Gulfi: un viaggio nella Sicilia sud-orientale

Detective Mills Wine Tasting

Un po’ di storia

Gulfi nasce dal lieto fine di una storia partita con l’emigrazione all’estero di una famiglia siciliana. Il fondatore è Vito Catania, originario di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. La sua storia è una di quelle che possiamo considerare il sogno di ogni emigrato: la sua famiglia si sposta in Francia in cerca di lavoro e quando Vito Catania rientra in Italia per obblighi di leva, riesce dal niente a creare un’azienda nei pressi di Milano che diventerà in poco tempo leader del proprio settore per il mercato italiano. Il suo ritorno alle origini si completa poi con la fondazione dell’azienda agricola Gulfi avvenuta a fine anni ‘90 grazie anche all’importante collaborazione di Salvo Foti. Oggi Gulfi conta 70 ettari suddivisi tra Etna, Pachino e Val di Noto, Vittoria e Monti Iblei. Azienda che coltiva biologico, vendemmia tutto a mano, non irriga e fa dell’alberello il…

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Etna: come il vino ha cambiato il territorio (Gambero Rosso)

Qual è il segreto dell’Etna? In sei anni è boom di produzione e di nuove cantine, mentre i terreni sfiorano i 150mila euro all’ettaro. Ecco come il vino ha cambiato tutto il territorio.

Lungo la Strada dell’Etna

Ufficialmente la Statale 120 è conosciuta come “Strada dell’Etna” (e delle Madonie), ma quando nel tratto Nicosia Fiumefreddo attraversa le contrade di Montelaguardia, Passopisciaro, Solicchiata, Rovittello verso Linguaglossa, si è conquistata il soprannome di Via Montenapoleone, la famosa strada milanese del lusso. Infatti, nell’area di pochi chilometri quadrati sono concentrate un elevato tasso di firme stellari, da Franchetti a Planeta, da Girolamo Russo a Tasca, da Pietradolce a Donnafugata, da Terre Nere a Graci – solo per citarne alcune – che stanno dando, insieme alle tante griffe situate negli altri versanti della denominazione, un contributo essenziale alla reputazione dei vini etnei. Continue reading “Etna: come il vino ha cambiato il territorio (Gambero Rosso)”

Pietradolce, l’essenza e il misticismo dell’Etna

Violetta Candita

“Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”

Il valore di un vino, a PIETRADOLCE s’inserisce in un concept iridescente e sfaccettato, rarefatto nei dogmi dalla travolgente leggibilità, grazie all’opera divulgativa che prende respiro nel carisma dei vigneti centenari e decennali coltivati ad alberello: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante come ambasciatori dell’identità del versante nord della viticoltura del vulcano.

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Leggibilità enologica che si trasmette attraverso l’identità marcata dei singoli terroir

Vinificando separatamente le uve delle distinte particelle si tratteggiano le nuances caratteristiche, esaltando con incisività la preponderante magmaticità dei suoli vulcanici e l’eleganza strutturale delle latitudini pedemontane. La vivacità geologica ed il peculiare microclima di contrada Rampante, a Solicchiata, e di contrada Zottorinoto, hanno nell’escursione termica e nell’irraggiamento solare due fattori caratterizzanti. Fattori che uniti al desiderio della Famiglia Faro di racchiudere nella produzione della Cantina PIETRADOLCE l’anima dei vitigni autoctoni, trovano…

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Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto

Interessante articolo pubblicato qui da Federico Latteri su Cronache di Gusto, con il resoconto degli assaggi dei vini in bottiglia, del 2017 e delle annate precedenti. Così li racconta:

Un tasting importante che ha permesso di evidenziare le differenze tra le varie annate e le diverse contrade, fornendo molte informazioni su caratteristiche, qualità e potenziale evolutivo. Di seguito riportiamo l’elenco dei vini che ci sono piaciuti di più con alcune note sull’andamento climatico e le nostre impressioni. E’ stato difficile scegliere le etichette poiché si è riscontrata una qualità media molto alta. Erano davvero tantissimi i vini buoni.

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2017
L’andamento climatico è stato dominato in primavera e in estate dal caldo che ha determinato siccità e una contrazione delle produzione. Il versante est, più freddo e piovoso, ha risentito meno di questa situazione, così come alcune contrade alte. La degustazione ha comunque dimostrato che le piante hanno resistito a queste condizioni estreme meglio del previsto. Molti i vini ottimi. Continue reading “Contrade dell’Etna, il “viaggio nel tempo” di Cronache di Gusto”

A Beginner’s Guide to the Wines of Sicily (Wine Enthusiast)

Sicily, the largest island in the Mediterranean Sea, served as a crossroads for ancient civilizations. Today, it boasts one of Europe’s most dynamic wine industries. Though a part of Italy, Sicily’s breadth of landscapes approximates a small country itself. Get to know the history, grapes and regions of this sunny isle.

Sicily’s Wine History

The Greeks, Phoenicians, Arabs and Italians have all held sway over Sicily. Though the Greeks brought their advanced viticulture techniques, Sicilians have been making wine since 4000 BC. Its dry, warm climate features regular sunshine and moderate rainfall that suits wine production. Arid conditions reduce the chance of rot and mildew, especially in areas kissed with coastal breezes. This makes Sicily a prime candidate for organic farming. Olives, citrus and grains drive the agricultural sector beyond wine.

In the past, however, farmers opted for higher yields, which turned Sicily into a bulk wine center. They distributed to mainland Europe to boost thin wines, as well as to China and India, who imported concentrated Sicilian must to sweeten foods.

Heritage regions like Marsala did put Sicilian wine on the map. Wine traditions in each of the island’s regions, from Vittoria to Mount Etna, have remained strong. In the 1980s, a resurgence in interest brought improvements in viticulture and winemaking. Today, Sicily turns out some of the most exciting labels in Italy.

Large path through a vineyard full of ripe purple grapes
Photo by Meg Baggott

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Salvo Foti: Per fare il vino? Ripartiamo dalla vigna (Ragusa News)

Come mai negli ultimi anni assistiamo sempre più spesso a vini che sembrano “altro” da quello che effettivamente sono: i bianchi ottenuti da uve nere, il rosato fatto dal Nero d’Avola. Non si sta cercando di forzare un po’ la natura?
Dipende da come si ottiene, il nostro rosato assume questo colore grazie alla malvina, il colorante naturale del Nero d’Avola che, grazie alla precoce maturazione che avviene a San Lorenzo (Siracusa), viene raccolto con circa due settimane di anticipo. Osserviamo la natura e ci adeguiamo ma non siamo certo i primi a farlo: ci sono stati vini così particolari come lo champagne che sono nati proprio perché l’uva non maturava bene. Si parla sempre più spesso di “vini naturali”, una definizione che fa un po’ sorridere perché la vinificazione non esiste in natura, è sempre un procedimento molto umano! La vite è una liana che, lasciata libera, si arrampicherebbe ovunque, l’agricoltura è sempre una forzatura, una sorta di rapina che l’uomo compie. D’altro canto è anche vero che le dinamiche oggi sono sempre più commerciali, si cerca sempre un’ultima novità con cui stupire il mercato, e purtroppo il settore risente del “business a tutti i costi”, anche a costo di sacrificare quello che è veramente importante, il rispetto del territorio e della gente che lo lavora.

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I Vini di Sicilia presenti a Vinnatur e Viniveri 2019

Se siete diretti a Gambellara o Cerea in questi giorni, ecco le cantine Siciliane che potrete incontrare nelle due location.
La manifestazione annuale di VinNatur, che si tiene il 6, 7 e 8 aprile preso il Margraf Show-room a Gambellara (VI), offre un articolato percorso di degustazione per approfondire o iniziare a conoscere i vini naturali. Riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e di divulgare la cultura del “terroir”.

VINNATUR TASTING 2019
Abbazia San Giorgio
Agricola Marino
Barracco Francesca
Biscaris
Dos Tierras Badalucco
Eduardo Torres Acosta
Etnella
Gueli
Il Mortellito
Lamoresca di Rizzo Filippo
Marco De Bartoli & C SRL
Mastro di Baglio
Raffaella Rappa
Tenuta La Favola
Valdibella
Vini Scirto
Da venerdì 5 a domenica 7 aprile 2019 l’Areaexp “La Fabbrica” di Cerea, a pochi chilometri da Verona, sarà invasa invece da vignaioli legati da una comune visione di viticoltura naturale, a salvaguardia della natura e dell’identità territoriale.


VINIVERI
Aldo Viola
Di Salvo
Fattorie Romeo del Castello
Ferrandes
Grottafumata
Il Censo
Viteadovest

Vini dell’Etna | La forza del vulcano

I vini dell’Etna sono “vini di carattere” e attingono la loro forza da tradizioni molto antiche (oltre che dal vulcano stesso, chiaramente). Sin dal 729 a.C. esistono, infatti, testimonianze di comunità agricole che già li producevano. Inoltre, ne hanno abbondantemente scritto anche Omero e Catone in alcune delle loro opere più importanti.

Fatto sta che la DOC Etna è una delle più antiche d’Italia: risale al 1968 e lo scorso anno ha compiuto ben 50 anni! Se volete saperne di più, continuate a leggere!

Vini dell’Etna: perché tutti li vogliono?

Agli inizi degli anni ‘90, i produttori erano solo 15. Oggi si contano oltre venti comuni interessati dalla produzione e inseriti all’interno della DOC Etna con più di 950 ettari di vitigni e circa 3.000.000 di bottiglie prodotte ogni anno.
La Guida Vini d’Italia 2019 – edita dal Gambero Rosso – ha riconosciuto i “tre bicchieri” a ben 25 etichette che…

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Un nuovo (ma antico) rosso dalla Sicilia: le 12 migliori etichette di Perricone in commercio (Slowine)

Su Slowine è stato pubblicato oggi qui questo interessante articolo su uno dei vitigni Siciliani da noi più mati: il Perricone.

“Le fonti storiche scritte che riguardano il Perricone sono praticamente inesistenti, per quanto si tratti di un vitigno molto conosciuto in Sicilia, soprattutto nella parte occidentale dell’isola.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento era una delle varietà più diffuse ed esclusive del territorio che va da Palermo a Trapani, con una presenza significativa anche nel resto della Sicilia. Il suo declino iniziò, come per molte altre varietà italiane, con l’invasione fillosserica che in pratica ne distrusse la coltivazione; era conosciuto anche con i sinonimi di pignatello (nel Trapanese) e tuccarino.

La ripresa della sua coltivazione fu lenta e non portò mai più il vitigno a raggiungere i livelli di diffusione precedenti, anche perché nel frattempo altre varietà a bacca nera più redditizie e resistenti agli agenti crittogamici si erano imposte.

Dopo anni in cui la ricomparsa del perricone sul territorio siciliano veniva auspicata da più parti, anche in considerazione delle caratteristiche morfologiche che ben lo adattano ai terreni dell’isola, ma senza troppe convinzioni nella pratica, si registra di recente un’inversione di tendenza e una felice riscoperta della varietà, che è stata reimpiantata da molti e che attualmente fornisce parecchie ottime etichette.

Attualmente la presenza del vitigno in Sicilia è per lo più sparsa a macchia di leopardo. Risulta abbastanza coltivato soprattutto nella fascia occidentale dell’isola – anche perché è varietà raccomandata nelle sole province di Palermo, Trapani e Agrigento -in particolare nella zona di Trapani. Contribuisce, talora con percentuali basse, alla composizione di molte Denominazioni siciliane ed è contemplato come tipologia in purezza nella grande Doc Sicilia.

Il grappolo del perricone è di grandezza media, lungo e a volte lunghissimo (fino a 33 centimetri), cilindrico-conico o conico-piramidale, di media compattezza. L’acino è grande o medio-grande, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore bluastro nero. Quando giunge a maturazione, di solito verso la metà di settembre, l’uva ha buon grado zuccherino e acidità bassa.

Oggi è sempre più frequente trovare il Perricone vinificato in purezza, mente permane l’usanza di utilizzarlo in associazione con altre varietà a bacca bianca e nera. Il vino che generalmente si ottiene ha intensi profumi vinosi, fruttati e speziati, a cui fa seguito un gusto sapido, caldo e di buon equilibrio, sostenuto da un deciso timbro tannico che può disegnare un’ottima personalità ma anche, se non ben gestito, sensazioni finali eccessivamente asciutte e astringenti. Continue reading “Un nuovo (ma antico) rosso dalla Sicilia: le 12 migliori etichette di Perricone in commercio (Slowine)”

Vino della settimana: Salina Rosso 2017 di Cantine Colosi (Cronache di Gusto)

Cantine Colosi è un’azienda a conduzione familiare della provincia di Messina che ben interpreta attraverso i suoi vini le tipicità di un posto unico come l’Isola di Salina e quelle di altre aree vocate della Sicilia.

La storia della cantina ebbe inizio negli anni ’70, quando Pietro Colosi “senior” lavorava al fianco di Carlo Hauner, condividendo amicizia, esperienze e passione per i vini della piccola Isola. La sua attività fu continuata dal  figlio Piero che, ultimati gli studi di Enologia all’Istituto Agrario di Catania, diede un nuovo impulso alla produzione e alla diffusione dei vini Colosi. Oggi ad affiancare lui e la moglie Lidia ci sono i figli, Pietro “junior”, enologo laureato a San Michele all’Adige e Marianna che sta completando gli studi in Lingue Straniere e presto occuperà il posto di export manager e responsabile della comunicazione.

(Marianna e Pietro Colosi)

La proprietà è composta da 11 ettari di vigneti e una cantina a Salina più un altro sito produttivo a Giammoro, frazione di Pace del Mela, piccolo centro nelle vicinanze di Milazzo. A breve verrà completata la conversione al biologico. La superficie vitata è divisa tra due aree, località Capo Faro e località Porri. La prima è caratterizzata da un terreno giovane di origine vulcanica con sabbia nera sotto la quale si trovano sassi di roccia lavica. Ben drenante e caldo, è ideale per la coltivazione della Malvasia di Lipari. A Porri troviamo invece un suolo con sabbia bianca dove prevale la matrice calcarea. Qui ci sono diverse varietà a bacca bianca e a bacca rossa utilizzate per i vini secchi. Continue reading “Vino della settimana: Salina Rosso 2017 di Cantine Colosi (Cronache di Gusto)”