I Vignaioli di Sicilia al tempo del COVID-19 (parte VII)

Siamo giunti alla settima serie di interviste ai nostri amici vignaioli di Sicilia; viste le progressive riaperture di questi giorni, ci auguriamo che sia anche l’ultima.

Questa volta restiamo sul versante orientale della Sicilia, partendo a nord dalla zona del Mamertino, con Maria Genovese di Vigna Nica, scendendo poi verso l’Etna, dove abbiamo incontrato Cristian Gieri di Conte Uvaggio, Novella Trantino di Terre di Nuna e Seby Costanzo di Cantine di Nessuno per poi arrivare a Vittoria, nella parte più meridionale dell’isola, con Stefano Girelli, titolare dell’Azienda Agricola Cortese e Santa Tresa.

Qui di seguito le loro risposte, alcune delle quali risalgono ancora a qualche settimana fa e ci scusiamo con chi ci ha risposto per primo e abbiamo fatto aspettare un po’.

A questi link le parti precedenti: 1° parte2° parte3° parte4° parte, 5° parte e 6° parte.

1) Come procedono i lavori in vigna?
Maria Genovese: In vigna i lavori procedono, l’unico posto dove non sembra essere cambiato nulla…. si respira serenità e pace. Siamo stati fermi tutto il mese di marzo perché avevamo lavorato duramente a gennaio e a febbraio per la realizzazione di un nuovo ettaro di vigneto e per la potatura invernale. A marzo è arrivata la tanto attesa pioggia che ha ammorbidito il terreno dandoci finalmente la possibilità di sistemare pali e fili. In questo momento il terreno è perfetto per essere fresato , l’ideale sarebbe a seguire un po’ di pioggia per spruzzare il cornoletame!
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Maria Genovese e la sua famiglia
Cristian Gieri: I lavori procedono regolarmente, la nostra è una piccola azienda familiare e quindi i lavori si portano avanti lo stesso con tutte le difficoltà, del caso seguendo la vigna con la solita dedizione e passione. La natura chiaramente non si ferma.
Novella Trantino: I lavori in vigna procedono regolarmente.

Seby Costanzo: Per fortuna i vigneti non hanno risentito di alcuna limitazione in questo periodo. Abbiamo continuato regolarmente a fare tutte le lavorazioni di routine e innestato le barbatelle che avevamo impiantato un paio d’anni fa. La natura non si arrende mai. Quest’anno la stagione è partita, in questa primavera, con molto equilibrio secondo i canoni meteorologici tradizionali, dopo un inverno piovoso che ha dato forza alle viti; ci auguriamo continui così, adesso che siamo alle porte delle germogliazioni. Speriamo in un’ottima annata.

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Seby Costanzo
Stefano Girelli: In vigna tutto procede normalmente, la natura sembra essersi presa la sua rivincita. Per noi che facciamo viticoltura biologica è impossibile sospendere le attività, dobbiamo essere presenti in vigneto ogni giorno. Nella prima parte di aprile abbiamo terminato di tagliare il favino che autoproduciamo, per fertilizzare il terreno. Nelle scorse settimane abbiamo effettuato la legatura e ora stiamo facendo la scacchiatura, preparando le vigne in attesa della nuova annata.
2) Quali sono le preoccupazioni principali attuali e future in questo periodo così particolare che stiamo vivendo?
Maria Genovese: Il nostro pensiero va innanzitutto a tutte quelle persone che purtroppo sono morte, alle loro famiglie, ai medici, gli infermieri,i volontari e tutto lo staff degli ospedali…i veri eroi di questa pandemia. Le preoccupazioni economiche sono enormi.
Stiamo continuando a lavorare senza vendere vino, non si può mettere in pausa il vigneto o dire agli operai vi pagheremo dopo. In cantina lavoriamo solo io e mio marito ma le spese non mancano di certo.
Le preoccupazioni riguardano i crediti passati che non sono stati saldati, la totale sospensione del canale Horeca che è il nostro principale canale di vendita, le attività fieristiche che ripartiranno chissà quando,chissà come, l’impossibilità di fare affiancamento, pensiamo anche ai nostri fornitori con i quali lavoriamo da anni….mi fermo qui non voglio continuare con le preoccupazioni….sono troppe!
Cristian Gieri: Le preoccupazioni? “Quando e come ripartire”. Con modalità diverse da quelle tradizionali, dove il contatto umano, la visita in cantina, la vendita sarà tutta da reinventare.  La nostra azienda vive di turismo! Molto sarà rivolto alla vendita su internet, con i rischi che comporta, compreso i costi dati anche dalla spedizione del vino. Ospitare i turisti con pacchetti innovativi, contingentare la visita in cantina! Nella pratica sarà una bella scommessa!
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Cristian Gieri con sua moglie
Novella Trantino: La mancanza di flussi turistici sia in questa fase attuale che nell’immediato futuro.
Seby Costanzo: Naturalmente il blocco totale delle vendite, un attimo prima che partisse la stagione degli approvvigionamenti, ci ha messo a dura prova proprio nel momento in cui maturavano le scadenze dei debiti contratti nel corso della vendemmia scorsa. Noi forniamo sostanzialmente il settore Horeca, che ha chiuso i battenti in tutto il mondo, quindi il mercato si è letteralmente fermato. Abbiamo spinto un po’ le vendite on line, ma i risultati sono utili più sotto l’aspetto psicologico che sotto quello economico. Ci preoccupa la prossima vendemmia che temo dovremo fare senza il sostegno dello Stato e che, qualora ci fosse, temo non sarà attento nei confronti di un piccolo territorio come l’Etna, dove noi produciamo. Dovremo tutti fare i conti con le giacenze e con il prodotto della prossima vendemmia che si aggiungerà al nostro stoccaggio, con conseguente ulteriore carico di pesi finanziari. Molti produttori avranno problemi di stoccaggio, altri finanziari; i produttori di uve subiranno inevitabilmente una forte riduzione delle vendite di uva, alcuni soggiaceranno alle proposte dei commercianti più spregiudicati con potenziale danno degli operatori più seri e sani. Un po’ di coraggio sarà necessario oltre alle ovvie disponibilità finanziarie: servirebbe imitare la primavera e andare avanti.
Stefano Girelli: Per imprenditori del mondo del vino come noi, che hanno scelto di affidarsi esclusivamente al canale Horeca e ai negozi specializzati, è un momento complesso. Attendiamo con ansia che si possa tornare a una, seppur limitata, normalità. Sono preoccupato anche per i giovani ristoratori che hanno investito in nuove attività, selezionando solo materie prime di qualità. In Sicilia c’è un vivaio di cuochi di altissimo livello, spero che si intervenga per sostenere queste attività che sono il nostro futuro.
Stefano Girelli
Stefano Girelli
3) Qualche nota positiva che dia un po’ di speranza per il prossimo futuro?
Maria Genovese: Partiamo dal presupposto che io non sono una persona che sprizza positività a differenza di mio marito Daniele! Andrà tutto bene quando si troverà una cura e questo è un dato di fatto. Non sono un’ottimista ma di sicuro sono una persona tenace e testarda nel mio lavoro e soprattutto paziente! Il mio motto è: “Mi piego ma non mi spezzo” e per ora lo ripeto tutti i giorni!
Come possiamo sentirci meglio? Mi fa stare bene quando posso aiutare chi è in difficoltà, bastano anche piccoli gesti…una spesa solidale o una telefonata a chi è solo o in difficoltà per farci sentire vicini…così coltiveremo speranza e positività.
Cristian Gieri: Questo è il periodo della programmazione, affrontarla con ottimismo e senza aiuti statali sarà sicuramente difficile. La speranza è ripartire il prima possibile. Ovviamente cambieranno parecchie cose ma la natura, la terra e la vigna ci ha insegnato ad adattarci velocemente capire il cambiamento ed affrontarlo.
Novella Trantino: Abbiamo ricevuto alcuni ordini di vino da importanti ristoratori in Italia, che partiranno non appena riapriranno le proprie attività e credo proprio che la nota positiva sia il fatto che i ristoratori siano ottimisti su una pronta ripresa. Ad maiora.
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Novella Trantino con suo marito
Seby Costanzo: A proposito degli stoccaggi, la nota positiva riguarda i produttori che hanno puntato sulla qualità del prodotto: non dobbiamo dimenticare, infatti, che i migliori vini Etna crescono di qualità con maggiori tempi di affinamento. La diffusione della cultura del vino rafforza la logica della qualità, l’uomo è naturalmente portato alla relazione con gli altri e dobbiamo tenere conto che Il vino è elemento di unione e convivialità. Ho la percezione che ci sia voglia di tornare a vivere, di recuperare il valore della natura, di riaprirsi, con le dovute cautele, a una vita più pulita e sana: questo è un sintomo di buona speranza per il nostro settore, specie per chi opera per migliorarsi continuamente. Il vino, inoltre, è la fiamma che può riaccendere la luce dell’enoturismo e molte aziende vitivinicole riescono a trarre dei ragguardevoli contributi dal suo sviluppo.
Ogni giorno il mondo è un foglio di carta bianca, che attende di essere colorato. La nostra natura ci aiuta e ci offre innumerevoli spunti. Noi viviamo in Sicilia, sull’Etna. Viviamo di colori che non potranno spegnersi. Per noi il futuro riparte dalle nostre origini.
Stefano Girelli: Guardiamo al futuro con ottimismo, mettendo in campo una serie di iniziative per la vendita online insieme ai nostri partner nel mondo. Oggi i nostri vini sono disponibili su Tannico e assistiamo a una riscoperta dei negozi di quartiere. Credo che sempre di più sceglieremo prodotti di qualità. Io parlo spesso di “vino di contrada”, mi piace pensare che i consumatori saranno ancora più attenti, cercheranno prodotti biologici e aziende che investono nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente.
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Le vigne dell’azienda Cortese

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