New Etna Rosso finds

In Taste Buds We Trust

It’s about two years ago now (time flies!) that I took a closer look at Etna Rosso and recommended a few wines I liked. As I like to explore new things, I haven’t had Etna Rosso for a while, but recently I felt like going back to these intriguing wines. What I already mentioned in my previous post about Etna Rosso is confirmed in the wines I had this time as well : there is not one profile for Etna Rosso. Terroir and vintage are usually elements that are given to explain the differences, but my impression is that the style of the winery is just as important.

Here are three Etna Rossos I can wholeheartedly recommend :

ER 2014, Etna Rosso, Theresa Eccher

2014 is considered a difficult year for Italy, but things turned out relatively well for Sicily. Decanter’s Michael Garner describes the Etna Rossos of this vintage…

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Grillo: vitigno ibrido che conserva due anime

LA FILLOSSERA

Il Grillo è un vitigno a bacca bianca diffuso nella Sicilia occidentale e, in particolare, nella provincia di Trapani. La Sicilia è riconosciuta come una della culle della viticoltura. Recenti scoperte archeologiche fanno risalire le prime attività di vinificazione addirittura all’Età del Bronzo.

Il patrimonio ampelografico della regione conta oltre 100 vitigni autoctoni, molti di questi, di origine greca, vengono considerati progenitori di altri vitigni diffusi in Italia e in Europa. 

Il Grillo ha, invece, una storia diversa. Questa varietà, infatti, è frutto di un incrocio tra Catarratto e Zibibbo, realizzato dal barone Antonino Mendola sul finire dell’Ottocento. Agronomo e ampelografo il Barone si dedicò allo studio delle viti su oltre 4 mila varietà. 

L’atto di nascita del Grillo, datato 1874, è scritto di pugno proprio dallo stesso Mendola: “seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri…

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Etna Fusion 2019: Seconda Edizione

Torna, più interessante che mai, la seconda edizione di ETNA fusion, un connubio tra i vitigni autoctoni etnei e diverse espressioni di terroir regionali italiani e stranieri.
Dopo il successo della prima edizione, Tiziana Gallo con il patrocinio del Comune di Linguaglossa, ripropone due giornate da godere completamente immersi in un territorio unico e insostituibile come l’Etna con tantissime novità a portata di calice.

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L’edizione 2019 di ETNA fusion ospiterà circa 50 produttori tra vignaioli etnei e altre realtà provenienti da regioni italiane come Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria, e da varie zone della Sicilia, con l’incursione da parte di produttori provenienti dalla Francia, dalla Germania e persino dalla Spagna.

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Gulfi: un viaggio nella Sicilia sud-orientale

Detective Mills Wine Tasting

Un po’ di storia

Gulfi nasce dal lieto fine di una storia partita con l’emigrazione all’estero di una famiglia siciliana. Il fondatore è Vito Catania, originario di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. La sua storia è una di quelle che possiamo considerare il sogno di ogni emigrato: la sua famiglia si sposta in Francia in cerca di lavoro e quando Vito Catania rientra in Italia per obblighi di leva, riesce dal niente a creare un’azienda nei pressi di Milano che diventerà in poco tempo leader del proprio settore per il mercato italiano. Il suo ritorno alle origini si completa poi con la fondazione dell’azienda agricola Gulfi avvenuta a fine anni ‘90 grazie anche all’importante collaborazione di Salvo Foti. Oggi Gulfi conta 70 ettari suddivisi tra Etna, Pachino e Val di Noto, Vittoria e Monti Iblei. Azienda che coltiva biologico, vendemmia tutto a mano, non irriga e fa dell’alberello il…

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Etna: come il vino ha cambiato il territorio (Gambero Rosso)

Qual è il segreto dell’Etna? In sei anni è boom di produzione e di nuove cantine, mentre i terreni sfiorano i 150mila euro all’ettaro. Ecco come il vino ha cambiato tutto il territorio.

Lungo la Strada dell’Etna

Ufficialmente la Statale 120 è conosciuta come “Strada dell’Etna” (e delle Madonie), ma quando nel tratto Nicosia Fiumefreddo attraversa le contrade di Montelaguardia, Passopisciaro, Solicchiata, Rovittello verso Linguaglossa, si è conquistata il soprannome di Via Montenapoleone, la famosa strada milanese del lusso. Infatti, nell’area di pochi chilometri quadrati sono concentrate un elevato tasso di firme stellari, da Franchetti a Planeta, da Girolamo Russo a Tasca, da Pietradolce a Donnafugata, da Terre Nere a Graci – solo per citarne alcune – che stanno dando, insieme alle tante griffe situate negli altri versanti della denominazione, un contributo essenziale alla reputazione dei vini etnei. Continua a leggere “Etna: come il vino ha cambiato il territorio (Gambero Rosso)”

Pietradolce, l’essenza e il misticismo dell’Etna

Violetta Candita

“Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”

Il valore di un vino, a PIETRADOLCE s’inserisce in un concept iridescente e sfaccettato, rarefatto nei dogmi dalla travolgente leggibilità, grazie all’opera divulgativa che prende respiro nel carisma dei vigneti centenari e decennali coltivati ad alberello: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante come ambasciatori dell’identità del versante nord della viticoltura del vulcano.

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Leggibilità enologica che si trasmette attraverso l’identità marcata dei singoli terroir

Vinificando separatamente le uve delle distinte particelle si tratteggiano le nuances caratteristiche, esaltando con incisività la preponderante magmaticità dei suoli vulcanici e l’eleganza strutturale delle latitudini pedemontane. La vivacità geologica ed il peculiare microclima di contrada Rampante, a Solicchiata, e di contrada Zottorinoto, hanno nell’escursione termica e nell’irraggiamento solare due fattori caratterizzanti. Fattori che uniti al desiderio della Famiglia Faro di racchiudere nella produzione della Cantina PIETRADOLCE l’anima dei vitigni autoctoni, trovano…

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Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto

Interessante articolo pubblicato qui da Federico Latteri su Cronache di Gusto, con il resoconto degli assaggi dei vini in bottiglia, del 2017 e delle annate precedenti. Così li racconta:

Un tasting importante che ha permesso di evidenziare le differenze tra le varie annate e le diverse contrade, fornendo molte informazioni su caratteristiche, qualità e potenziale evolutivo. Di seguito riportiamo l’elenco dei vini che ci sono piaciuti di più con alcune note sull’andamento climatico e le nostre impressioni. E’ stato difficile scegliere le etichette poiché si è riscontrata una qualità media molto alta. Erano davvero tantissimi i vini buoni.

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2017
L’andamento climatico è stato dominato in primavera e in estate dal caldo che ha determinato siccità e una contrazione delle produzione. Il versante est, più freddo e piovoso, ha risentito meno di questa situazione, così come alcune contrade alte. La degustazione ha comunque dimostrato che le piante hanno resistito a queste condizioni estreme meglio del previsto. Molti i vini ottimi. Continua a leggere “Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto”

A Beginner’s Guide to the Wines of Sicily (Wine Enthusiast)

Sicily, the largest island in the Mediterranean Sea, served as a crossroads for ancient civilizations. Today, it boasts one of Europe’s most dynamic wine industries. Though a part of Italy, Sicily’s breadth of landscapes approximates a small country itself. Get to know the history, grapes and regions of this sunny isle.

Sicily’s Wine History

The Greeks, Phoenicians, Arabs and Italians have all held sway over Sicily. Though the Greeks brought their advanced viticulture techniques, Sicilians have been making wine since 4000 BC. Its dry, warm climate features regular sunshine and moderate rainfall that suits wine production. Arid conditions reduce the chance of rot and mildew, especially in areas kissed with coastal breezes. This makes Sicily a prime candidate for organic farming. Olives, citrus and grains drive the agricultural sector beyond wine.

In the past, however, farmers opted for higher yields, which turned Sicily into a bulk wine center. They distributed to mainland Europe to boost thin wines, as well as to China and India, who imported concentrated Sicilian must to sweeten foods.

Heritage regions like Marsala did put Sicilian wine on the map. Wine traditions in each of the island’s regions, from Vittoria to Mount Etna, have remained strong. In the 1980s, a resurgence in interest brought improvements in viticulture and winemaking. Today, Sicily turns out some of the most exciting labels in Italy.

Large path through a vineyard full of ripe purple grapes
Photo by Meg Baggott

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Salvo Foti: Per fare il vino? Ripartiamo dalla vigna (Ragusa News)

Come mai negli ultimi anni assistiamo sempre più spesso a vini che sembrano “altro” da quello che effettivamente sono: i bianchi ottenuti da uve nere, il rosato fatto dal Nero d’Avola. Non si sta cercando di forzare un po’ la natura?
Dipende da come si ottiene, il nostro rosato assume questo colore grazie alla malvina, il colorante naturale del Nero d’Avola che, grazie alla precoce maturazione che avviene a San Lorenzo (Siracusa), viene raccolto con circa due settimane di anticipo. Osserviamo la natura e ci adeguiamo ma non siamo certo i primi a farlo: ci sono stati vini così particolari come lo champagne che sono nati proprio perché l’uva non maturava bene. Si parla sempre più spesso di “vini naturali”, una definizione che fa un po’ sorridere perché la vinificazione non esiste in natura, è sempre un procedimento molto umano! La vite è una liana che, lasciata libera, si arrampicherebbe ovunque, l’agricoltura è sempre una forzatura, una sorta di rapina che l’uomo compie. D’altro canto è anche vero che le dinamiche oggi sono sempre più commerciali, si cerca sempre un’ultima novità con cui stupire il mercato, e purtroppo il settore risente del “business a tutti i costi”, anche a costo di sacrificare quello che è veramente importante, il rispetto del territorio e della gente che lo lavora.

20180424_122120 Continua a leggere “Salvo Foti: Per fare il vino? Ripartiamo dalla vigna (Ragusa News)”

Vini dell’Etna | La forza del vulcano

I vini dell’Etna sono “vini di carattere” e attingono la loro forza da tradizioni molto antiche (oltre che dal vulcano stesso, chiaramente). Sin dal 729 a.C. esistono, infatti, testimonianze di comunità agricole che già li producevano. Inoltre, ne hanno abbondantemente scritto anche Omero e Catone in alcune delle loro opere più importanti.

Fatto sta che la DOC Etna è una delle più antiche d’Italia: risale al 1968 e lo scorso anno ha compiuto ben 50 anni! Se volete saperne di più, continuate a leggere!

Vini dell’Etna: perché tutti li vogliono?

Agli inizi degli anni ‘90, i produttori erano solo 15. Oggi si contano oltre venti comuni interessati dalla produzione e inseriti all’interno della DOC Etna con più di 950 ettari di vitigni e circa 3.000.000 di bottiglie prodotte ogni anno.
La Guida Vini d’Italia 2019 – edita dal Gambero Rosso – ha riconosciuto i “tre bicchieri” a ben 25 etichette che…

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