I vignaioli di Sicilia ai tempi del COVID-19 (parte I)

Mentre molti di noi sono barricati in casa, i nostri amati vignaioli continuano a curare i loro terreni in un periodo importante per le vigne, ma pieno di dubbi, preoccupazioni e speranze.

Li abbiamo incontrati, ovviamente in maniera virtuale, per capire come stanno vivendo questo periodo, “tra palco e realtà”. In questo primo appuntamento, viaggiamo dall’Etna a Noto, fino a Pantellleria ascoltando le risposte di Massimiliano Calabretta, Marilina Paternò (Cantina Marilina), Eduardo Torres Acosta, Battista Belvisi (Abbazia San Giorgio) e Giusy Calcagno (Vini Calcagno).

  1. Come procedono i lavori in vigna?

Massimiliano Calabretta: I lavori procedono bene. Le attività agricole non sono state bloccate, solo si procede con cautela e per le lavorazioni indispensabili.

Marilina Paternò: I lavori in vigna, con le giuste accortezze, procedono e credo che sia uno dei pochi lavori che in questo momento si svolge con serenità. In campagna, all’aria aperta ti senti libera e tutto quello che ti circonda ti riempie di un’energia sana e positiva.

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Marilina Paternò

Eduardo Torres Acosta: I lavori procedono la vigna non si ferma!

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Le vigne di Eduardo Torres Acosta

Battista Belvisi: Stiamo effettuando gli impianti delle nuove vigne, per cui quest’anno abbiamo avuto dei lavori straordinari che sommandosi a quelli abituali hanno un po’ rallentato la nostra tabella di marcia.

Giusy Calcagno: I lavori in vigna procedono, sebbene a rilento: un lavoro in cui si impiega normalmente una settimana ne richiede invece due o tre, dal momento che cerchiamo di non far lavorare più gli operai negli stessi momenti per rispettare le precauzioni dettate dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

  1. Quali sono le preoccupazioni principali attuali e future in questo periodo così particolare che stiamo vivendo?

Massimiliano Calabretta: Sicuramente un po’ di preoccupazioni personali e per i nostri cari. A livello lavorativo, invece, avremo gli ordini di vendita bloccati per molte settimane sia dall’Italia che dall’estero.

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Massimiliano Calabretta (photo credits: Massimiliano Montes)

Marilina Paternò: Adesso la preoccupazione più grande è sicuramente legata alla salute di tutti, famiglia e collaboratori. Dal lato commerciale, ovviamente, stiamo subendo una stretta anche se noi lavoriamo molto con i mercati esteri che, con mia sorpresa, continuano a rispondere positivamente nonostante il periodo estremamente delicato; ma ogni giorno sono coinvolti sempre più paesi, quindi credo che tutto il sistema subirà un rallentamento importante.

Eduardo Torres Acosta: Adesso le preoccupazioni principalmente sono le persone, le migliaia di persone che sono in ospedale con problemi respiratori, e quelli che stanno morendo. E le preoccupazione futuri di riuscire a controllare il virus con il vaccino per far sì che non succeda lo stesso il prossimo inverno.

Battista Belvisi: La chiusura delle attività commerciali, e in pratica di tutti gli esercizi di riferimento dei produttori di vino naturale, ha rallentato fino ad annullare gli ordini di questo periodo dell’anno. Se tale blocco si protrae per i prossimi mesi allora la situazione diverrà davvero preoccupante.

Giusy Calcagno: Le preoccupazioni? Beh, qualcuno prospetta scenari apocalittici: una situazione di povertà da cui sarà difficile pensare di uscirne con semplici manovre economico-politiche. Tutto dipenderà dalla ripresa dei mercati: se breve, anche entro l’anno, per dare una cifra, si riuscirà a tornare alla normalità senza danni eccessivi, nel caso contrario i rischi aumentano e possono diventare importanti! Senz’altro, sarà necessario capire come questo tempo ci ha segnati, tutti ne siamo toccati e avremo un nuovo sguardo sulle cose, nuove consapevolezze.

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Giusy Calcagno
  1. Qualche nota positiva che dia un po’ di speranza per il prossimo futuro?

Massimiliano Calabretta: Una maggiore consapevolezza dei rischi e una capacità di reagire in tempi rapidi agli “eventi”. Commercialmente penso che appena passi la “tempesta” gli ordini ripartiranno e recupereranno pian piano.

Marilina Paterno: Stiamo attraversando un momento che sembra quasi surreale e che sicuramente ci lascerà il segno ma sono fiduciosa. Quando tutto passerà torneremo per strada a fare confusione, a pranzare, a bere insieme. Abbiamo avuto molto tempo per riposare, riflettere e dedicarci alle nostre cose, e alla fine di tutto ci dedicheremo al lavoro con grinta e agli amici con felicità. Tutto ripartirà con più forza e gioia di vivere. Siamo pronti!

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Eduardo Torres Acosta

Eduardo Torres Acosta: La nota positiva è che delle situazioni avverse sempre si impara, sono sicuro che dopo questo periodo ci sarà più sensibilizzazione e più umanità.

Battista Belvisi: In questo periodo è difficile rilevare note positive, potrei azzardare o meglio auspicare il ritorno ad un’economia reale!

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Battista Belvisi (photo credits: Living Wine)

Giusy Calcagno: Guardando l’Etna e le sue vigne, abbiamo già una testimonianza di come si può rinascere! Queste terre, come belle fenici, nascono dalle ceneri di un vulcano; dal fuoco e dalla distruzione, sulle colate ormai raffreddate, nascono quei fiori che spaccano la terra e gli ridanno vita, nasce uno dei vini più potenti al mondo che ha appunto il sapore di tutto questo, il sapore del potente legame che unisce l’uomo e il suo territorio, da sempre parte della storia e delle prove del tempo.

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