I Vini di Sicilia premiati da “5StarWines THE BOOK”

In occasione del Vinitaly è stata presentata la nuova guida di vini “5StarWines THE BOOK”, che vuole premiare e stimolare lo sforzo delle aziende che investono nel continuo miglioramento qualitativo dei propri prodotti, attraverso un raffronto prestigioso che individui uno strumento unico di marketing e di promozione sui mercati internazionali.

I vini sono stati valutati da panel giudicante di esperti di altissimo valore internazionale e di specifica conoscenza geografica (Master of Wine, Master of Sommelier, Sommelier, esperti giornalisti ecc.), condotto da Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy. Qui i nominativi dei giurati.

Ecco le aziende Siciliane, e i loro “vini di Sicilia”, segnalati nella guida: Continue reading “I Vini di Sicilia premiati da “5StarWines THE BOOK””

Your Next Lesson: Etna Bianco

Once again Eric Asimov teaches about Sicilian wines to the American readers of The New York Times. Yesterday it has been published a nice introduction to Carricante and Etna Bianco. Here you can see part of this article:

In the last few years, Sicily and Mount Etna in particular have become well known for their red wines, particularly those made of the nerello mascalese grape, which we drank back in 2016.

This time, we will look at the white wines of Mount Etna, known as Etna Bianco. These wines are made largely, sometimes entirely, of carricante. As with so many Italian grapes, it was little known and little appreciated until the last 10 or 15 years, when winemakers began to show just how good carricante could be.

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Alle Isole Eolie c’è il Malvasia Day. Riflessioni sul vino delle Lipari (Gambero Rosso)

Tra le tante facce della viticoltura eroica, quella delle Eolie spicca in modo particolare. Sino a qualche decennio fa sembrava destinata all’estinzione, tanto da sopravvivere solo sull’isola di Salina. Ora la vite è stata ripiantata anche dove era scomparsa, ritornando a Lipari, Panarea, Vulcano e presto anche a Stromboli. Il vino qui è una realtà piccola ma vivace, che vive con passione questa nuova fase della sua vicenda produttiva. Infatti, la produzione dell’uva e del vino negli anni ha subìto delle forti oscillazioni.

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Malvasia delle Lipari 2014 Barone di Villagrande (The Wine Reporter)

 

Malvasia delle Lipari Passito.

Vintage 2014 of this wine is produced by Barone di Villagrande Estate which has its basement in the territory of Milo, on the south shadows of Mount Etna which is the highest active volcano in Europe (3.329 mt altitude).

However, the grapes from which this wine originates have grown at the Vallone Casella lands on the Island of Salina (Aeolian archipelago in Tyrrhenian Sea, North East of Sicily).

The wine Doc Malvasia delle Lipari is perfectly composed according Doc product specification: 95% of grapes Malvasia delle Lipari and a 5% of Corinto Nero, a red variety grape genetically similar as the Sangiovese.

This is an ecstatic wine. The flavor starts with typical notes of dried apricot, then iodine notes, broom flowers and honey. Its taste is measured, polite, sweet but not too much, with a soft, smooth and not very long freshness

Sorgente: Sweet Island Wine – Malvasia delle Lipari 2014 Barone di Villagrande | The Wine Reporter

Barone di Villagrande: slaking Mt Etna wine thirsts since 1727 (Wine – Mise en abyme)

In describing the soils upon which the Villagrande vines are planted, the staff mentioned that they were the beneficiary of the formation of the valle del bove. According to their understanding, and supported largely by at least one scholarly reference, the valle del bove was formed by the collapse of a dormant volcano. The collapse of the dormant volcano resulted in landslides which carried debris as far as the coat. The Villagrande location benefited from deposits of some of this complex soil as it worked its way towards the sea. The Villagrande soil is rich in iron and copper and has adequate amounts of potassium, phosphorous and magnesium. It is poor in nitrogen and calcium-free.

Varieties planted in Milo are the white indigenous grape Carricante as well as Nerello Mascalese, Nerello Capuccio, and Nerello Mantellato.

Sorgente: Wine — Mise en abyme: Barone di Villagrande (Milo, Sicily): slaking Mt Etna wine thirsts since 1727

Rinasce il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina (Wine in Sicily)

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E’ una giornata importante per i vini prodotti sulle isole Eolie. E’ infatti rinato il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina, nuovo lo Statuto e nuove le cariche sociali. L’idea di rivedere il consorzio con un nuovo statuto rispondente ai requisiti per il riconoscimento ministeriale nacque un anno fa, proprio durante il Malvasia Day. Proposito che, finalmente, ha preso forma oggi.

Obiettivo: valorizzare questo vino da meditazione unico e straordinario, la Malvasia delle Lipari, insieme ai vini IGT Salina.

Ecco i nomi delle cantine aderenti:

– Carlo Hauner (nuovo socio)
– Punta Aria
– Tasca d’Almerita
– Barone di Villagrande
– Caravaglio
– Virgona
– Fenech
– Colosi (nuovo socio)
– Salvatore D’Amico

Sorgente: Rinasce il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina – Wine in Sicily

Un vino da amare e difendere: Malvasia Day 2016. I nostri assaggi (Wine in Sicily)

Malvasia Day 2016 a Salina, con degustazioni dei vini di Tasca d’Almerita, Caravaglio, Tenuta di Castellaro, Colosi, Salvatore D’Amico, Fenech, Florio, Hauner, Virgona, Gaetano Marchetta, Punta Aria (Isola di Vulcano) e Barone di Villagrande

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La Malvasia delle Lipari è puro Mediterraneo. Trasportata da costa a costa, da isola a isola, da greci e veneziani, o forse dai suoi antagonisti, poco importa, è un vino distintivo di uno stile e di quel mare. Monem-vasia, “porto con un ingresso”. Guerre contro arabi e turchi hanno lasciato tracce del vitigno su molte isole, dal basso Mediterraneo all’Alto Adriatico. Le sue espressioni sono numerose anche sulla terraferma, ma quella “delle Lipari” è unica grazie ad un terroir vulcanico unico al mondo. Inizialmente coltivata solo su Salina, anzi, qui meglio salvaguardata, adesso è tornata anche su Lipari, Panarea e Vulcano e pare che adesso ci sia qualcosa a Stromboli. Oltre il varietale fruttato, è unica per le note verdi e balsamiche, per le note officinali, il lentisco, il bosso, il mirto, il lattice di fico, il rosmarino, le sarighe costiere. Ma soprattutto una sapidità intensa. Il suo fascino è ipnotico e, adesso più che prima, è vinificata in versione secca dando origine a vini lievi con un finale gradevolmente amarognolo, perfetti per la tavola e per la cucina di mare.

Sorgente: Un vino da amare e difendere: Malvasia Day 2016. I nostri assaggi – Wine in Sicily

Dall’Etna a Lipari, i progetti dell’azienda Barone di Villagrande presentati al Vinitaly

“Non si tratta di un cambiamento, né di un semplice rinnovamento, ma di rafforzare la nostra filosofia produttiva, dare una forte identità. Il nostro vero focus è l’Etna che viene posto al centro di ogni attività, di tutte le scelte – spiega Barbara Liuzzo, responsabile commerciale e moglie di Marco Nicolosi – Puntiamo ad ottenere vini, soprattutto bianchi da Carricante, sempre più territoriali e per questo motivo abbiamo abbassato le rese, usiamo concimi di origine animale provenienti da allevamenti locali e abbiamo la massima cura per i tradizionali vigneti su terrazzamenti presenti in azienda.

Sorgente: Dall’Etna a Lipari, i progetti dell’azienda Barone di Villagrande presentati al Vinitaly

I vini di Barone di Villagrande tra Etna e Salina (Percorsi di Vino)

L’Etna Bianco DOC Superiore 2014 (carricante 100%) da sempre rappresenta un validissimo biglietto da visita dell’azienda grazie alla struggente territorialità del vino che presenta un ventaglio olfattivo che ci ricorda l’odore del mare, della pietra focaia, delle erbe aromatiche e della mandorla sgusciata. Al sorso è verticale, freschissimo e salato nel superbo finale.

Sorgente: Percorsi di Vino: I vini di Barone di Villagrande tra Etna e Salina

La Sicilia e il vino delle contraddizioni

“La Sicilia è astemia. Non nel significato totalizzante del termine, ma in quello discriminatorio. Sì perché la Sicilia il vino in realtà lo beve – il 43% della popolazione (dati Istat 2014) – ma non il proprio. Eppure la materia prima non manca, i produttori nemmeno, e la qualità si difende nella comparazione con i best seller italiani ed europei, vedasi i cugini toscani e francesi.”

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