Gli Award Gold di Sicilia della guida The WineHunter

Merano, 16 agosto 2019 – La “caccia al miglior vino e prodotto gastronomico” del WineHunter Helmuth Köcher è terminata. Da oggi sono ufficiali i vincitori degli Award Rosso e Gold individuati dal fondatore di Merano WineFestival (8-12 novembre 2019) e dalle sue commissioni d’assaggio. Una selezione durata un intero anno, che si inserisce in un progetto di ricerca costante e mirata a individuare le eccellenze nel panorama vitivinicolo e gastronomico italiano. La guida, rinnovata anche nella veste grafica, è consultabile gratuitamente su award.winehunter.it Semplice e intuitiva è dotata di vari filtri per selezionare i prodotti in base alla categoria o al riconoscimento vinto.

5.800 vini degustati, di cui 2.900 scelti per essere inseriti nella guida The WineHunter Award. A vincere l’Award Rosso (da 88 a 89,99 punti) 2.400 etichette, mentre l’Award Gold (da 90 a 94,99 punti) va a 500 etichette; di queste, 100 sono candidate alla vittoria dell’Award Platinum (da 95 a 100 punti) e rappresentano la TOP 100 selected by The WineHunter. Oltre ai vini, la guida presenta le eccellenze gastronomiche suddivise nelle categorie Culinaria, Aquavitae e Beerpassion.

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Petricore: l’odore della pioggia

LA FILLOSSERA

A volte un calice di vino è una passeggiata dopo un temporale estivo. Io traduco con questa metafora l’insieme di quei profumi di terra e sassi bagnati, di erba umida, di fiori e insetti scossi e rigenerati da una improvvisa pioggia. Si tratta di una miscela di odori e di una sensazione piacevole di frescura, di rinascita.

L’odore della pioggia ha un nome: petricore, dal greco pétrā (πέτρᾱ), pietra o roccia, e ichṓr (ἰχώρ), linfa, riferito nell’antichità al sangue degli dei. Il termine fu coniato nel 1964 da due ricercatori australiani, R.G. Thomas e I.J. Bear.

La pioggia “pulisce l’aria”, muovendo e raccogliendo le molecole aromatiche (un mix di oli vegetali e sostanze di origine batterica) accumulate dalla terra, ma anche dagli alberi, dalle pietre, dal cemento, dall’asfalto.

La ricercatrice Anna D’Enrico spiega che “le polveri disperse nell’aria – molecole derivate dall’attività umana, ma anche da piante e alberi –…

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Let Sicilian Wines Show You How To End The Summer Right (Forbes)

Rosé has had its moment in the sun. While a light, fruity glass of it certainly suits summertime drinking and #roseallday is a celebrated lifestyle, there exist countless other wines perfect for an afternoon of sunbathing or an outdoor meal at sunset. Italian wine—specifically Sicilian wine—might just be the answer.

Most people envision lush vineyards blanketing the Tuscany region when they think of Italian wines, but Sicily has its own thriving scene which dates back to ancient times. “The island of Sicily is perfect for wine production as it is met with a little over 300 days of warm weather and sunshine throughout the year and has fertile soil,” explained Leslie Sbrocco, wine expert, author of The Simple and Savvy Wine Guide and host of the new national PBS show, 100 Days, Drinks, Dishes & Destinations. Continua a leggere “Let Sicilian Wines Show You How To End The Summer Right (Forbes)”

Alberello + Palmento = Salvo Foti (Yeasteria)

Abbiamo appena scoperto i ragazzi di Yeasteria, un progetto davvero interessante di due, come loro amano definirsi, “trafficanti di sete”. Se volete conoscerne le attività, questo è il loro sito: http://www.yeasteria.it.

Qualche mese fa hanno raccontato, a modo loro, Salvo Foti e l’Etna. E noi non potevamo che ribloggarli, come ogni volta che leggiamo qualcosa sul Signore dell’Etna. Ecco il loro resoconto:

Raccontare il luogo dove si è nati, dove il tuo cognome ha le sue radici più profonde e, soprattutto, dove il tuo sogno vorrebbe compiersi definitivamente, vi assicuro non è così scontato. La difficoltà sta nel trovare un equilibrio tra le spinte emotive verso il bello e quelle integerrime che diventano voci di ribellione di una sua figlia costretta a vivere lontana per ragioni socio-professionali.

Perché oggi l’Etna vive il suo Rinascimento più sentito, i suoi vini vengono paragonati ai nebbioli di Barolo e anche un vino d’annata viene venduto ad un prezzo che farebbe gola ai ricercatori dei grandi ammortamenti chiamati soci occulti di capitali.

Eppure la Terra Nera continua ad avere il grande dilemma di non riuscire del tutto a creare un substrato sociale solido in cui il lavoro manuale venga retribuito in maniera regolare e regolarizzata, ma questi sono temi che neanche più la sinistra italiana tratta, quindi finisce qui la polemica (potete continuare a leggere e respirare senza affanno). Continua a leggere “Alberello + Palmento = Salvo Foti (Yeasteria)”

Sicilian Wine: Ecologically Friendly, Totally Awesome (Paste)

The boat putters over the shallow lagoons, past some quaintly gloomy-looking salt pans and away from the Sergio Leone mise en scene that is Marsala, pausing to idle stutteringly on the edge of the nearby island of San Pantaleo and what was once the city of Mozia. There’s an archaeological site at the edge of the water. The guy steering the boat says they’re not sure exactly what the building’s purpose had been, but that it was definitely Phoenician and probably from the 8th century BCE. Behind the ruin, a gridded expanse of foliage stretches into the distance-they’re growing Grillo, one of the signature varietals of Sicily, a yellow grape historically used to make the oxidative fortified wine called Marsala, and increasingly in vogue today as a youthful, aromatic white. Continua a leggere “Sicilian Wine: Ecologically Friendly, Totally Awesome (Paste)”

Inebria e fa sognare, strega e ammalia il «Pioggia di Stelle», moscato di Noto (Gazzetta di Parma)

Un’azienda vitivinicola siciliana tutta al femminile mette al centro di un progetto due sorelle, Marilina e Federica, che con passione per la loro terra e l’amore per il vino insieme a un’indomita voglia di portare a termine qualcosa che rimarrà nel tempo, hanno creato la Cantina Marilina. Siamo nel Sud-Est della Trinacria nella splendida contrada San Lorenzo di Noto, provincia di Siracusa, un territorio altamente vocato alla viticoltura, merito di un ricco suolo bianco-calcareo, un clima mediterraneo e il ricorso al rispetto di tradizionali metodi di produzione come la rinascita dei vigneti autoctoni, la raccolta manuale dell’uva, l’appassimento delle uve al sole, la macerazione sulle bucce, la vinificazione in vasche di cemento.

Tutto ciò ha permesso alle ragazze Paternò nei loro trentacinque ettari vitati di famiglia, (il papà Angelo è l’enologo) di seguire la filosofia del vino biologico e vegano attraverso tre linee di produzione di vino «bio» e una di vino «vegan» ottenuti da vitigni storici che possano rappresentare il meglio del terroir. Anche la bottiglia rispetta l’aspetto naturale con un impatto a zero sull’ambiente partendo da un vetro leggero, tappo di sughero naturale, etichetta in carta riciclata naturale. Fra la gamma di etichette spicca il Pioggia di Stelle Moscato di Noto, dal nome emblematico per le stelle cadenti che richiamano l’espressione di un solo desiderio come questo Moscato da uve moscato di Noto in purezza e affinato per sei mesi in bottiglia, affascinante e seducente, stregante e avvolgente, un vino che inebria e fa sognare. Già ammalia nel bicchiere per quel suo colore giallo oro e i suoi ricchi profumi di arancia a cui frutta fresca (pesca bianca in primis) e candita si fondono in note mielate. Un rutilante gioco di dolci-acidi-agrumati che esplodono in una bocca in cui la dolcezza è bilanciata da una delicata sapidità che fa incontrare il sole e il mare dell’Isola.

Sorgente: Inebria e fa sognare, strega e ammalia il «Pioggia di Stelle», moscato di Noto – Gazzetta di Parma

Why Sicily’s Mount Etna Is A Hot Spot For Wine Production (Forbes)

Between 1786 and 1788 German philosopher Johann Wolfgang Goethe travelled throughout Italy. He then wrote his book titled, in Italian, Viaggio in Italia—or, Italian Journey. After passing through Verona, Venice, Rome and Naples he explored the island of Sicily, and wrote that in order to understand the entire country of Italy, ‘Sicily is the clue to everything.

Italy is divided into 20 administrative regions—the southernmost being the island of Sicily. The region contains both eight percent of Italy’s land area as well as eight percent of the nation’s total population. The east of the island is distinguished by the largest active volcano in Italy—Mount Etna.

When he viewed Mount Etna in early May, Goethe remarked how ‘snow extends widely around the mountain and presents insurmountable obstacles,’ and noted how locals recommended that he ride by horseback to see remnants of the famed volcanic eruption of 1669, when magma flowed all the way to the city of Catania—10 miles (16 kilometers) away. Since that time when Goethe witnessed those gnarled volcanic slopes and published his book, the topography of Etna has continued to change. Another eruption in 1852 produced more than 2 billion cubic feet (56 million cubic meters) or debris that covered three square miles (7.7 square kilometers) of land, while in 1979 an eruption began that lasted 13 years.

(Publication of Goethe’s book—incidentally—apparently influenced a number of German winemakers to move to the eastern part of Sicily, where they practiced viticulture on the slopes of Etna.)

Slope of Monti Sartorius, a subsidiary of Mount Etna
Slope of Monti Sartorius, a subsidiary of Mount Etna

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Sicilian Wine: A New Quality Standard? (Forbes)

In ancient Rome, Sicilian wine was among the most prestigious wines of its era. It received the equivalent of “5 star accolades” by Pliny the Elder, the Robert Parker of his day.

Yet only recently is Sicilian wine regaining its former glory. This is due in large part to the efforts of Assovini Sicilia, a group of quality-minded producers dedicated to promoting Sicilian wine.

Sicilian Wine Today

The producers of Assovini Sicilia come from many different wine-producing areas of Sicily and make wine from a variety of native and international grapes. The majority of the producers come from families who have been making wine for generations, though this was typically for personal use.

Starting from the mid-1980s, these producers (or their parents) realized the unique terroir of their family vineyards. A classic example is that of Giuseppe Benanti. Like many of his contemporaries, he graduated university and embarked on a professional career outside of wine.

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Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers

Sole, sole e sole. Nel gioco delle associazioni mentali è la prima parola che viene in mente se si dice Passito di Pantelleria. Infatti è proprio da un’isola di 83 kmq nel Sud dell’Italia, in pieno Mediterraneo, che proviene questo vino prezioso. Chiamato “l’oro giallo di Pantelleria” è un vino leggermente liquoroso, dolce e aromatico, profumato e intenso. Una chicca nel panorama dei passiti italiani, premiata dalla DOC nel 1971.


LA STORIA DEL PASSITO DI PANTELLERIA
Circondata da un’aura quasi magica, ancestrale, la produzione del Passito nell’isola si fa risalire a oltre duemila anni fa, quando nel 200 a.C. il generale cartaginese Magone descriveva la produzione della forma primitiva dell’oro di Pantelleria. Continua a leggere “Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers”

Storie di Nerelli, tra Etna e Faro Superiore, gli eventi imperdibili ZASH

Violetta Candita

Storie di Nerelli, un plurale che sancisce le felici divagazioni dei blend che fanno capo alle denominazioni Etna Rosso e Faro, sulle colline messinesi. Nerello Mascalese e le nuances dei suoli e delle latitudini che vibrano nei palpiti delle altre cultivar a bacca rossa più rappresentative: Nero d’Avola, Nerello Cappuccio e Nocera. Terroir, passionalità e gioiosa leggibilità di sorsi che hanno saputo animare il certamen incentrato sugli abbinamenti che l’executive chef di ZASH, Giuseppe Raciti, ha ideato con lirica eleganza ai vini delle cantine PIETRADOLCE e LE CASEMATTE.

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A Seby Sorbello il preludio mixology dell’evento, distillato in un drink dall’autenticità siciliana e dal cosmopolitismo degli equilibri, un’ode alla mandorla nella palette sweet&sour che ha accolto gli ospiti nell’atmosfera del palmento costellato dal design e dallo stile del servizio di sala affidato al Maître Giuseppe Romeo e al Sommelier Daniele Forzisi che hanno selezionato i più audaci incipit di pairing

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