Ci hanno portato via il Bukkuram 2018: …

Per noi il vino è sempre stato gioie e dolori perché vissuto con passione e amore, non come semplice mestiere o business.
Questa mattina la più brutta delle sorprese, di quelle che ti lasciano basita, incredula: hanno rubato il nostro zibibbo quasi appassito, quindi per noi ancora più prezioso.
Un lavoro enorme di un anno, fra cura della vigna e poi di una difficilissima vendemmia. RUBATO in una notte.
In un territorio dove papà ha iniziato a lavorare con difficoltà ma caparbietà credendo fortemente in questo vino e dove si dorme con le porte aperte per la fiducia che abbiamo sempre avuto in questa isola.
Non ci sono parole, solo delusione e amarezza“.

Queste parole di Gipi De Bartoli comparse ieri sulla pagina Facebook di Marco De Bartoli ci hanno lasciato sbigottiti, amareggiati, addolorati. Perché chi ama i vini di Sicilia, anche ben al di là dei confini della nostra isola, non può non sentirsi così di fronte a tanta cattiveria, avidità e stupidità umana. Non solo per quello che non ci berremo quest’anno, noi Bukkuram-dipendenti, noi dell’hashtag #iobevodebartoli, noi che dei Vini di Sicilia cnefacciamo bandiera. Ma soprattutto per la mancanza di rispetto verso gli uomini e delle donne (Gipi prima fra tutte) che ci hanno messo passione, sudore, energie, tempo e tanta forza di volontà.

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Non è bastato per permettere a chi ama il vino, a chi si illude di vivere in un mondo in cui i valori contano, di avere anche quest’anno uno dei gioielli della viticoltura del nostro Paese pronto per essere ammirato e apprezzato come sempre. Chi e cosa ci sia dietro conta poco per noi e non crediamo sia nostra responsabilità parlarne; speriamo che i responsabili vengano trovati solo per quel senso di giustizia innato in molti di noi (evidentemente non in tutti). Ci agìuguriamo solo che sia qualcuno che col mondo del vinno abbia ben poco a che fare, ma purtroppo non ci impedirà di guardarsi con sospetto nei prossimi tempi, camminanndo fra le cantine Siciliane. Lo sfregio è stato fatto, l’opera d’arte è stata danneggiata.

Belle e meritevoli di citazioni le riflessioni di Gipi di poche ore fa, evidentemente un po’ meno a caldo, ma soprattutto dopo le dimostrazioni di affetto e stima provenienti sui social da tutti gli amanti di Marco De Bartoli e dei suoi vini:

Quest’anno il nostro Bukkuram 2018 siete voi, con la vostra infinita dolcezza profusa attraverso i vostri messaggi e la vostra solidarietà. Grazie di cuore.

Di solito è madre natura a non consentirci di produrre il passito, quest’anno è stato l’uomo (se così si può chiamare).
Ma tranquilli, l’essere onesti, rispettosi, lavorare sodo e mai per vile denaro, ma per il bene dei territori dove si opera e farne conoscere solo l’eccellenza non verranno mai meno, anzi.

L’esempio di papà (che ne ha passate di ben più gravi sempre a causa di ominicchi) ci insegna che si deve andare sempre avanti per il proprio credo e noi lo faremo. Su questo non abbiate dubbi. 

IN WINE WE TRUST (nell’uomo sempre meno…)

Anche in questa occasione voglio ricordare papà attraverso le sue parole, che riporto qui: “Spinto da un desiderio di curiosità per il Passito di Pantelleria, un prodotto scomparso dal mercato, decisi di recarmi sull’isola. Era il1984. Preferii andarvi via mare, per meglio assimilare poi il contatto con quella terra: l’attrazione è stata forte. Emozionato e fortemente convinto delle potenzialità qualitative dello Zibibbo, pervenni alla decisione caparbia di restaurare il Moscato passito producendo il Bukkuram, cioè mettendo in bottiglia la cultura peculiare dell’isola, per il riscatto della dignità persa ….” (cit. Marco De Bartoli da I Semi di Luigi Veronelli)

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