I vignaioli di Sicilia ai tempi del COVID-19 (parte V)

Quinto appuntamento coi vignaioli di Sicilia che cercano di restare a galla in questo tempo sospeso, fra lavori in vigna e preoccupazioni reali per l’economia presente e futura.

Anche questa volta passiamo da un estremo all’altro della nostra amata Trinacria. Dall’Etna di Viviana Gangemi (Antichi Vinai) a Sambuca di Sicilia con Gunther di Giovanna (Di Giovanna), poi nel ragusano a Ispica di Francesca Curto (Curto), per tornare sull’Etna con Fabio Costantino (Terra Costantino) e Arianna Vitale (Tenuta Mannino di Plachi), per concludere a Faro, nel messinese con Giovanni Scarfone (Bonavita Faro).

Qui di seguito le loro risposte, mentre a questi link le parti precedenti: 1° parte, 2° parte, 3° parte, e 4° parte.

  1. Come procedono i lavori in vigna?

Viviana Gangemi: I lavori in vigneto procedono inesorabilmente seguendo il ciclo! Questo è il periodo ideale per la messa a dimora delle barbatelle, infatti stiamo procedendo con la sistemazione di un altro ettaro di vigneto per impiantare Nerello Mascalese e Carricante! Il nostro lavoro ci fa comprendere l’essenza più profonda del “PANTA REI”, tutto scorre, la natura non si ferma e ci emozioniamo ancora nel vedere le nostre piccole piantine di Nerello Mascalese impiantate l’anno scorso risvegliarsi! Il rigonfiamento delle gemme quest’anno è iniziato a metà marzo e già adesso si osservano le prime foglie! Quindi si procede con le concimazioni. Fortunatamente, in questi giorni, la pioggia non si è fatta desiderare nel versante nord, dotando i vigneti di una buona dose di acqua utilissima soprattutto in questa fase iniziale del ciclo produttivo!

Gunther Di Giovanna: I lavori in campagna continuano. In questo periodo stiamo zappando ed effettuando una prima spollonatura. Piu’ avanti inizieranno le operazioni di épamprage e relevage. In cantina stiamo imbottigliando le nuove annate (bianchi e rosati vendemmia 2019). 

Francesca Curto: I lavori in vigna procedono regolarmente, sempre prestando attenzione alle regolamentazioni previste dal DPCM sul Covid-19, ma certamente la natura non può essere messa in pausa, bisogna rispettare il ciclo vitale delle piante, verificare e controllare la crescita dei nuovi germogli. Inoltre, avevamo appena finito di impiantare un nuovo vigneto di Nero d’Avola. Ovviamente al momento in cantina abbiamo quasi sospeso del tutto imbottigliamenti e altre attività per preservare la salute dei nostri dipendenti ed evitare i contatti troppo ravvicinati fra di loro.

Fabio Costantino: Marzo e aprile sono due mesi speciali, cruciali per i lavori in vigna: sono i mesi del risveglio. Noi abbiamo, come tutti, concluso le legature e messo a punto la struttura di tutti i vigneti, dove già sono nati i primi germogli. Curare le vigne mentre arriva la primavera e accompagnare i vini mentre maturano in cantina sono due cose che non possono fermarsi, purtroppo o per fortuna. Per questo noi (con tutte le precauzioni) anche se la tenuta è chiusa al pubblico, continuiamo a lavorare guardando al futuro. Naturalmente  lo facciamo con un approccio diverso, attento e riflessivo, preparandoci a cambiare molte cose per raccogliere le sfide del tempo che verrà.

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Fabio Costantino insieme a suo padre

Arianna Vitale: I lavori in vigna procedono e non si sono mai fermati, abbiamo piantato nuove barbatelle e inbottigliato le nuove annate.

Giovanni Scarfone: Questo è un momento di attesa per il vigneto, il caldo del mese di febbraio sembrava aver anticipato di molto la ripresa vegetativa ma adesso le temperature si sono abbassate e tutto sommato siamo in linea con le altre annate.

  1. Quali sono le preoccupazioni principali attuali e future in questo periodo così particolare che stiamo vivendo?

Viviana Gangemi: Le preoccupazioni sono chiaramente rivolte in primis alla situazione sanitaria; siamo vicini a tutte quelle persone che stanno combattendo questa malattia e a tutti gli operatori sanitari che lavorano senza sosta. Chiaramente, oltre alla salute, questo virus sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale. Come per tutti i nostri colleghi del settore, gli ordini sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi… Lavorando soprattutto con il settore HoReCa, siamo costretti a rallentare le produzioni in cantina, quindi si concludono le ultime correzioni e gli imbottigliamenti dei vini della nuova annata, pronti per ricominciare più forti di prima! Quando questo periodo diventerà solo un brutto ricordo, la gente riprenderà la propria vita con più entusiasmo di prima e sicuramente le occasioni per brindare non mancheranno! Non possiamo farci trovare impreparati! Oltre a questo, chiaramente, il vedere annullati tutti gli eventi nazionali ed internazionali dedicati al mondo del vino, sta mettendo a repentaglio tutti i bei progetti che avevamo rivolto soprattutto all’export. Purtroppo i Paesi esteri stanno entrando in questa situazione negli ultimi tempi, quindi sicuramente ne usciranno dopo di noi, comportando ulteriori rallentamenti.

Francesca Curto: La preoccupazione principale è dovuta ovviamente alla commercializzazione ed alla vendita dei vini, al momento è tutto fermo e noi che siamo una realtà artigianale legata al settore Horeca, soffriamo maggiormente. Anche i nostri mercati esteri stanno molto soffrendo per il dilagarsi del virus in maniera pandemica, per cui la nostra ansia riguarda l’incertezza su come si evolverà la situazione.

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Francesca Curto

Fabio Costantino: Condividiamo le preoccupazioni di tutto il sistema economico del nostro Paese, se è possibile con l’aggravante di alcune consapevolezze specifiche. Sappiamo bene che, oltre la grande fatica della contingenza, ci aspetta un anno di grandi rallentamenti sia per quanto riguarda il mercato interno, dovuto principalmente alla netta compressione degli investimenti del settore Horeca, già facilmente intuibili, sia per quanto riguarda il mercato estero, dove già oggi registriamo un blocco quasi totale. A ciò si aggiunge, nel nostro caso specifico, una forte penalizzazione delle attività enoturistiche: tutte le prenotazioni già in calendario per quest’anno sono state cancellate e chiaramente non ci aspettiamo di recuperare se non una piccola percentuale di questi visitatori, quando arriverà l’estate. Questa consapevolezza, però, non deve farcene dimenticare un’altra: in questo momento è giusto che tutti gli sforzi collettivi siano concentrati innanzitutto sul fronte dell’emergenza sanitaria, da cui è indispensabile venir fuori al più presto. Faremo insieme del nostro meglio per affrontare anche quella economica e lavoreremo, anche come comparto, per una ripresa ancor più sostenuta nei prossimi mesi.

Arianna Vitale: Le preoccupazioni ci sono. Il mercato è fermo, gli ordini non partono e il recupero crediti è assai arduo. La chiusura dei ristoranti, bar e enoteche fa si che tutto sia rallentato. Di contro vi è un incremento delle vendite on line sui portali in cui siamo presenti e vi è un leggere segno positivo dall’estero.

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Arianna Vitale (responsabile commerciale di Tenute Mannino di Plachi)

Giovanni Scarfone: Le preoccupazioni sono innanzitutto legate all’aspetto sanitario, queste sono situazioni che ti fanno capire quanto l’uomo, solo erroneamente, crede di dominare sempre tutto. Certamente speriamo che questo possa diventare presto solo un brutto ricordo, ma crediamo invece che purtroppo avrà ripercussioni sia dal punto di vista sociale che su quello economica ancora per molto tempo.

  1. Qualche nota positiva che dia un po’ di speranza per il prossimo futuro?

Viviana Gangemi: Dopo la tempesta, ritorna sempre il sole. Sicuramente non è l’anno che ci auguravamo il 31 Dicembre, ne usciremo senz’altro più deboli di prima economicamente, ma diciamo sempre che non abbiamo tempo a sufficienza. Cogliamo l’occasione di questo momento di “tranquillità” per riflettere su nuovi progetti, ad esempio. Puntiamo sulla comunicazione del made in Italy che tutti invidiano! Se ci pensiamo su, abbiamo tante cose da fare! Noi non ci abbattiamo! Non fatelo neanche voi!

Gunther Di Giovanna: Stiamo iniziando a prepararci ad una piena ripresa dell’attivita’ commerciale, che siamo certi avverra’ a fine primavera. L’uomo ne ha viste tante e le ha superate tutte. Superera’ anche questa.
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Gunther Di Giovanna con suo fratello Klaus

Francesca Curto: Voglio credere che il post isolamento sarà un’esplosione di gioia e di voglia di vivere che porterà le persone a riappropriarsi del piacere delle piccole grandi cose e i consumatori alla riscoperta dei nostri preziosi prodotti e quindi a una loro valorizzazione.

Fabio Costantino: A noi la speranza per il futuro la insegnano da sempre i tempi del lavoro della terra e il ritmo del vino. Tempi e ritmi che non si misurano in giorni né in settimane, ma in anni, addirittura in decenni. Le nostre stesse vigne hanno una memoria antica: hanno assistito alle epidemie e alle guerre del secolo scorso, continuando a dare frutti ogni anno. Allo stesso modo i vini ci insegnano che l’invecchiamento li migliora, che una pausa, un’attesa, anche imprevista, possono riservarci cambiamenti positivi. Per noi questo momento rappresenta di sicuro una sfida: ci concentreremo ancor meglio, ancor di più sulla qualità, per far sì di poter ricordare il 2020 – nonostante tutto – come un’ottima annata.

Arianna Vitale: Ad ogni crisi segue un momento di prosperità che non sarà di certo immediato ma ci sarà. La gente avrà voglia di riprendersi il tempo “perduto”, di uscire e stare fuori e il vino è convivialità, è stare insieme, è condivisione. Guardiamo con lungimiranza e ottimismo al futuro, è l’unico modo per poter reagire a una delle piu grandi crisi a cui ci stiamo abituando a gestire.

Giovanni Scarfone: L’unica nota positiva potrà essere che innanzi tutto la politica capisca quanto importante sia finanziare la sanità pubblica in ogni parte del mondo. Poi dal punto di vista personale, credo che ci stiamo accorgendo di quanto importante possa essere la libertà, di muoversi, di conoscere, di cercare un futuro migliore. Ecco, speriamo ce ne potremo ricordare tutti in futuro e ricordare finalmente che il mondo deve essere di tutti.

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Giovanni e Sanny Scarfone

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