I Vignaioli di Sicilia al tempo del COVID-19 (parte VI)

Sesta serie di interviste ai nostri amici vignaioli di Sicilia: anche questa volta il nostro viaggio virtuale ci porta da una parte all’altra dell’isola. 

Iniziamo sull’Etna, versante sud-est con Giovanni Messina di Cantine Eudes, per poi spostarci nella Sicilia sud-orientale dove abbiamo incontrato Massimo Padova di Riofavara. Tappa nel Trapanese, a Santa Ninfa con Giacomo Funaro (Cantina Funaro) e ad Alcamo con Maria Possente (Possente Vini) prima di tornare sull’Etna, questa volta sul versante nord, insieme a Silvia Maestrelli (Tenuta di Fessina). Il nostro viaggio si conclude sulla deliziosa isola di Ustica, dove abbiamo intervistato Margherita Longo, unica produttrice dell’isola, nella sua azienda agricola Hibiscus

Qui di seguito le loro risposte, mentre a questi link le parti precedenti: 1° parte, 2° parte, 3° parte, 4° parte e 5° parte.

  1. Come procedono i lavori in vigna?

Giovanni Messina: Come ogni anno i lavori in vigna non si fanno attendere. Abbiamo provveduto alla potatura, alla sostituzione e messa a dimora di alcune barbatelle e alla concimazione, per poi finire con la zappatura delle vigne. Prima del risveglio vegetativo, dopo il riposo invernale delle viti, abbiamo provveduto alla revisione dei pali dell’impianto a spalliera, e alla sostituzione di alcuni di essi dove necessario. Gli stessi lavori li stiamo svolgendo nella porzione di vigneto coltivata con il nuovo impianto ad alberello, dedicandoci alla palificazione e alla legatura delle viti ai rispettivi pali, rigorosamente di castagno locale. Ovviamente, stiamo eseguendo i lavori rispettando le distanze di sicurezza attinenti alle direttive emanate a causa della pandemia. Ci eravamo prefissati l’obiettivo di completare la realizzazione di alcuni muri a secco per implementare la creazione di nuove terrazze che permettessero lo sviluppo di ulteriori nuove parti di impianto, ma purtroppo non ci è stato possibile portare avanti tale progetto e sposteremo quindi quest’obiettivo al prossimo anno. Ultimamente, siamo stati graziati da una settimana di pioggia intensa, tanto desiderata dalle nostre amate viti, e ciò ha fatto si che deviassimo la nostra attenzione ai lavori in deposito.

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Giovanni Messina, con sua moglie Laura e la piccola Alice

Massimo Padova: Il periodo che stiamo affrontando sta scuotendo la nostra vita in tutti i sensi. Proviamo un senso di impotenza rispetto ad un evento che è molto più grande di noi. Siamo viticoltori, gente abituata a convivere con le bizzarrie di madre natura, abituati a rimettersi in gioco giorno per giorno, a “guardare fuori dalla finestra per vedere se piove o c’è il sole. Chi si occupa di viticoltura conosce benissimo la mancanza di fasi di riposo, nelle aziende agricole sono pochi i periodi senza lavoro in campagna, vi è sempre qualcosa da fare!

I periodi di Marzo e Aprile sono i mesi e le fasi in cui si termina la rifinitura delle potature e inizia la preparazione dei tralci al nuovo anno produttivo, si puliscono e arano i terreni dalle erbacce, insomma si prepara la vigna per la nuova produzione. Quindi in questo periodo, i nostri collaboratori hanno continuato a lavorare ma nelle condizioni difficili che conosciamo, tra spostamenti e misure di sicurezza prescritte.

Giacomo Funaro: Gran parte dei nostri terreni si trovano a Salemi, per il coronavirus zona rossa, e ciò ha comportato non pochi disagi.
Dopo il diffondersi dell’epidemia abbiamo deciso di dimezzare la squadra in azienda e, considerato che è tempo di potatura, di tenere maggiore distanza tra gli operatori saltando un filare. Piccoli accorgimenti che consentono di avere distanze di circa 5 metri tra le persone.
Fortunatamente, la nostra squadra, motivata e seria, di 9 uomini, aveva approfittato dell’annata poco piovosa e gran parte delle lavorazioni  erano già state completate.
Siamo un’azienda bio e a breve inizieremo i primi trattamenti:  ad aprile  la vigna inizia a dare forti segnali di risveglio.
Non si può abbassare la guardia e per chi lavora in agricoltura il motto “iorestoacasa” proprio non si addice…..

Maria Possente: La natura chiaramente non si ferma quindi si portano avanti i lavori regolarmente, la nostra è una piccola azienda familiare perciò riusciamo a seguire la Vigna con la solita dedizione e passione.

I lavori di legatura sono già terminati, il risveglio vegetativo sembra prospettare una buona annata anche se è ancora presto per dirlo. Stiamo preparando un nuovo terreno ad Alcamo, in una zona paesaggisticamente molto interessante, ricadente in parte nella Riserva Bosco d’Alcamo, a 500 m.sl.m., dove impianteremo Catarratto e siamo quindi entusiasti di questo nuovo progetto.
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Maria Possente

Silvia Maestrelli:I lavori in vigna procedono bene, abbiamo avuto bel tempo sin da Gennaio, con giornate terse e limpide caratterizzate da un clima secco e fresco. Le potature sono terminate a Febbraio, successivamente siamo partiti con le motozappe ed al momento stiamo terminando la pulizia del suolo dei nostri sette ettari di Nerello a Rovittello, in concomitanza stiamo anche eliminando i tralci di potatura. Sento una buona vibrazione per quest’anno, anche se ho imparato che le vendemmie sull’Etna si decidono negli ultimi 20 giorni di Ottobre, dunque preferisco incrociare le dita e sperare in una buona annata.

Margherita Longo: Il vigneto ha iniziato il risveglio e i lavori di primavera continuano, ha piovuto molto poco quest’inverno quindi speriamo in qualche altra pioggia prima dell’estate.

  1. Quali sono le preoccupazioni principali attuali e future in questo periodo così particolare che stiamo vivendo?

Giovanni Messina: Quest’anno non ci siamo fatti mancare nulla: abbiamo iniziato l’anno con il timore di tutti noi produttori per l’incremento dei famosi dazi USA relativi al vino italiano. Quando questa problematica sembrava trovare una risoluzione, anche la nostra nazione è stata purtroppo colpita dall’emergenza internazionale generata dal Covid-19. In questo momento la mia mente mi porta a pensare a tutte quelle persone che colpite dal Covid-19 stanno combattendo per la loro vita, e a tutti i medici e infermieri che si stanno prodigando affinché tutti i pazienti riescano a sopravvivere.

Essendo una persona molto fiduciosa riguardo al futuro, credo che ci sarà una ripartenza, anche se sarà molto graduale e lenta: dobbiamo semplicemente avere la medesima fiducia che il vignaiolo ha quando pianta una nuova vigna, dando fiducia al futuro e dimostrando sempre pazienza, curando e amando le piccole viti. Con la stessa pazienza si dovrà attende una nuova rinascita, per una ripartenza, lenta ma forte allo stesso tempo.
Sicuramente la problematica maggiore, riguarda il blocco dei mercati internazionali (oltre al blocco del mercato nazionale) ma si auspica che il tempo ci darà la possibilità di poter ricominciare meglio di prima. Anche noi aziende stiamo facendo la nostra parte riguardo l’annosa problematica.

Massimo Padova: Le preoccupazioni attuali sono principalmente legate a quanto è successo e a cosa ci aspetta da un punto di vista sanitario; a seguire si innescano tutta una serie di problematiche interne ed esterne all’azienda, al fermo commerciale, cioè allo stop degli ordinativi e alle consegne programmate che erano state prenotate. Ma questa è una preoccupazione limitata, in quanto sappiamo che i nostri clienti, finita la pandemia e il blocco del sistema distributivo ricominceranno a ritirare i quantitativi prenotati, almeno credo, ma molto lentamente.

Un vero disastro, per il settore vitivinicolo, soprattutto, in quanto il vino, è vero che fa parte del più complesso sistema del food in generale, ma vuoi o non vuoi non è un bene di prima necessità come lo è il pane, il latte, la pasta, le carni e le uova. Allora tutto questo mi fa riflettere del perché il vino ha cambiato la sua funzione? perché pur costando 10 volte di più rispetto a 25 anni fa non è rimasto tra i beni di prima necessità? Questo dobbiamo chiederci! Il vino è diventato almeno in alcune paesi e regioni un bene voluttuario perdendo il suo valore alimentare.
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Massimo Padova (ph. Gail Skoff)
Giacomo Funaro: Le preoccupazioni sono tante: la prima e più attuale riguarda gli incassi delle fatture aperte dei mesi passati.
Alcune partite Iva avranno difficoltà a ripartire nonostante i “proclamati” aiuti di stato che dovrebbero arrivare e che si attendono con ansia. Si verrà a creare un effetto domino a causa del quale il mancato pagamento di una fattura da parte del primo elemento si ripercuoterà sul secondo e così a catena .
Forse non è il momento giusto per fare queste considerazioni ma le faccio lo stesso: l’impianto normativo italiano da sempre non tutela il creditore: le spese bancarie sugli assegni non pagati sono a carico del creditore e lo stesso dicasi per le spese di un eventuale procedimento giudiziale per i debitori incapienti.
E alla fine di tutto, le aziende serie si trovano con un bel pugno di mosche in mano.
Qui non parlo del buon padre di famiglia in difficoltà economiche, che noi, come azienda, da sempre rispettiamo e che sempre cerchiamo di aiutare, ma di quelle poche ditte nate per truffare che acquistano prodotti che pagano con assegni scoperti. Sono loro, per quanto mi riguarda, il più grande problema dell’economia italiana. Ovviamente in questo periodo veramente difficile gli insoluti saranno molti e bisognerà stare attenti a ridurre al massimo le spese e i costi.
La preoccupazione per il futuro riguarda senz’altro il fatto che il mondo del vino sta cambiando inesorabilmente. Nuove distanze verranno imposte nei locali che dovranno certamente modificare la loro organizzazione. E-commerce e GDO vanno a gonfie vele ma l’Horeca è al momento in ginocchio. Per le piccole aziende agricole come la nostra si prevedono tempi davvero difficili.

Maria Possente: Le preoccupazioni sono un po’ quelle che ci accomunano tutti: quanto durerà? Come si affronterà la nuova vita post virus? In che misura e per quanto tempo dovremo tenerci a distanza e come cambieranno le nostre abitudini ed nostri i consumi? Si, perché è difficile immaginare come sarà la ripresa e per quanto siamo viticultori, e quindi abituati ad affrontare annate climatiche sempre diverse ed imprevedibili, non è semplice fare delle previsioni sul nostro futuro adesso. Sicuramente continueremo a rispettare e curare la Terra come abbiamo sempre fatto! Questo è certo!

Silvia Maestrelli:Le mie preoccupazioni principali riguardano la ripartenza dei mercati e le modalità con quali avverranno, sicuramente ci sarà un tempo relativo all’assestamento che porterà nuove opportunità, difficoltà e possibili scenari su cui bisognerà modellare nuove strategie. Ovviamente anche l’ospitalità ha subito un enorme danno, il che influisce sui nostri progetti futuri e sull’intera stagione turistica, irrimediabilmente compromessa. Tuttavia anche qui si ripartirà, magari puntando molto sul turismo Nazionale e sulla valorizzazione della nostra splendida Penisola. Le strategie anche qui devono premiare diverse categorie, alcune delle quali erano già in focus, e altre no. Il panorama turistico subirà grandi cambiamenti ed i tempi di rientro saranno cruciali.
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Silvia Maestrelli

Margherita Longo: Dobbiamo posticipare l’imbottigliamento perché attualmente non è possibile raggiungere Ustica con i mezzi dell’imbottigliatore mobile che normalmente viene in cantina. Sui traghetti in collegamento con la nostra isola infatti possono viaggiare solo personale e mezzi necessari per le esigenze primarie per la popolazione. Certamente vorremmo incrementare le vendite dirette on line e il mercato che è logisticamente più vicino a noi. Anche perché dalle ultime notizie sembra che la Sicilia possa riprendere prima delle regioni del Nord.

  1. Qualche nota positiva che dia un po’ di speranza per il prossimo futuro?

Giovanni Messina: Il lavoro in vigna c’insegna che non si ci può fermare mai, e questo ce lo ricordano le vigne, mese dopo mese. Alcuni giorni fa, mentre lavoravo in vigna, ho ricevuto una telefonata di mio padre, che mi ricordò di una celebre frase di Galileo Galilei: ”Dietro ogni problema c’è un’opportunità”. Spero che questo blocco momentaneo sia un trampolino di lancio che intensifichi maggiormente la nostra forza futura e la ripresa di un mercato che scalpita e vuole trovare i suoi spazi. Siamo tutti desiderosi di ripartire, siamo tutti desiderosi di uscire da questo momento storico che ci ha chiusi in casa, esasperando le nostre vite. E ripartiremo, forti e consapevoli delle nostre ricchezze, avendo un motivo fondamentale per festeggiare, brindando alla nostra salute e alla vita.

Massimo Padova: Sicuramente tutti dovranno avere pazienza, dobbiamo diventare più Slow veramente, seguire la natura i suoi ritmi e riappropriarci del concetto di agricoltura sostenibile. La nota positiva, se possiamo chiamarla tale, è già insita in quanto detto prima, cioè noi viticoltori artigiani dobbiamo rivedere il nostro modo di fare e vendere il vino, non possiamo più produrre vino senza sapere in modo preciso quanti e quali saranno i compratori e le quantità da produrre. Il cuore della problematica è proprio su questo argomento.

Giacomo Funaro: la domanda più difficile. Dopo ogni temporale torna il sole. E quando tornerà il sole dovremmo essere pronti a sfruttare le opportunità che il mercato ci offrirà. La nostra dimensione ci permette di essere attenti ai dettagli e vicini ai nostri clienti e questa speriamo sia la giusta ricetta per affrontare questa nuova sfida. 

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Giacomo Funaro

Maria Possente: C’è una frase che mi ripeto spesso da brava Siciliana che adora l’estate: il Sole splenderà sempre dopo il temporale! Voglio concentrarmi sul lato “umano” di questo periodo storico. Si stanno risvegliando gli animi dormienti con azioni di solidarietà e rispetto per il prossimo, animi che spesso erano stati soffocati dall’indifferenza e spesso concentrati sulla materialità di questo nostro “tempo del consumismo”. Quando sarà passato il temporale ci guarderemo e parleremo con una consapevolezza della vita diversa, più profonda e sincera rispetto a prima! Questo non può che arricchire tutti noi e le nostre nuove vite!

Silvia Maestrelli: Spero innanzitutto che questo periodo assai difficile e complesso possa creare un maggiore senso di collettività tra noi produttori, proteggere la D.O.C. in questo momento è essenziale e credo che sia importante avere un solido blocco di unione per i progetti e le idee future. Professionalmente ho trascorso un anno che ha portato buon feedback sui vini, su tutti A’Puddara, che sta crescendo tanto. La positività in questo momento verte verso le sfide future, in questi giorni di grande stasi ci si affaccia al domani, sperando in un inizio ed in una rinascita che porti nuova linfa e luce sui produttori, sui mercati e sulla nostra splendida Etna.

Margherita Longo: Sicuramente subiremo come tutti ripercussioni economiche, ma vivere grazie a una piccola azienda agricola in una piccola isola del Mediterraneo ti fa sentire un po’ protetto dalle grande dinamiche internazionali e un po’ più in grado di reagire con resilienza, come dicono gli antropologi. I germogli della primavera ci ricordano che dopo l’inverno si riparte e ancora una volta ripartiremo tra il vulcano e il mare.

La nostra economia è legata indissolubilmente al turismo sulla nostra isola, quindi ci auguriamo una veloce ripresa del flusso turistico, almeno di quello regionale e nazionale. Qua sicuramente non si verificano gli assembramenti delle località più glamour, l’accoglienza è a misura d’uomo, la natura è meravigliosa, il cibo genuino e il vino ottimo, chiaramente.

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Margherita Longo insieme a suo marito Vito

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