“Il vino naturale è il mezzo ma non il fine ” – Intervista a Nino Barraco (video)

Sulla pagina YouTube di Cronache di Gusto  2 minuti di un’interessante intervista a Nino Barraco, che parla di vini naturali, territorio e del futuro del vino Marsalese: ossidativo.

Per me il  vino naturale è il mezzo e non il fine; il fine deve essere un grande vino. Dobbiamo cercare di riproporre la storicità del territorio ma con un’idea moderna, non è possibile ripetere due volta una stessa emozione.” E cita Vite ad Ovest e Pierpaolo Badalucco.

Masterclass Catarratto e Grillo come non te li aspetti

Uva e Pomodoro

tRpR7VnIl 3 agosto, presso la Cappella del Collegio dei Gesuiti di Alcamo, si è tenuta la MasterClass – Catarratto e Grillo come non te li aspetti, un viaggio nel mondo dei vini naturali e biologici attraverso due eccellenze del territorio, presentate direttamente dai proprietari: Possente Wines ed Elios – Best of Sicily.
La degustazione è stata introdotta da Daniele Siena (Founder e CEO di Wineplan e sommelier AIS) e da Claudio Cammarata (Founder& Business Administrator di Wineplan e sommelier AIS), guidata da Stefano Cammarata (sommelier AIS e socio della cantina Possente) e da Guido Grillo (enologo e socio della cantina Elios – Best of Sicily).

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Il primo vino degustato è Acini del Grillo 2017 della cantina Possente (di cui abbiamo già parlato in passato) ottenuto da uve 100% grillo, i cui vigneti insistono sul territorio di Salaparuta, caratterizzato da terre argillose. Un vino che presenta un colore giallo intenso, con…

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New releases from Frank Cornelissen: single-vineyard Etna wines (Jamie Goode)

Frank Cornelissen was in town showing off his new wines. It’s a series of single-vineyard wines from his 25 hectares and 19 plots on Mount Etna. ‘It’s the focus of my work,’ he says, ‘but less than 10% of my production.’ He’s held off making these wines before, because his winemaking wasn’t good enough to show all the nuances. ‘It took me 10 years to vinify in a better way to make this quality,’ says Frank. ‘I still have some fine tuning to do, but this will take time and money. The last 5-10% of quality costs as much as the previous 90%.’

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Frank uses epoxy-lined amphorae to make these wines, and his goal is to produce wines that allow us to taste the vineyard. He’s convinced that the future of Etna is parcellation. ‘It is a booming area to the professionals,’ he says, ‘but for the consumer it is not yet known. This will come.

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A Lesser Known Wine of Sicily Benefits From Globalization (The NY Times)

Sicily is again the subject of a lesson of Eric Asimov’s Wine School; this time he speaks of Frappato on this New York Times’ article (here you can read it the complete post).

While it is true historically that Sicily’s best-known wines internationally were sweet, I would guess relatively few people in the last 20 years have seen or consumed a Sicilian sweet wine. A lot of bad ones are available, though, and the best known, Marsala, has unfortunately become a synonym for cheap “cooking wines.” Good Marsalas, like those from De Bartoli, can be exquisite, though expensive.

As for nero d’Avola, it became well known beyond Sicily in the 1990s, primarily because a few successful examples allowed Sicilian winemakers to focus on it rather than cabernet sauvignons and merlots designed to earn approval in the export market. While Sicilian nero d’Avolas back then won praise, many of the wines were heavy, out-of-balance or just plain bad. Now, the reputation is mixed for varietal nero d’Avola wines, though I have certainly had some excellent examples.

Nonetheless, nero d’Avola continues to be an important grape. In the southeast corner of Sicily around the city of Vittoria, it is often blended with frappato to produce what is now recognized as one of the island’s best red wines, Cerasuolo di Vittoria.

Did frappato and other newly anointed Sicilian red grapes like nerello mascalese simply pop into being through puffs of magic? Of course not.

They, along with nero d’Avola and many others, have long been grown on the island. For generations, they were made into bulk wines and shipped to northern Italy or France, where they were used to add color and power to local wines deemed too anemic on their own. They were also consumed locally in the communities where the grapes were grown.

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Terra Costantino

Nunc est bibendum

(630 parole)

logoViagrande si trova sul versante sud-est dell’Etna, non lontano da Zafferana Etnea, che gli appassionati di cronache vulcaniche ricordano spesso messa a repentaglio dalle eruzioni. Tutta quest’area emerge in effetti attraverso la caleidoscopica stratigrafia di colate laviche succedutesi le une alle altre nel corso dei secoli. Il territorio è vocato, ma è meno frequente la parcellizzazione che conosciamo a nord del vulcano: i nomi del vino possono ancora essere ricondotti a racconti non troppo intricati di uomini “maritati alle viti” e al loro ciclo vitale, al clima e all’eccezionalità di ogni vendemmia.

Delle molte storie che se ne possono raccontare, quella di Terra Costantino affonda alle origini della rinascita del territorio. L’azienda nasce nel 1975 in contrada Blandano, dove un imprenditore edile, il geometra Dino Costantino, acquista cinque ettari di terreno. Oggi l’azienda è raddoppiata in estensione e passata nelle mani del figlio Fabio, ingegnere, ma…

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Viaggio a Pantelleria, l’isola degli eroi del vino (Tp24)

L’uomo, e la natura, a Pantelleria, trova sempre la soluzione per sopravvivere. Per sopravvivere ai venti forti che soffiano costantemente travolgendo quest’isola nel cuore del Mediterraneo. Al caldo e alla siccità che rendono preziosa ogni goccia d’acqua che il cielo dona a questa terra. Da millenni Pantelleria è un’isola eroica. Come la sua agricoltura e il sistema ad alberello premiato con il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Una pratica agricola per i vitigni, e quella varietà, lo Zibibbo, che resiste ed è forza di un’isola che ha nella terra, più che nel mare, la propria fonte di vita.

Basta percorrere in tutti i suoi 52 chilometri la strada perimetrale per accorgersi che, a differenza di altre, Pantelleria non è un’isola di pescatori, non è isola che guarda al mare ma alla terra, è luogo di agricoltori. Un popolo che nei secoli ha saputo trovare rimedio alle avversità ambientali. La morfologia montuosa, vulcanica, di Pantelleria ha portato alla coltivazione per terrazze. L’isola è esposta a forti venti, a cui si è trovato rimedio. Come con i giardini panteschi, dove far crescere arance e limoni, riparati da una costruzione in pietra circolare. I vitigni poi non si sviluppano in filari, ma in ampiezza.

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3 Frappatos to Drink Right Now (The New York Times)

A new article of the Eric Asimov’s Wine School on the New York Times about Sicilian wines: today he writes about Frappato.

The grape is frappato, and the wine comes from the Vittoria region of southeast Sicily. The wines of Mount Etna may be getting all the attention, but the wines of Vittoria deserve to be recognized.

The leading wine of the region is Cerasuolo di Vittoria, a blend of frappato and nero d’Avola. We will be tasting straight-up frappatos, which are a little lighter than Cerasuolos and can be enjoyed a little sooner.

Reds like frappato have gained popularity in recent years as consumers have come to appreciate wines that rely on freshness rather than power. Twenty-five years ago it was an entirely different story, as producers in Sicily were betting on international varieties like merlot and cabernet, but tastes have evolved. Nowadays, consumers are far more interested in indigenous grapes like frappato than those grown everywhere else in the world.

The three wines I recommend are:

COS Frappato Terre Siciliane 2015

Occhipinti Il Frappato Terre Siciliane 2015

Valle dell’Acate Il Frappato Vittoria 2016

As is so often the case, you may not be able to find these wines, which are made in limited quantities. It’s a small region, so the selection is not vast, but here are some alternatives: Tami, Manenti, Planeta, Vino Lauria, Bellus, Biscaris and Lamoresca, which is technically not within the confines of Vittoria but is close enough.I realize that looking for small-production wines can be frustrating, yet they are almost always worth seeking out. The alternative — recommending mass-produced bottles — results in either a limited number of subjects endlessly repeated or wines that generally do not show a genre’s potential.

Don’t worry about the vintage. Both 2015s and ’16s will be good choices.

You can read the article here: 3 Frappatos to Drink Right Now

Un tesoro di virtù nei vitigni reliquia dell’Etna (National Geographic)

Avete mai sentito parlare del Terribile, della Vispara Etna o della Madama Nera? Sono vitigni Etnei a rischio d’estinzione.

Sul sito del National Geographic è comparso ieri un articolo molto interessante su una ventina di piante rare e a rischio di estinzione che sono state studiate e salvate dall’oblio: uve antiche da cui ottenere vini particolari, ma anche geni per migliorare le varietà più diffuse.

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Un elemento tipico dei vigneti etnei: le “rasole”, realizzate con pietra lavica e usate per consentire il passaggio tra i vigneti. (Fotografia di Elisabetta Nicolosi e Filippo Ferlito)

Le chiamano “reliquie”: sono piante rare e a rischio di estinzione. Ma resistono e producono uve dolci, colorate e spesso molto resistenti alle malattie. Nella maggior parte dei casi i ricercatori dell’università di Catania e del Crea hanno trovato questi vitigni disseminati, qua e là, all’interno di vigneti di varietà più note alle pendici dell’Etna. Custoditi da agricoltori spesso consapevoli del loro valore.

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Spumanti Sicilia e Trento Doc: le degustazioni di Sicilia in Bolle 2018

Si preannuncia un grande successo per la quarta edizione di Sicilia in Bolle: a dieci giorni dall’apertura dell’evento le Masterclass di approfondimento “Spumanti Sicilia” e “Spumanti TRENTODOC, Bollicine di Montagna”, in programma domenica 1 luglio, sono già sold out. Il pubblico ha accolto con grande entusiasmo le due degustazioni tematiche, prenotando in pochi giorni dal lancio del sito tutti i posti disponibili.

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Ed è ufficialmente uscita la lista dei vini in degustazione e i nomi degli ospiti che interverranno a ciascun appuntamento. Sarà presente anche il neoeletto presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, Antonello Maietta: le recenti elezioni in casa AIS hanno infatti sancito la sua vittoria, con ben 4512 voti a livello nazionale, e la sua riconferma alla presidenza di AIS Italia per il quadriennio 2018-2022.

Di seguito il programma dettagliato delle due Masterclass di degustazione: Continue reading “Spumanti Sicilia e Trento Doc: le degustazioni di Sicilia in Bolle 2018”

Sicily: Dramatic landscapes, delicious wines (The Spectator)

Not only is Etna gaining global attention for the diversity of its wines from the indigenous varietals of Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, and Carricante, but it’s also receiving recognition because of the remarkable producers at work there. These are the stories behind the family-owned wineries that encircle this lava-strewn terrain crafted by earthquakes, eruptions and extraordinary people. The following wineries are places with heart and soul—that are worth visiting not only for their refined, finessed wines, but also for their timeless Sicilian charm.

Barone di Villagrande

Dating back to 1727, Barone di Villagrande is one of the oldest wineries in the region of Etna. Family run for 10 generations, Barone di Villagrande is open to the public (with reservations) for tours and tastings and has four guestrooms—not to mention an impressive infinity pool carved from lava stone. Set on the eastern slopes of Etna in the area of Milo, this region gets 10 times more rain than the rest of Sicily. But though autumns and winters are very wet, summers are very dry, and it is this interesting microclimate that allows for the creation of special wines, high in acidity and crisp minerality. ‘For me, the typical taste of Etna is the freshness,’ says Marco Nicolosi, who now runs this certified organic vineyard and wine resort with his family. Nowhere is this freshness more apparent than in Barone di Villagrande’s Etna Bianco DOC Superiore, which pairs especially well with Sicilian dishes made with the wild fennel that can be found growing everywhere. www.villagrande.it

Pietradolce

Though this winery and tasting room is still under construction for a few more months, Pietradolce—on the cooler and dryer northern slopes of Mount Etna, in Solicchiata—has some of the most interesting wines in the area and is certainly worth a visit once opened. Don’t let the ultra-modern new winery and tasting room fool you; these wines are made from old roots (this will become apparent on a short walk to the Eden-like, verdant and wild Barbagalli vineyard that looks completely forgotten by time). Don’t miss a taste of the creamy Sant’ Andrea Bianco made with white Carricante grapes (this is their passion-project with an annual production of only 1,800 bottles), or the dusty tannins and bright acidity of the Archineri Etna Rosso, made from red Nerello Mascalese. The gorgeous graphic on the wine’s labels—a majestic, fiery female figure—is a nod to the volcano, or ‘Mama Etna’. www.pietradolce.it

Tenuta di Fessina

Part-historic winery and part-boutique hotel, Tenuta di Fessina is completely magical. The property’s 17th-century buildings on the north-eastern slopes of Etna have been styled into stunning suites (seven in total), tasting rooms, barrel cellars, and a refurbished palmento (a traditional pressing room). In a curving amphitheatre layout, terraced vineyards surround the stylish property, the vines getting progressively older as you move farther away. Fessina’s vineyards are also lush with olive, fig, peach, almond, and cherry trees—a throwback to older, more rustic times when survival was the main concern of farmers. Sip the silky, fragrant, and finessed Laeneo, made from 100% local red Nerello Cappuccio grapes, which is very rare and original—even for this terroir—and reminds us that the power of Sicilian wine lies in its authentic diversity. www.tenutadifessina.com

If you like to read the whole article, you can find it here: Sicily: Dramatic landscapes, delicious wines