La Sicilia, isola del vino: il nettare degli Dei che attraversa i secoli (ilSicilia)

Vino di colore e odor di rosa, mescolato all’acqua
ti mostra stelle fra raggi di sole. 
Con esso cacciai le cure dell’animo
con una bevuta il cui ardore serpeggia sottile 
quasi inavvertibile.

Ci siamo affidati ai versi di ibn Hamdīs, uno dei massimi esponenti della poesia arabo-sicula medievale, per decantare, verbo duplice usato qui nel suo senso poetico e non in quello tecnico, il vino, nostro protagonista di oggi, considerato “nettare degli Dei”. Quando si pensa alla Sicilia la prima cosa che viene in mente è il cibo, figlio di contaminazioni dovute agli innumerevoli conquistatori, al suo essere succulento, afrodisiaco e custode di tradizioni, che si tramandano di generazione in generazione. E col vino, invece, come la mettiamo? Sarebbe, forse, figlio di un dio minore? Assolutamente no e per questo motivo vogliamo inebriarci della sua magia, scoprendone le origini proprio nella nostra magica isola. Pronti per questo viaggio tra storia, mito e aneddoti?

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Le origini del vino
Il vino ha accompagnato la storia della nostra isola sin dalla notte dei tempi e ciò è dimostrato dal fatto che nella Sicilia orientale, alle falde dell’Etna, e nella zona dell’Agrigentino sono state rinvenute tracce di ampelidee, una famiglia di piante alla quale appartiene la “Vitis vinifera”, la specie che produce l’uva per vinificare, risalenti addirittura all’età Cenozoica o Terziaria, quindi a 65 milioni di anni fa. Molte uve, oggi considerate autoctone, furono introdotte dai Fenici, ma si devono ai Greci, già consumatori di questa bevanda, le tecniche di potatura, coltura ad alberello e selezione varietale che stravolsero la locale abitudine di lasciare crescere spontaneamente la vite che, però, grazie alle particolari condizioni climatiche, era comunque capace di copiosi raccolti. Gli Elleni, sempre alla ricerca di “armonie e consonanze”, facevano un consumo “apollineo” del vino, che si ispirava alla temperanza e al “matrimonio” fra questo e l’acqua, 9 parti di quest’ultima, 1 di vino e miele, che trova nel simposio la sua massima espressione cerimoniale e simbolica. A dominare visivamente la scena cerimoniale era il cratere, contenitore raffinato e ampiamente raffigurato nelle pitture vascolari, che assurse a simbolo iconografico per eccellenza del sensuale liquido. Continua a leggere “La Sicilia, isola del vino: il nettare degli Dei che attraversa i secoli (ilSicilia)”

A Palermo debutta Not – La Rassegna dei vini franchi

Per la prima volta in Sicilia il multievento con i vignaioli, gli artigiani del vino e il padre della viticoltura biodinamica, Nicolas Joly.

Palermo chiama a raccolta, per la prima volta in Sicilia, i piccoli viticoltori, gli artigiani del vino che stanno cambiando il modo di bere. Dal 12 al 14 gennaio 2019, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà la prima edizione di NOT – Rassegna dei vini franchi, multievento dedicato al sistema produttivo che mette al centro la figura del vignaiolo, il lavoro artigianale e che diffonde la coscienza del bere come atto non solo culturale ma anche politico di salvaguardia della Natura e dell’identità territoriale. L’evento vuole creare ponti tra esperienze diverse, per terroir e storia, e lontane basate sulle medesime scelte in vigna e in cantina, offrendo un’occasione di confronto al centro del Mediterraneo. Attraverso banchi di assaggio, incontri e seminari NOT porterà a conoscenza del grande pubblico degli appassionati, degli operatori di settore, del mondo della ristorazione, della distribuzione e della stampa il vino che rappresenta un modo preciso di stare al mondo, sintetizzato nel pay off dell’iniziativa “Do Not Modify, Do Not Interfere”. Continua a leggere “A Palermo debutta Not – La Rassegna dei vini franchi”

La “signora del Cerasuolo”: tra versi di Dante e vigneti dedicati, la scommessa sul nuovo vino (Cronache di Gusto)

E’ il vino che da anni sognavo di fare, anche per dare maggiore visibilità al Cerasuolo di Vittoria di cui sono orgogliosa di esserne ambasciatrice nel mondo”.

Così Gaetana Jacono, sesta generazione di viticoltori che con l’azienda Valle dell’Acate nel ragusano hanno contribuito alla crescita dell’attività vitivinicola della Sicilia, presenta “Iri da iri Cerasuolo di Vittoria Docg classico 2013” che, degustandolo, dimostra di essere ancora in evoluzione perché è un vino destinato ad invecchiare molto di più del tradizionale Cerasuolo. Tant’è che la “creatura” tanto desiderata dalla raffinata signora del Cerasuolo, che si divide tra la Sicilia e Milano quando non è in giro per il mondo, e che è stata creata e seguita con amore dall’enologo piemontese Carlo Casavecchia, rappresenterà sicuramente una sorta di rivoluzione per la denominazione “Cerasuolo di Vittoria”. E, per questo ottimo vino che “Vitae”, la guida dei vini dell’Ais, ha assegnato il massimo del punteggio, i quattro tralci aggiunge anche la freccia che identifica i vini Cupido perché caratterizzati da un intenso valore emozionale tanto che in degustazione suscitano amore al primo sorso, la signora Jacono è stata illuminata da un verso della “Divina Commedia” per “l’emozione che mi ha dato già alla prima degustazione-prova che ho fatto con Carlo; mi ha così emozionata che iri da iri è veramente il nome giusto”. Se fosse fra noi, anche Dante ne sarebbe stato contento, ha detto sottovoce uno degli invitati alla degustazione-presentazione del vino che si è tenuta nello storico Palazzo Serbelloni, dove nacque l’Illuminismo milanese per iniziativa di letterati come Giuseppe Parini e Pietro Verri. Continua a leggere “La “signora del Cerasuolo”: tra versi di Dante e vigneti dedicati, la scommessa sul nuovo vino (Cronache di Gusto)”

Laluci, il grillo e i suoi due antenati in verticale 2010-2017 (Intravino)

E’ tempo di rivedere le vostre idee sul grillo, il vitigno bianco forse più di moda in Italia e quello cui in Sicilia si stanno dedicando più ettari, quasi tutti quelli che un tempo erano chardonnay e altre uve internazionali. Un’uva che fino a che non se ne conoscono nel dettaglio le origini, risulta piuttosto bizzoso e difficile da inquadrare non fosse altro per il fatto che è uno dei capisaldi del Marsala. Tra l’altro i vini a base grillo di Nino Barraco, sono tra i vini manifesto del nuovo vino naturale siciliano ma anche la materia prima di vini ricchi dolci e dai toni aromatici accesi e ruffiani.

Uva, insomma, dall’incredibile e originale potenziale aromatico e sapido che accontenta sia i pasionari dell’acidità e del sale senza far storcere naso e bocca ai fanatici del frutto e dell’opulenza. I riflettori sul grillo si sono accesi ormai da qualche anno e hanno anche ricevuto attenzioni da parte di esperti MW che si sono accorti delle sue potenzialità commerciali così come molte aziende siciliane.

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Aitna Bianco 2016 Cantina Edomè

Vino&Stile

Siamo sull’Etna, all’interno di un antichissimo cratere spento, in una luminosa contrada chiamata “Feudo di Mezzo” nel versante nord del Vulcano. Proprio qui si trova la vigna della cantina Edomé, dove le viti autoctone di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio vengono allevate ad alberello, sostenute con il tradizionale palo in castagno.

La parte antica del vigneto è costituita da ceppi che hanno un’età media di 80 anni. Si è voluto abbracciare la filosofia portata avanti in questo territorio dall’antica tradizione contadina, l’alberello, la coltivazione manuale, il rispetto del territorio dell’Etna, i muretti a secco e le rasole in pietra lavica.

Il territorio sabbioso-vulcanico, le escursioni termiche tipiche dei 700 m sul livello del mare, un territorio montano, la vendemmia che viene effettuata per raccolta manuale, sono queste le caratteristiche peculiari della produzione della cantina Edomé.

Nasce cosi’ un vino ricco di essenze e di aromi, note minerali, all’odore…

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