Lipari e l’introvabile Isola bianca di Danilo Conti (Wine in Sicily)

Il vino è una faccenda di luoghi e di uomini (o donne). La prima attiene all’elemento geografico: sul dove nasce e cresce il frutto, ovvero il clima, il sole, il suolo, il vento, l’aria, la vegetazione, i profumi e tutto ciò che c’è attorno. Nel caso di un’isola, ad esempio, il mare.

La seconda attiene al carattere e alla personalità degli uomini che lo fanno.

Il caso della Azienda Agricola San Bartolo di Danilo Conti, di casa a Lipari, nello sfavillante arcipelago eoliano, mi colpisce e mi tocca da vicino.

Pur essendo il carattere di Danilo generoso, energico, con questo intendendosi un temperamento diritto, per nulla incline a deviazioni di comodo o elementare opportunismo, al contrario, verso i suoi luoghi ha sempre adottato una pazienza e tolleranza paragonabile solo al più profondo amore paterno. Il suo progetto di viticoltura non ha mai avuto fretta o necessità di bruciare le tappe, probabilmente influenzato dalla sua prima attività, quella di selezionatore e distributore nelle Eolie dei migliori vini di Sicilia, così come d’Italia e del mondo, presso la sua “Vineria & Dispensa”

In data 3 ottobre 2018, dopo lunghi anni di attesa, assaggio al Hotel Signum di Salina, l’unico posto in Europa dove poter trovare questa etichetta, la Malvasia secca Isola Bianca 2016 di San Bartolo. È un secondo incontro, un primo convincente assaggio lo avevo fatto proprio con lui nel maggio scorso. Le vigne, condotte con scrupolo e senza l’utilizzo di chimica di sintesi, si trovano a Lipari, i vitigni sono quelli storici dell’arcipelago eoliano, malvasia e corinto nero. Parte di esse recuperano appezzamenti secolari ormai abbandonati, una porzione si trova all’interno di un vulcano spento. Preziosi consigli e un sostanziale aiuto sono arrivati da un amico, Paolo Vodopivec, produttore di vini nel Carso.

Isola bianca 2016, di sola Malvasia, è di color giallo oro brillante con qualche riflesso orange. Appassionanti i profumi del vitigno, di macchia mediterranea e salsedine, tipici di questo vitigno e queste isole. Ma il vino – netto, pulito e senza quelle sbavature che molti perdonano ai “naturali” – supera l’ovvio e rilancia verso una aromaticità ancora più intensa, quasi equatoriale, spalleggiata da spezie verdi e sentori finemente mielati. Al palato non è caldo come ci si aspetterebbe, anzi, si notino gli 11,5% Vol. Il vino si manifesta con una trama fitta, eppure incredibilmente lieve e piacevole. Senza compromessi, senza storture, forte, come chi lo ha immaginato e cresciuto in famiglia. Il nome “Isola bianca” è un chiaro riferimento a Lipari e ai suoi colori chiari per la pietra pomice, diversa dalle altre isole quasi tutte con colori scuri e lavici.

Per leggere l’articolo originale e i contatti di Danilo Conti: Lipari e l’introvabile Isola bianca di Danilo Conti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...