Laluci, il grillo e i suoi due antenati in verticale 2010-2017 (Intravino)

E’ tempo di rivedere le vostre idee sul grillo, il vitigno bianco forse più di moda in Italia e quello cui in Sicilia si stanno dedicando più ettari, quasi tutti quelli che un tempo erano chardonnay e altre uve internazionali. Un’uva che fino a che non se ne conoscono nel dettaglio le origini, risulta piuttosto bizzoso e difficile da inquadrare non fosse altro per il fatto che è uno dei capisaldi del Marsala. Tra l’altro i vini a base grillo di Nino Barraco, sono tra i vini manifesto del nuovo vino naturale siciliano ma anche la materia prima di vini ricchi dolci e dai toni aromatici accesi e ruffiani.

Uva, insomma, dall’incredibile e originale potenziale aromatico e sapido che accontenta sia i pasionari dell’acidità e del sale senza far storcere naso e bocca ai fanatici del frutto e dell’opulenza. I riflettori sul grillo si sono accesi ormai da qualche anno e hanno anche ricevuto attenzioni da parte di esperti MW che si sono accorti delle sue potenzialità commerciali così come molte aziende siciliane.

Risultati immagini per grillo vigneti

Ma, appunto, per capirlo conviene leggere il suo sorprendente atto di nascita firmato sul finire dell’Ottocento a Favara dal barone Antonino Mendola, agronomo e ampelografo:

Seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio. Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento (…) trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettare la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874. Dedico questa pianta al chiariss. Ing. G. B. Cerletti, direttore (…) della Stazione Enologica di Gattinara”. Giovan Battista Cerletti erano uno dei tanti contatti di Mendola, a lui dedicò questo che chiamò “Moscato Cerletti”. Lo stesso Mendola scriveva anche nel 1904 “ibridai il Cataratto comune di Sicilia (…) collo Zibibbo, per ottenere un ibrido colle virtù miste dell’uno e dell’altro progenitore, per potere fabbricare un Marsala più aromatico”.

Non lontano da Favara (8 km in linea d’aria, 40 minuti di strade chetiraccomando in auto) c’è l’azienda di Carmelo Bonetta ovvero Baglio del Cristo di Campobello, ultima (per ora ma la quarta è quasi pronta) di tre generazioni di viticoltori che hanno investito a Licata su terreni particolari ricchi di gesso, perfetti per far maturare le uve con gradualità e al riparo da stress climatici e idrici.

Gli studi sul grillo sono stati condotti  dall’Assessorato regionale all’agricoltura e il Centro per l’innovazione della filiera vitivinicola, diretto da Vito Falco e grazie a collaborazioni come quella con Attilio Scienza e Rosario Lentini, storico dell’economia hanno dato in mano a Carmelo la chiave per poter produrre un grillo capace di raccontarne le origini da catarratto e zibibbo e oggi presente in campo con due varietà piuttosto distinte, una che ha tratti aromatici simili al sauvignon blanc e una responsabile di aromi più corposi e dolci (quelle che lo rendono ideale per certi Marsala).

Fin qui l’articolo di Andrea Gori su Intravino, che potete leggere per intero qui con le note di degustazione. Queste le due annate con la valutazione migliore:

Laluci Grillo Sicilia DOC 2013
La vendemmia ha potuto godere di un buon andamento climatico che si è registrato in tutto l’arco dell’anno: piogge abbondanti nel periodo invernale e temperature regolari durante la fase primaverile ed estiva e, non ultimo, le piogge a fine agosto.

Zibibbo e Catarratto in ottimo equilibrio, vino scattante, netto, sapido e affilato con aromi tropicaleggianti e dolci che si alternano a sambuco gelsomino e camomilla. Bocca di sostanza con il rapporto frutto/freschezza in uno stato di grazia destinato a durare non molto perché l’acidità è in leggero calo. Ma da bere stasera è straordinario.  94

Laluci Grillo Sicilia DOC 2017

Vendemmia difficile su tutto il territorio nazionale a causa di caldo e siccità, con rese in calo del 30%, ma le peculiarità pedo-climatiche del territorio di Licata hanno consegnato un’ottima vendemmia, soprattutto da un punto di vista qualitativo.

Si fa sentire il caldo ma le note nordiche del vino sono quasi esaltate dal clima. Sambuco, magnolia e frangipane, frutto ricco con ananas ma mitigato da incalzante acidità e sale che aprono la bocca su note molto nordiche. Palato più ricco e meno sferzante con note di mela annurca, pera picciòla e agrumi canditi che lo rendono godereccio e ci fanno curiosi sulla sua evoluzione futura 93+

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...