 6 anni, a Marsala, in contrada Bausa, allevato a spalliera su terre nere ricche di scheletro. Macerazione sulle bucce di 18 ore e affinamento da settembre a marzo in acciaio. Naso fruttato, amarena e fragola; acidità e sapidità al palato, asciutto.

EOS (Curto)
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Prodotto nel comune di Ispica (SR), nell’area della DOC Eloro, da vigneti di 12 anni a cordone speronato, su terreno a medio impasto, fortemente calcareo. Diraspatura e poi breve macerazione a freddo (6-8°) delle uve, pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata (14-16°). Affinamento per 4 mesi in vasche d’acciaio inox, e poi per 2 mesi in bottiglia. I profumi sono caratteristici del nero d’Avola, fruttato con sentori di fragole e gelsi. Al gusto sapidità spiccata con una nota acidula e sul finale sentori di frutta fresca.

SUAVE (Cantina Marilina) 
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I vigneti si trovano in contrada San Lorenzo, a Noto (SR) coltivato a spalliera, su terreni calcarei, bianchi; fermentazione ed affinamento in vasche di cemento con lieviti naturali per 6 mesi e poi in bottiglia per altri 3. Nessuna refrigerazione e filtrazione leggera per travaso e in seguito con prodotti naturali. All’olfatto fiori e frutti rossi, melograno e ciliegia, al gusto tannini morbidi e struttura avvolgente, molto beverino.

BLEND:

ROSATO (Bonavita)
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Nerello mascalese, Nerello cappuccio e Nocera, allevati a Faro Superiore, in provincia di Messina, ad alberello e controspalliera su terreno a medio impasto caratterizzato da strati argillosi e da tufi calcarei, con nessun utilizzo di concimi chimici, erbicidi e insetticidi, apporto di sostanza organica attraverso sovesci di leguminose e graminacee. Macerazione sulle bucce per circa 12 ore, poi fermentazione e affinamento in acciaio per 6 mesi. Al naso sentori di piccoli frutti rossi e di fiori di zagara, il sorso è pulito, dritto con una mineralità decisa.

V (Francesco Guccione)
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50% Trebbiano – 25% Nerello Mascalese – 25% Perricone. Vigneti  tra San Cipirello e Piana degli Albanesi, nel territorio di Monreale ad una altitudine di 500 mt. sul livello del mare, là dove comincia la valle del Belice, coltivati secondo i principi della biodinamica. Il nome del vino è Vendemmiale, chiamato anche Machado, e viene affinato in grandi botti d rovere. La leggerezza del trebbiano assemblato con il blend di uve nere dona al vino note fresche al palato di ciliegia, la mandorla verde e i tannini delicati.