Annamaria e Clara Sala: “Puntiamo tutto sugli autoctoni siciliani” (Cronache di Gusto)


(Annamaria e Clara Sala)

Un 2017 che li ha confermati (ancora di più) come eccellenza di produzione del Grillo, un nuovo ed interessate progetto per l’anno appena iniziato e una voglia di mostrare di cosa sono capaci le uve autoctone siciliane.

Gorghi Tondi, l’azienda che ha sede a Marsala con i vigneti nella zona di Mazara del Vallo in provincia di Trapani, traccia il bilancio dell’anno appena trascorso, analizza il 2018 e racconta a 360 gradi il mondo enologico siciliano. “Il 2017 è stato un anno positivo ed importante per Gorghi Tondi – dice Annamaria Sala – Ci stiamo imponendo sempre di più come l’azienda del Grillo. Per noi questa varietà è sinonimo di naturalità, freschezza, brio, intensità aromatica e sapidità marina. Tutto il patrimonio eno-sensoriale di questa importante varietà siciliana lo sveliamo attraverso una sapienza produttiva e una costante ricerca che ci ha permesso di dare vita ad una poliedricità di etichette. Sul versante aziendale, iniziamo a raccogliere i frutti dei nostri investimenti in ambito produttivo e di management, che continueranno anche per il 2018, con l’obiettivo di accrescere la percezione del nostro brand e di conseguenza anche il fatturato“. Continue reading “Annamaria e Clara Sala: “Puntiamo tutto sugli autoctoni siciliani” (Cronache di Gusto)”

Benvenuto in Valigia “Elios best of Sicily”.

la valigia di bacco

Con grande piacere diamo il benvenuto in Valigia a Elios best of Sicily e a Roberto e Nicola, fratelli, giovani, appassionati creatori di questa dinamica azienda di Alcamo.

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e questa è la loro Storia…direttamente raccontata da Roberto e Nicola.

“Come tutto ebbe inizio: la passione di nostro Padre

Dopo aver insegnato “Lingua Inglese” per 30 annni nelle scuole superiori, nostro padre ha deciso di dedicarsi interamente alla gestione dell’azienda agricola, seguendo la tradizione della sua famiglia che per decenni ha vissuto a stretto contatto con la natura.

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Da subito ha deciso di praticare nuovi metodi di coltivazione biologica, utilizzando solo sostanze naturali per produrre cibi sani e di qualità.

La sua intraprendenza lo ha presto spinto a visitare numerose Fiere europee per valutare le opportunità di esportare all’estero i propri prodotti.

Le sue capacità ed il suo impegno, miste a delle grandissime qualità dialettiche, lo hanno portato a stringere numerosi…

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Perricone 2015 – Azienda Lisciandrello

Uva e Pomodoro

Perricone 2015
(Lisciandrello, Sicilia)

Fare il vino ci piace. Ci piace berlo e condividerlo.
Amiamo l’idea di tavole piene di bicchieri e di sorrisi.
Chiacchiere leggere davanti a un calice.

Perricone_scontornatoL’azienda Lisciandrello è nata meno di quindici anni fa e produce il suo vino nella cantina Cerasa situata a 500 metri di altezza nel territorio della Doc Monreale, a San Giuseppe Jato, tra le vigne di Catarratto e Perricone.

Il Perricone 2015 è ottenuto con sole uve Perricone.
Presenta un color porpora con sfumature di rubino; al naso frutta rossa e note speziate di vaniglia, cannella, noce moscata; al palato intenso e piacevole.
Dopo 8/10 giorni di fermentazione e macerazione in tini tronco-conici termocondizionati, affina in botti di rovere da 30 ettolitri per 12 mesi.
Ottimo con piatti a base di cacciagione.

Valutabile 86/100.
Tenore alcolico 12,5%.
Costo 15,00 euro.

http://aziendalisciandrello.com

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CHAPTER 7: SICILIA, un pizzico di casa

L’incontro fra la Lady Winekiller, Sissi Baratella, e Luigia 2016, il Rosato di Nero d’Avola di Barone Sergio

Cantina Social

Quello di cui voglio parlarvi oggi è il mio recente incontro con un realtà siciliana.
Non è certo la prima (e spero tanto non l’ultima), anzi devo dire che ultimamente questa Sicilia enologica si fa sentire sempre più, e ne sono solo che felice… sto imparando tanto sui vini e sui vigneti che la caratterizzano; in particolare oggi vi racconto di un’azienda con i vigneti nelle zone di Noto e Pachino, due nomi decisamente evocativi. Siamo a sud est a due passi dal mare e, possiamo dirlo, “vista Africa”, niente male…
L’azienda si chiama Barone Sergio e ce l’ha raccontata a pranzo il titolare Giovanni Sergio, che di professione è avvocato ma vignaiolo come seconda vocazione nel rispetto e nella valorizzazione della sua terra. Ora che avete tirato tutti un sospiro di sollievo e abbiamo risolto l’arcano, perché lo so che vi stavate domandando tutti se Sergio…

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Avec le vigneron qui transforme la lave en vin (Munchies)

En Sicile, sur les flancs de l’Etna, Frank Cornelissen utilise l’énergie du terroir et de la roche pour produire un vin volcanique sans pareil.

Dans une vallée au nord de l’Etna se dresse un tout petit village. Autour, des murets de pierres sèches à perte de vue, de la pierre volcanique et une végétation spontanée enveloppent le paysage. Un équilibre parfait entre la nature et la présence de l’homme qui, ici, tire son gagne-pain d’une terre difficile mais généreuse.

Foto di Alice Sagona

Si l’on veut avoir la chance de rencontrer Frank Cornelissen et de jeter un œil à sa production de pinard, il faut littéralement crapahuter sur les flancs d’un volcan encore actif, le Munjibello, comme ses voisins l’appellent, ou simplement « a muntagna » ou encore l’Etna.

Pour info, Frank est le gourou des vins de l’Etna. Et, vu qu’il n’est ni Italien, ni Sicilien, on peut dire qu’il vient de loin. Avant qu’il installe sa cave dans le coin, le vin local se vendait « en vrac » et sans étiquette. Personne n’avait vraiment conscience de la valeur de la terre. D’une certaine façon, tout a changé après l’arrivée de Frank. Aujourd’hui, les vins de l’Etna sont connus et reconnus. Ils se vendent même si bien qu’on observe une redistribution des richesses sur le territoire entier. Un phénomène assez étrange quand on réalise que l’homme à l’origine de tout ça est Belge.

Foto di Alice Sagona

J’ai rendez-vous avec Frank devant l’unique église du petit village, juste en face de sa cave. Il débarque en bleu de travail, vêtu d’un gros gilet d’alpiniste et décide d’aller d’abord faire un tour dans ses vignes – la cave, c’est pour plus tard. Première constatation ; il n’y a pas beaucoup d’hectares. Les pieds, taillés en gobelet, ou vite ad albarello comme on dit ici, ne forment pas de véritables rangées. Il y a de l’herbe et de la végétation spontanée sur le terrain, quelques arbres fruitiers ici et là. Les fameux murets de pierres sèches divisent le flanc du volcan en petites terrasses. Il suffit d’un seul regard pour sentir immédiatement la nature de la montagne.

Foto di Alice Sagona

Quand j’ai commencé, j’étais en quête d’un concept précis : je voulais retrouver la lave de l’Etna à l’intérieur de la bouteille – ce que j’appelle la roche liquide.

« Je viens du monde du vin, révèle mon interlocuteur de but en blanc. J’ai beaucoup voyagé pour assouvir cette passion mais, à un certain moment de ma vie, à 40 ans exactement, j’ai senti le besoin de changer de direction et je me suis installé en Sicile, dans la vallée au nord de l’Etna pour être plus précis. Je suis arrivé ici un peu par élimination. Ce choix est le fruit d’un calcul rationnel. J’ai mentalement dessiné la carte des grandes zones viticoles dans le monde, celles qui produisent des vins d’une grande élégance, et la Sicile était sur la liste. »

Pour lire tout l’article: Avec le vigneron qui transforme la lave en vin

 

 

“Vi dico perché puntare tutto sui vini siciliani” – Francesca Curto su Cronache di Gusto

Su Cronache di Gusto compare oggi questa interessante intervista a tutto tondo a Francesca Curto, dove racconta il suo Nero d’Avola e la Sicilia che gli è cresciuta attorno.

Al timone, con la determinazione e la passione di sempre, Francesca Curto che porta in giro per il mondo i suoi vini, sempre più apprezzati anche Oltreoceano. Il Nero d’Avola, però, rimane il “cavallo di battaglia”, l’uva dalla quale non si può prescindere. “Perché è sempre una certezza ed una conferma del panorama enologico siciliano – dice Francesca – Anche se ti fa capire che c’è tanto da provare perché ogni Nero d’Avola siciliano è diverso dall’altro, sia per i terreni così diversi uno dall’altro in cui viene coltivato, sia per come viene trasformato in vino. Sono tutti da assaggiare e raccontano la nostra meravigliosa terra“. Continue reading ““Vi dico perché puntare tutto sui vini siciliani” – Francesca Curto su Cronache di Gusto”

Diari siciliani – parte 2: Quanto ci piace il vino siciliano

Parole Curiose

Ovunque uno vada, trova riflessi nei vini il territorio di produzione; non sta a me sottolineare una cosa così ovvia, che terreni di un tipo o di un altro, esposizioni a correnti marine piuttosto che nell’entroterra, maggiori o minori escursioni termiche, influenzano il carattere di qualsiasi vino. La Sicilia non fa eccezione, peraltro qui si gioca la carta del vulcano, “Mamma Etna” come spesso la chiamano da queste

sdr Muretti a secco delimitano giardini di agrumi: un panorama così diverso per noi, unico

parti: e davvero è una mamma, che nutre i terreni circostanti con le sue ceneri ricche di minerali, e a volte dà anche qualche sculaccione quando si innervosisce… una carta non da poco, dicevo, perché con un vulcano che sputa ceneri regolarmente, che regala pendenze e affossamenti naturali, ci si trova in una condizione più unica che rara. Una terra nera, scura e fertile, che spesso guarda al mare ma…

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Nerello Mascalese v.v. 2006 – Calabretta

vinocondiviso.it

Austerità ed energia nel vino dell’Etna di cui ti parlo oggi. Un vino dell’azienda vinicola Calabretta ottenuto da viti centenarie di nerello mascalese e da affinamento molto prolungato (60 mesi) in botti di rovere di Slavonia.

Nerello Mascalese v.v. 2006 - Calabretta Nerello Mascalese v.v. 2006 – Calabretta

Nerello Mascalese vigne vecchie 2006 – Calabretta

Colore molto integro, rosso rubino di media concentrazione.

Al naso per primo si affaccia il frutto rosso maturo (lamponi e fragole), poi la liquirizia ed il sottobosco, una nota più dolce di caramella alla violetta, il tamarindo.

La bocca è calda e ampia in ingresso, ma per nulla seduta, anzi la dinamica è scattante, il vino ancora giovane con un’acidità pronunciata a dare verticalità al sorso.

La chiusura è sapida su ritorni fruttati e floreali coerenti con quanto percepito all’olfatto.  Notevole la persistenza.

88

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Top6 delle cantine della Sicilia Occidentale secondo Valerio Capriotti (Gambero Rosso)

Toccate, chiedendomi della Sicilia, terra a me molto cara per più motivi, un dente dolente in quanto terra dalle immense potenzialità, da ipotetici numeri che farebbero invidia al mondo intero, eppure… queste lande vengono all’80% inghiottite da cooperative e industrie che purtroppo tagliano nettamente le produzioni ‘eticamente’ corrette”. Così esordisce Valerio Capriotti, intervistato dal Antonella De Santis per il Gambero Rossoquando gli viene chiesta la sua personale top 6 delle aziende vitivinicole della Sicilia Occidentale. Capriotti è uno dei più celebri e stimati uomini di sala in Italia e in attesa di prendere le redini in qualità di direttore dello Spazio di Niko Romito a Roma (di prossima apertura) ha lavorato la scorsa estate per lunghi mesi a Marina di Ragusa, in quel ristorante VotaVota che poi la Guida del Gambero ha deciso di premiare nell’attuale edizione e prima ancora è stato alla guida della cantina di Ciccio Sultano al Duomo di Ragusa. Da lì, pur immerso nella Sicilia Orientale, non esitava a proporre tanti vini della parte di qua dell’isola.

Ecco le cantine da lui scelte: Continue reading “Top6 delle cantine della Sicilia Occidentale secondo Valerio Capriotti (Gambero Rosso)”

Tenute Botticella “svolta” biologica (Cronache di Gusto)

Una storia ormai che dura dal 1980 quella dell’azienda di Marsala, in provincia di Trapani, Tenute Botticella.

Fu, ai tempi, don Diego Maggio che, andando controcorrente ed accaparrandosi anche i dubbi e gli insulti di molti collghi, decise di acquistare dei terreni nelle zone più ate del territorio marsalese, precisamente a Digerbato, una zona ricca di storia della cultura contadina. I risultati, alla fine gli daranno ragione. Perché nei vini delle Tenute Botticella, quest’altitudine si percepisce fin dal primo sorso. Determinante la scelta, presa da don Diego insieme al genero Giovanni, di diversificare i vigneti e concentrarsi sulle coltivazioni di Syrah, Inzolia, Catarratto, Nero d’Avola, Chardonnay, oltra al Grillo che qui è di casa e che continua a regalare grandissimi vini.

Giusy Anna e Sabrina Giacalone

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