Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto

Interessante articolo pubblicato qui da Federico Latteri su Cronache di Gusto, con il resoconto degli assaggi dei vini in bottiglia, del 2017 e delle annate precedenti. Così li racconta:

Un tasting importante che ha permesso di evidenziare le differenze tra le varie annate e le diverse contrade, fornendo molte informazioni su caratteristiche, qualità e potenziale evolutivo. Di seguito riportiamo l’elenco dei vini che ci sono piaciuti di più con alcune note sull’andamento climatico e le nostre impressioni. E’ stato difficile scegliere le etichette poiché si è riscontrata una qualità media molto alta. Erano davvero tantissimi i vini buoni.

20180423_103937

2017
L’andamento climatico è stato dominato in primavera e in estate dal caldo che ha determinato siccità e una contrazione delle produzione. Il versante est, più freddo e piovoso, ha risentito meno di questa situazione, così come alcune contrade alte. La degustazione ha comunque dimostrato che le piante hanno resistito a queste condizioni estreme meglio del previsto. Molti i vini ottimi. Continue reading “Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto”

A Beginner’s Guide to the Wines of Sicily (Wine Enthusiast)

Sicily, the largest island in the Mediterranean Sea, served as a crossroads for ancient civilizations. Today, it boasts one of Europe’s most dynamic wine industries. Though a part of Italy, Sicily’s breadth of landscapes approximates a small country itself. Get to know the history, grapes and regions of this sunny isle.

Sicily’s Wine History

The Greeks, Phoenicians, Arabs and Italians have all held sway over Sicily. Though the Greeks brought their advanced viticulture techniques, Sicilians have been making wine since 4000 BC. Its dry, warm climate features regular sunshine and moderate rainfall that suits wine production. Arid conditions reduce the chance of rot and mildew, especially in areas kissed with coastal breezes. This makes Sicily a prime candidate for organic farming. Olives, citrus and grains drive the agricultural sector beyond wine.

In the past, however, farmers opted for higher yields, which turned Sicily into a bulk wine center. They distributed to mainland Europe to boost thin wines, as well as to China and India, who imported concentrated Sicilian must to sweeten foods.

Heritage regions like Marsala did put Sicilian wine on the map. Wine traditions in each of the island’s regions, from Vittoria to Mount Etna, have remained strong. In the 1980s, a resurgence in interest brought improvements in viticulture and winemaking. Today, Sicily turns out some of the most exciting labels in Italy.

Large path through a vineyard full of ripe purple grapes
Photo by Meg Baggott

Continue reading “A Beginner’s Guide to the Wines of Sicily (Wine Enthusiast)”

Salvo Foti: Per fare il vino? Ripartiamo dalla vigna (Ragusa News)

Come mai negli ultimi anni assistiamo sempre più spesso a vini che sembrano “altro” da quello che effettivamente sono: i bianchi ottenuti da uve nere, il rosato fatto dal Nero d’Avola. Non si sta cercando di forzare un po’ la natura?
Dipende da come si ottiene, il nostro rosato assume questo colore grazie alla malvina, il colorante naturale del Nero d’Avola che, grazie alla precoce maturazione che avviene a San Lorenzo (Siracusa), viene raccolto con circa due settimane di anticipo. Osserviamo la natura e ci adeguiamo ma non siamo certo i primi a farlo: ci sono stati vini così particolari come lo champagne che sono nati proprio perché l’uva non maturava bene. Si parla sempre più spesso di “vini naturali”, una definizione che fa un po’ sorridere perché la vinificazione non esiste in natura, è sempre un procedimento molto umano! La vite è una liana che, lasciata libera, si arrampicherebbe ovunque, l’agricoltura è sempre una forzatura, una sorta di rapina che l’uomo compie. D’altro canto è anche vero che le dinamiche oggi sono sempre più commerciali, si cerca sempre un’ultima novità con cui stupire il mercato, e purtroppo il settore risente del “business a tutti i costi”, anche a costo di sacrificare quello che è veramente importante, il rispetto del territorio e della gente che lo lavora.

20180424_122120 Continue reading “Salvo Foti: Per fare il vino? Ripartiamo dalla vigna (Ragusa News)”

I Vini di Sicilia presenti a Vinnatur e Viniveri 2019

Se siete diretti a Gambellara o Cerea in questi giorni, ecco le cantine Siciliane che potrete incontrare nelle due location.
La manifestazione annuale di VinNatur, che si tiene il 6, 7 e 8 aprile preso il Margraf Show-room a Gambellara (VI), offre un articolato percorso di degustazione per approfondire o iniziare a conoscere i vini naturali. Riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e di divulgare la cultura del “terroir”.

VINNATUR TASTING 2019
Abbazia San Giorgio
Agricola Marino
Barracco Francesca
Biscaris
Dos Tierras Badalucco
Eduardo Torres Acosta
Etnella
Gueli
Il Mortellito
Lamoresca di Rizzo Filippo
Marco De Bartoli & C SRL
Mastro di Baglio
Raffaella Rappa
Tenuta La Favola
Valdibella
Vini Scirto
Da venerdì 5 a domenica 7 aprile 2019 l’Areaexp “La Fabbrica” di Cerea, a pochi chilometri da Verona, sarà invasa invece da vignaioli legati da una comune visione di viticoltura naturale, a salvaguardia della natura e dell’identità territoriale.


VINIVERI
Aldo Viola
Di Salvo
Fattorie Romeo del Castello
Ferrandes
Grottafumata
Il Censo
Viteadovest

Vini dell’Etna | La forza del vulcano

I vini dell’Etna sono “vini di carattere” e attingono la loro forza da tradizioni molto antiche (oltre che dal vulcano stesso, chiaramente). Sin dal 729 a.C. esistono, infatti, testimonianze di comunità agricole che già li producevano. Inoltre, ne hanno abbondantemente scritto anche Omero e Catone in alcune delle loro opere più importanti.

Fatto sta che la DOC Etna è una delle più antiche d’Italia: risale al 1968 e lo scorso anno ha compiuto ben 50 anni! Se volete saperne di più, continuate a leggere!

Vini dell’Etna: perché tutti li vogliono?

Agli inizi degli anni ‘90, i produttori erano solo 15. Oggi si contano oltre venti comuni interessati dalla produzione e inseriti all’interno della DOC Etna con più di 950 ettari di vitigni e circa 3.000.000 di bottiglie prodotte ogni anno.
La Guida Vini d’Italia 2019 – edita dal Gambero Rosso – ha riconosciuto i “tre bicchieri” a ben 25 etichette che…

View original post 457 altre parole

Un nuovo (ma antico) rosso dalla Sicilia: le 12 migliori etichette di Perricone in commercio (Slowine)

Su Slowine è stato pubblicato oggi qui questo interessante articolo su uno dei vitigni Siciliani da noi più mati: il Perricone.

“Le fonti storiche scritte che riguardano il Perricone sono praticamente inesistenti, per quanto si tratti di un vitigno molto conosciuto in Sicilia, soprattutto nella parte occidentale dell’isola.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento era una delle varietà più diffuse ed esclusive del territorio che va da Palermo a Trapani, con una presenza significativa anche nel resto della Sicilia. Il suo declino iniziò, come per molte altre varietà italiane, con l’invasione fillosserica che in pratica ne distrusse la coltivazione; era conosciuto anche con i sinonimi di pignatello (nel Trapanese) e tuccarino.

La ripresa della sua coltivazione fu lenta e non portò mai più il vitigno a raggiungere i livelli di diffusione precedenti, anche perché nel frattempo altre varietà a bacca nera più redditizie e resistenti agli agenti crittogamici si erano imposte.

Dopo anni in cui la ricomparsa del perricone sul territorio siciliano veniva auspicata da più parti, anche in considerazione delle caratteristiche morfologiche che ben lo adattano ai terreni dell’isola, ma senza troppe convinzioni nella pratica, si registra di recente un’inversione di tendenza e una felice riscoperta della varietà, che è stata reimpiantata da molti e che attualmente fornisce parecchie ottime etichette.

Attualmente la presenza del vitigno in Sicilia è per lo più sparsa a macchia di leopardo. Risulta abbastanza coltivato soprattutto nella fascia occidentale dell’isola – anche perché è varietà raccomandata nelle sole province di Palermo, Trapani e Agrigento -in particolare nella zona di Trapani. Contribuisce, talora con percentuali basse, alla composizione di molte Denominazioni siciliane ed è contemplato come tipologia in purezza nella grande Doc Sicilia.

Il grappolo del perricone è di grandezza media, lungo e a volte lunghissimo (fino a 33 centimetri), cilindrico-conico o conico-piramidale, di media compattezza. L’acino è grande o medio-grande, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore bluastro nero. Quando giunge a maturazione, di solito verso la metà di settembre, l’uva ha buon grado zuccherino e acidità bassa.

Oggi è sempre più frequente trovare il Perricone vinificato in purezza, mente permane l’usanza di utilizzarlo in associazione con altre varietà a bacca bianca e nera. Il vino che generalmente si ottiene ha intensi profumi vinosi, fruttati e speziati, a cui fa seguito un gusto sapido, caldo e di buon equilibrio, sostenuto da un deciso timbro tannico che può disegnare un’ottima personalità ma anche, se non ben gestito, sensazioni finali eccessivamente asciutte e astringenti. Continue reading “Un nuovo (ma antico) rosso dalla Sicilia: le 12 migliori etichette di Perricone in commercio (Slowine)”

Vino della settimana: Salina Rosso 2017 di Cantine Colosi (Cronache di Gusto)

Cantine Colosi è un’azienda a conduzione familiare della provincia di Messina che ben interpreta attraverso i suoi vini le tipicità di un posto unico come l’Isola di Salina e quelle di altre aree vocate della Sicilia.

La storia della cantina ebbe inizio negli anni ’70, quando Pietro Colosi “senior” lavorava al fianco di Carlo Hauner, condividendo amicizia, esperienze e passione per i vini della piccola Isola. La sua attività fu continuata dal  figlio Piero che, ultimati gli studi di Enologia all’Istituto Agrario di Catania, diede un nuovo impulso alla produzione e alla diffusione dei vini Colosi. Oggi ad affiancare lui e la moglie Lidia ci sono i figli, Pietro “junior”, enologo laureato a San Michele all’Adige e Marianna che sta completando gli studi in Lingue Straniere e presto occuperà il posto di export manager e responsabile della comunicazione.

(Marianna e Pietro Colosi)

La proprietà è composta da 11 ettari di vigneti e una cantina a Salina più un altro sito produttivo a Giammoro, frazione di Pace del Mela, piccolo centro nelle vicinanze di Milazzo. A breve verrà completata la conversione al biologico. La superficie vitata è divisa tra due aree, località Capo Faro e località Porri. La prima è caratterizzata da un terreno giovane di origine vulcanica con sabbia nera sotto la quale si trovano sassi di roccia lavica. Ben drenante e caldo, è ideale per la coltivazione della Malvasia di Lipari. A Porri troviamo invece un suolo con sabbia bianca dove prevale la matrice calcarea. Qui ci sono diverse varietà a bacca bianca e a bacca rossa utilizzate per i vini secchi. Continue reading “Vino della settimana: Salina Rosso 2017 di Cantine Colosi (Cronache di Gusto)”

Dal Cerasuolo al Frappato DOCG? Intervista a Massimo Maggio (Wine in Sicily)

Unico vino siciliano a godere della denominazione di origine controllata e garantita, DOCG, riconosciuto con decreto ministeriale del 13 settembre 2005, il Cerasuolo di Vittoria prende il nome dalla tonalità di rosso – un rosso ciliegia brillante – e dalla città iblea di Vittoria, fondata nel 1606 dalla contessa di Modica, Vittoria Colonna Henriquez. In tal modo, volle incentivare l’urbanizzazione dei luoghi, la strategia consistette nel regalare un ettaro di terreno ai primi 75 coloni a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto.

Il disciplinare attuale, in breve, fissa la produzione – dalla raccolta, all’imbottigliamento, sino all’affinamento – nel sud-est siciliano, in alcuni comuni ricadenti tra le province di Ragusa, Caltanissetta e Catania per una estensione di circa 124.500 ettari complessivi. Solo due le varietà ammesse: il Nero d’Avola in una quota compresa tra il 50% e il 70%, e il Frappato tra il 30% e il 50%. Continue reading “Dal Cerasuolo al Frappato DOCG? Intervista a Massimo Maggio (Wine in Sicily)”

Il fascino di Pantelleria nei vini di Battista Belvisi

Antopassionevino

Viaggio a Pantelleria…al tramonto dell’estate 2017.

Come spesso accade… le cose migliori si lasciano per ultime, perché lasciano il sapore, il ricordo, i colori più vivi.

Macchia mediterranea, olivi, fichi d’india e piante del cappero. Muretti a secco e terrazzamenti sul mare. Scenografia che fa da cornice alla azienda vitivinicola Abbazia di S.Giorgio, azienda giovane dal 2015 ma dal futuro promettente.

Condotta in biologico e biodinamico dall’agronomo ed esperto di viticoltura ecologica: Battista Belvisi.

Battista ci accoglie a casa con la sua famiglia e ci racconta della vita di quest’isola e degli studi e l’interesse per il vino, della nascita di questa cantina.

Suoli neri vulcanici minerali e alberello pantesco.

No solfiti aggiunti e solo lieviti indigeni.

Tutti i vini (eccetto il rosato) fanno lunghe macerazioni sulle bucce, quindi parte inox e parte botti di castagno. Dopo 6 mesi all’ imbottigliamento.

Mi ha colpito in particolare la macerazione in rosso…

View original post 218 altre parole

Vino della settimana: Passito di Pantelleria Dop Decennale 2008 di Ferrandes (Cronache di Gusto)

Ci troviamo a Pantelleria, isola di origine vulcanica distante 110 chilometri dalla Sicilia e 65 dalle coste tunisine.

20170623_182502

Il vino passito che qui si produce ha una storia millenaria ed è strettamente legato alle tradizioni di questa terra che è un microcosmo nel quale ogni cosa assume una caratterizzazione molto particolare. Salvatore Ferrandes è sicuramente uno dei produttori di riferimento per questa tipologia. Discende da una famiglia di origine spagnola presente sull’isola da oltre 600 anni. Continue reading “Vino della settimana: Passito di Pantelleria Dop Decennale 2008 di Ferrandes (Cronache di Gusto)”