Il Moscato siracusano che conquistò lo scrittore Mario Soldati (Verona WineLove)

Sicilia, da sempre patria di vini dolci.

Il Marsala, il Passito di Pantelleria, la Malvasia delle Eolie che, qualche anno fa, ho potuto degustare in loco, sono solo alcuni dei più noti.

Alcuni dei vini di Sicilia dolci appartengono alla grande famiglia dei Moscati italiani e, in particolare, a quella del Moscato bianco.

Il Moscato bianco è considerato uno dei principi della viticoltura italiana: un’uva a bacca bianca molto profumata, fortemente aromatica e pregiata, dalle antichissime origini e diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.

Nella zona sudorientale della Sicilia, dove l’estremità dell’isola si protende verso l’Africa, le uve di Moscato bianco trovano nel peculiare terroir il complice perfetto per diventare Moscato di Siracusa.

E’ un vino siciliano dolce tipico della zona e considerato dagli studiosi il vino più antico d’Italia.

Questa è la storia del mio incontro con il Moscato di Siracusa.

Lo scrittore Mario Soldati lo scoprì, degustò e amò durante la tappa siracusana del suo viaggio in lungo e in largo per la penisola italiana.

Ma la storia di questo vitigno autoctono nonché vino pregiato siciliano – anzi, siracusano – risale ai tempi degli antichi Greci.

Lo chiamavano, infatti, Biblino Pollio: con questi nomi si riferivano a un vino dolce che, a tutti gli effetti, oggi possiamo considerare come l’antenato del Moscato di Siracusa.

vini di sicilia il moscato siracusano che conquistò Soldati

Il Moscato di Siracusa raccontato da Saverio Landolina Nava

Sembrerà strano, ma la vera storia del Moscato di Siracusa l’ho scoperta solo qualche anno fa, quando Siracusa, patria di questo vino, ha celebrato i 2750 anni dalla sua fondazione.

La fondazione di Siracusa è avvenuta nel 734-733 a. C. per opera dei Greci giunti dalla madrepatria alla ricerca di nuove terre in cui insediarsi.

Nel 2017, il Moscato di Siracusa è stato scelto come vino ufficiale di questo speciale “compleanno” della città.

Ed è stato proprio Sebastiano Gulino, uno degli storici produttori siracusani di Moscato a farmi conoscere le origini di questo vino dolce davvero speciale.

Ancora oggi, a ogni vendemmia di Moscato – che avviene nel mese di agosto – insiste bonariamente perché assaggi qualche acino.

Puntualmente, ogni volta che lo faccio, resto estasiata dalla squisitezza di quest’uva.

Le Cantine Gulino producono un Moscato di Siracusa a cui hanno dato il nome “Don Nuzzo”.

vini di sicilia la vendemmia delle uve moscato

Siracusa“, ama sottolineare sempre Sebastiano Gulino, delle Cantine Gulino, “è zona di elezione del Moscato: le loro storie, quella della città e quella di questo vitigno, sono fortemente intrecciate l’una all’altra”.

Furono, infatti,  i colonizzatori greci a portare ceppi di questo vitigno a Siracusa e a introdurre e diffondere la coltivazione della vite Sicilia.

Tutto vero, se seguiamo il filo dei ragionamenti e la ricostruzione dotta e dettagliata di Saverio Landolina Nava.

Un percorso a ritroso nei secoli, custoditi in un libello dal titolo “Il vino Pollio siracusano”, in cui lo storico e archeologo aretuseo, vissuto nel 1700, ricostruisce le origini storiche del vitigno.

E lo fa mettendo a sistema le fonti antiche e i riferimenti a partire da Omero ed Esiodo.

Come un grande mosaico che prende forma tessera dopo tessera, la sua testimonianza rappresenta un vero e proprio trattato di enologia.

Un trattato nel quale, raffrontando le tecniche di vinificazione in uso a Siracusa ai tempi dei Greci per il vino Biblino o Pollio con quelle del Moscato a lui contemporanee, Landolina Nava giunge alla conclusione che fossero le stesse.

Da qui l’affermazione che quel vino, tanto apprezzato dagli antichi siracusani, da re e tiranni, al punto da chiamarlo come uno di essi (Pollio deriva da Pollis, leggendario re siracusano d’età arcaica), altro non fosse che l’antenato del Moscato di Siracusa e, quindi, il vino più antico d’Italia.

Saverio Landolina Nava aveva una vera passione per i vini di Sicilia e, nonostante fosse quasi astemio, ogni occasione era propizia per consigliare ai suoi amici un buon bicchiere di “linfa divina della terra di Sicilia”.

Non a caso Sebastiano Gulino ama definire il vino che si ottiene da questo vitigno storico siracusano un “calice di storia”.

Perché il Moscato di Siracusa è più di un semplice vino tipico siciliano.

vini di sicilia appassimento uve moscato su graticci di canne

La storia di Siracusa in un vino siciliano travolgente

Il Moscato di Siracusa un’esperienza culturale e sensoriale travolgente.

Ogni sorso racchiude racconti, miti e leggende di una città che vanta più di duemila anni di storia ed è stata, per secoli al centro del Mediterraneo.

Siracusa è infatti un luogo d’incontro tra popoli e culture le cui tracce sono, ancora oggi, evidenti nella sua stratificazione culturale e leggibili nei suoi monumenti.

Nel bicchiere è un’esplosione di luce, quasi avesse catturato dentro di sé i caldi raggi del sole di Sicilia.

Da buon siciliano, sa intrattenere in modo piacevole con le sue prevalenti note di miele e frutta gialla (pesche e albicocche).

E’ un Moscato che sa inebriare con i sentori di fiori d’arancio che evocano lunghe estati siracusane, tra muretti a secco e le fronde degli alberi accarezzate dalla brezza marina.

Infine, conquista con la sua dolcezza, irriverente come il dialetto siculo, mai eccessiva e stucchevole, in un’armonia perfettamente bilanciata.

C’è stato un momento, però, in cui i vitigni di Moscato hanno rischiato di scomparire, cancellati dalla terribile epidemia di fillossera che, nel corso del 1800, devastò la viticoltura europea, minacciando numerosi vitigni autoctoni italiani.

A seguito del passaggio di questo parassita – che aggredisce le radici delle viti – la superficie vitata in Sicilia passò da 320.000 ettari a 175.000.

Quando, nel 1884, giunse anche a Siracusa, decimò gran parte dei vitigni di Moscato e, per un certo periodo di tempo, di questo prezioso vitigno e delle uve moscato si persero le tracce.

Vini di Sicilia il moscato siracusano che conquistò Mario Soldati - 3- Verina Wine Love

Solo nel 1973 è stato approvato il disciplinare di produzione della Doc del Moscato di Siracusa.

L’impegno di alcuni produttori siracusani, innamorati del proprio territorio e decisi a restituire al Moscato di Siracusa il posto che merita nella storia e viticoltura siracusana, ha sancito, a partire dagli anni Novanta, la rinascita di questo vitigno autoctono.

Oggi il Moscato di Siracusa – questo vino di Sicilia ricco di storia – è protagonista di punta della cultura e dell’enogastronomia siracusana come vino dolce d’eccellenza e come ingrediente speciale per deliziose produzioni di pasticceria: il sorbetto, il gelo e il gelato di Moscato di Siracusa.

Articolo a cura di Silvia Caruso su Verona WineLove

Qui trovi le informazioni sulle CANTINE GULINO, di Siracusa, che producono i vini siciliani, fra quali il Moscato di Siracusa “Don Nuzzo” e il Passito “Jaraya”

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