La Sicilia nuova, appunti per una lezione (Francesco Falcone, Winesurf)

Una lectio magistralis di Francesco Falcone, sulla nuova Sicilia del vino, introduzione di una degustazione pubblica organizzata dalla delegazione di Onav Parma,riportata qui sulle pagine di Winesurf. Ne riproduciamo il testo (di cui tutti i crediti vanno all’autore) anche di seguito:

Sono felice per la Sicilia e per tutti i vignaioli siciliani. Tutti, dal primo all’ultimo. Sono felice per questa nuova idea di Sicilia che va prendendo forma negli ultimi anni. Per questa Sicilia che si mette in discussione, che non ha timore di mostrare le sue debolezze, che coltiva il dubbio come pregio, che prova a reagire agli stereotipi, che mette sulla sua mappa enografica tante ipotesi di vino, tante quante sono le innumerevoli vocazioni di una regione enorme e complessa. Continue reading “La Sicilia nuova, appunti per una lezione (Francesco Falcone, Winesurf)”

I Vini di Contrada di Arianna: 3 sfumature di Frappato

Dalla pagina Facebook di Arianna Occhipinti apprendiamo con grande soddisfazione della prossima uscita dei suoi Cru di Frappato, o Vini di Contrada (come da lei definiti), i cui campioni avevamo assaggiato e raccontato quando ci ha aperto le porte della sua cantina a maggio dello scorso anno.

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Vederli in bottiglia è per noi emozionante e non vediamo l’ora di versarli nei nostri calici. Ecco il racconto di Arianna:

Il nostro lavoro in vigneto è una inesauribile fonte di osservazione.
In particolare negli ultimi anni mi sono concentrata sui suoli e sulla potenzialità delle contrade di Vittoria e delle loro influenze sui vini. Mi sono resa conto che le vigne lavorano su questo gioco di sabbia e calcare, che nei vini è frutto e setosità da un lato, come anche acidità e energia dall’altro. La stessa ricerca mi ha stimolato poi ad andare oltre pensando a una vigna un vino. O meglio tre.

Pettineo: è una contrada storica oltre il promontorio di Serra San Bartolo; storicamente ha prodotto vini sempre molto eleganti grazie a uno strato di sabbia di origine marina sciolta e profonda (50 cm) con poca presenza di ciottoli calcarei in superficie. La Chiusa di Pettineo ha circa 60 anni ed è un vecchio alberello che fu trasformato in spalliera, facendo arrampicare tra i tralicci le piante che ora hanno anche forme monumentali. PT. Bottiglie prodotte 2700.

Fossa di Lupo: contrada storica, spina dorsale del mio lavoro dal 2004; le terre sono sabbiose con sfumature che vanno dal rosso al castano e con una sostanziale presenza di calcare in sasso in superficie. Dopo i primi 40 cm di sabbia si presenta uno strato piuttosto duro di calcare roccioso. La vigna ad alberello ha un sesto d’impianto tipico della zona di Vittoria. La contrada guarda a nord est i Monti Iblei. FL. Bottiglie prodotte 2700.

Bombolieri: ci troviamo in un promontorio molto calcareo che guarda la Serra San Bartolo. Qui le terre variano dal castano al bianco, ma lo strato di sabbia superfciale è decisamente inferiore, solo 25 cm. Appena sotto si trovano rocce calcaree solide. Una parte della contrada ha un suolo più argillo-calcareo, visivamente bianco in superficie, ed è qui, nella Vigna Strada che nasce questo vino. BB. Bottiglie prodotte 2700.

E l’uva? Il Frappato, vitigno storico di Vittoria, al quale mi sono particolarmente legata sin dall’inizio del mio percorso, delicato, sanguigno e austero. In questo caso però vorrei che fosse considerato un tramite, uno strumento a disposizione del terroir e non il fine.

Tutti i Vini di Sicilia premiati dalla Guida de L’Espresso

Abbiamo scritto l’altro giorno dei vini Siciliani premiati dalle cinque bottiglie; ricapitoliamo in questo articolo le altre cantine premiate, con i loro vini, secondo la Guida de L’Espresso.

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La “guida” nella “guida” dei vini, quest’anno ha premiato per ogni tipologia, vini spumanti, bianchi, rossi, rosati, dolci, divisa in macro aree, stilando cinque classifiche: quella dei 100 migliori rossi, i 100 bianchi, i 100 spumanti, poi i 30 migliori vini dolci/passiti e i 30 rosati. 

Fra i migliori 30 migliori vini dolci di tutta Italia, il Passito di Pantelleria Bukkuram Sole d’agosto 2015 di Marco De Bartoli che ottiene le cinque bottiglie. Quattro bottiglie per Malvasia delle Lipari Na’jm 2014 di Cantine Colosi, Marsala Superiore Riserva Oro Héritage Vintage 2012 di Cantine Intorcia e Moscato di Noto Pioggia di Stelle 2012 di Cantine Marilina.

Tra i migliori 100 vini bianchi, l’Etna Bianco Arcuria 2016 di Cantine Graci che ottiene il massimo riconoscimento (le cinque bottiglie). Seguono l’Etna bianco A’ Puddara 2016 di Tenuta di Fessina, Etna Bianco di Mariagrazia 2016 di Tenuta Benedetta, Etna Bianco Sciare Vive 2017 di Vigneti Vecchio, Etna Bianco Superiore Pietramarina 2015 di Benanti, Menfi Lalùci 2017 di Baglio del Cristo di Campobello, Menfi Sur Sur 2017 di Donnafugata, Menfi Terebinto 2017 di Planeta.

Nella sezione dedicata ai rossi, massimo riconoscimento per Etna Rosso Vigna Barbagalli 2015 di Pietradolce, mentre con quattro bottiglie ci sono l’Etna Rosso San Lorenzo 2016 di Girolamo Russo, il Cerasuolo di Vittoria Docg delle Fontane 2012 di Cos e il Siccagno 2015 di Arianna Occhipinti.

Infine fra i trenta migliori rosati d’Italia, l’Etna Rosato di Martinella di Cantine Vivera.

Le Chiocciole di Sicilia di Slow Wine 2019

In arrivo un’altra guida enologica 2019, Slow Wine, con le sue Chiocciole, simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con Slow Food. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. I vini di una Chiocciola rispondono anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove sono stati prodotti.

Le Chiocciole di Sicilia presenti nell’edizione di quest’anno sono 12, con le novità di Bonavita e Calcagno; eccole di seguito con il link ai relativi siti web:

In totale sono 201 le Chiocciole assegnate quest’anno; qui potete trovare l’elenco completo.

ViniBuoni d’Italia 2019: le 19 Corone e le 16 Golden Star di Sicilia

E’ oramai diventato il primo appuntamento dell’anno con le Guide enologiche Italiane: Vini Buoni d’Italia 2019 del Touring Club Italiano anche quest’anno anticipa tutti, e come sempre noi siamo pronti a raccontarvi i vini di Sicilia meritevoli di un premio. Lo abbiamo fatto qui nel 2017 e qui nel 2018

Vinibuoni d'Italia

Una prima considerazione sul numero delle Corone ricevute: quest’anno sono 19, due in più dello scorso (se il buon giorno si vede dal mattino…), con diverse variazioni. Infatti solo Benanti, Fazio, Florio, Hauner, Marco De Bartoli, Palari, Pietradolce, Planeta, Tasca d’Almerita e Tenuta di Fessina si confermano e ricevono la Corona come lo scorso anno, e, fra questi, alcuni per un vino diverso. Fra i vitigni premiati, 3 Corone a Etna Rosso e Nero d’Avola, 2 a Faro fra i rossi, mentre fra i bianchi il più apprezzato è l’Etna Bianco con 2 Corone.

Molto interessante anche l’attribuzione di 16 Golden Star alla Sicilia: fra le altre siamo felici di notare quelle (per noi molto meritate) attribuite ad Arianna Occhipinti, Enò-Trio e Marilena Barbera, a riconoscimento della qualità di questi vignaioli. In questa categoria il vino più premiato è il Nero d’Avola con 5 Star, mentre 4 sono le Star per gli Etna Doc Rosso; fra i bianchi 2 Star ciascuno per Catarratto e Grillo.

Queste le 19 Corone di Sicilia 2019: Continue reading “ViniBuoni d’Italia 2019: le 19 Corone e le 16 Golden Star di Sicilia”

A Lesser Known Wine of Sicily Benefits From Globalization (The NY Times)

Sicily is again the subject of a lesson of Eric Asimov’s Wine School; this time he speaks of Frappato on this New York Times’ article (here you can read it the complete post).

While it is true historically that Sicily’s best-known wines internationally were sweet, I would guess relatively few people in the last 20 years have seen or consumed a Sicilian sweet wine. A lot of bad ones are available, though, and the best known, Marsala, has unfortunately become a synonym for cheap “cooking wines.” Good Marsalas, like those from De Bartoli, can be exquisite, though expensive.

As for nero d’Avola, it became well known beyond Sicily in the 1990s, primarily because a few successful examples allowed Sicilian winemakers to focus on it rather than cabernet sauvignons and merlots designed to earn approval in the export market. While Sicilian nero d’Avolas back then won praise, many of the wines were heavy, out-of-balance or just plain bad. Now, the reputation is mixed for varietal nero d’Avola wines, though I have certainly had some excellent examples.

Nonetheless, nero d’Avola continues to be an important grape. In the southeast corner of Sicily around the city of Vittoria, it is often blended with frappato to produce what is now recognized as one of the island’s best red wines, Cerasuolo di Vittoria.

Did frappato and other newly anointed Sicilian red grapes like nerello mascalese simply pop into being through puffs of magic? Of course not.

They, along with nero d’Avola and many others, have long been grown on the island. For generations, they were made into bulk wines and shipped to northern Italy or France, where they were used to add color and power to local wines deemed too anemic on their own. They were also consumed locally in the communities where the grapes were grown.

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3 Frappatos to Drink Right Now (The New York Times)

A new article of the Eric Asimov’s Wine School on the New York Times about Sicilian wines: today he writes about Frappato.

The grape is frappato, and the wine comes from the Vittoria region of southeast Sicily. The wines of Mount Etna may be getting all the attention, but the wines of Vittoria deserve to be recognized.

The leading wine of the region is Cerasuolo di Vittoria, a blend of frappato and nero d’Avola. We will be tasting straight-up frappatos, which are a little lighter than Cerasuolos and can be enjoyed a little sooner.

Reds like frappato have gained popularity in recent years as consumers have come to appreciate wines that rely on freshness rather than power. Twenty-five years ago it was an entirely different story, as producers in Sicily were betting on international varieties like merlot and cabernet, but tastes have evolved. Nowadays, consumers are far more interested in indigenous grapes like frappato than those grown everywhere else in the world.

The three wines I recommend are:

COS Frappato Terre Siciliane 2015

Occhipinti Il Frappato Terre Siciliane 2015

Valle dell’Acate Il Frappato Vittoria 2016

As is so often the case, you may not be able to find these wines, which are made in limited quantities. It’s a small region, so the selection is not vast, but here are some alternatives: Tami, Manenti, Planeta, Vino Lauria, Bellus, Biscaris and Lamoresca, which is technically not within the confines of Vittoria but is close enough.I realize that looking for small-production wines can be frustrating, yet they are almost always worth seeking out. The alternative — recommending mass-produced bottles — results in either a limited number of subjects endlessly repeated or wines that generally do not show a genre’s potential.

Don’t worry about the vintage. Both 2015s and ’16s will be good choices.

You can read the article here: 3 Frappatos to Drink Right Now

Noi stiamo con Arianna

Oggi Arianna Occhipinti sulla sua pagina Facebook, ha lanciato un grido di aiuto, un’invocazione di soccorso, dopo aver subito l’attacco di alcuni vandali che hanno oltraggiato una parte delle sue viti e del suo terreno.

Un’offesa alla terra di Vittoria, alla nostra Sicilia, oltre che ad Arianna. E per la stima e l’affetto che ci lega a questa donna straordinaria, riportiamo qui il suo urlo silenzioso, le sue parole che, come sempre, sgocciolano un’immutata passione per la sua terra e un profondo senso di giustizia.

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“A Vittoria purtroppo capita che fare agricoltura diventa sempre più difficile. Vedete, noi non abbiamo effettivamente le gelate e spesso per fortuna anche la grandine passa lontano da qua, ma ogni giorno dobbiamo combattere con chi questa terra non la ama e pensa anche di possederla. Oggi sto mettendo questi cartelli dopo aver trovato nella vigna di c.da Santa Teresa il sovescio di veccia e favino completamente distrutto, pestato, oltraggiato, alcune viti spezzate e la rete divelta. Una parte di me riflette sul perché di molti silenzi, l’altra urla e chiede aiuto.
Noi siamo custodi di questa terra, e dobbiamo difenderla! Ricordatevelo.

E, ovviamente, anche questa volta confermiamo ad Arianna la nostra piena solidarietà.

I 20 vini di Sicilia più cercati nel 2017 su Wine Searcher

Chi cerca Sicilia, nel mondo del vino, cerca questo.

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L’analisi generale dei dati di Wine Searcher ci dice che chi cerca Sicilia soprattutto cerca Cornelissen. Tre vini nei migliori 7, il più cercato è Susucaru, nella classifica fra i più popolari addirittura alla posizione 340 nel mondo, unico nella top1000 dei vini mondiali.

  1. Frank Cornelissen – ‘Susucaru’ Rosato Terre Siciliane IGT
  2. Frank Cornelissen – ‘Magma’ Terre Siciliane Rosso IGT
  3. Donnafugata – Ben Rye Passito di Pantelleria
  4. Tenuta delle Terre Nere – Rosso Etna
  5. Feudo Maccari – Saia Sicilia IGT
  6. Donnafugata – ‘Mille e Una Notte’ Contessa Entellina
  7. Frank Cornelissen – ‘Rosso del Contadino’ Sicilia IGT
  8. Tenuta delle Terre Nere – Prephylloxera La Vigna di Don Peppino Rosso Etna
  9. Tasca d’Almerita – Tenuta Regaleali ‘Rosso del Conte’ Contea di Sclafani
  10. Cusumano – Nero d’Avola Terre Siciliane IGT
  11. Azienda Agricola Arianna Occhipinti – Il Frappato Sicilia IGT
  12. Palari – Faro
  13. Passopisciaro – ‘Passorosso’ Terre Siciliane IGT
  14. Planeta – Chardonnay Menfi
  15. Duca di Salaparuta – Duca Enrico Rosso Sicilia IGT
  16. Planeta – Santa Cecilia Noto
  17. Passopisciaro – Rosso Terre Siciliane IGT
  18. Azienda Agricola Arianna Occhipinti – SP68 Sicilia Rosso IGT
  19. Donnafugata – ‘Tancredi’ Terre Siciliane IGT
  20. Passopisciaro – ‘Franchetti’ Rosso

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La passione di Arianna

Martedì 26 dicembre, su Rai3, nel corso della trasmissione Geo, è andato in onda un bel servizio intitolato “Ragusa oltre il  Barocco”.

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Ampio spazio all’interno di questo video, che potete trovare in versione integrale qui su RaiPlay, è stato dato ad Arianna Occhipinti, che è stata presentata così:

Arianna ha deciso di fare un vino naturale, senza solfiti, senza prodotti chimici, senza fare nulla che possa turbare la naturale evoluzione della pianta prima, e della fermentazione poi, anche a costo di rimetterci in quantità. E’ partita comprandosi un ettaro di terreno; in molti hanno ironizzato su di lei: “quello è un lavoro da uomini, da queste parti”. Sono passati 15 anni da quel giorno. Arianna, 34 anni, ha lavorato duro ma il successo non l’ha cambiata. La ragazza di allora è rimasta la stessa; ama sporcarsi le mani sul lavoro. Soprattutto vuole vivere la sua terra con la tenacia e l’amore dei contadini che l’hanno preceduta.

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Questo il testo integrale della sua intervista: Continue reading “La passione di Arianna”