Etna’s Eruption (Wine Spectator)

Driving along the northern flanks of Sicily’s Mount Etna some weeks ago, I noticed how much the wine scene there has changed in the past decade.

I’d come for the 11th edition of Contrade dell’Etna, a wine event that’s part barrel tasting of the recent harvest and part Sicilian party.

Etna was nowhere 10 or 11 years ago,” said Andrea Franchetti, founder of Passopisciaro winery and creator of the event, which opened early morning on the grounds of an ornate 19th-century villa. “Now producers come from Northern Italy to see what’s going on, and some start making wine. Continue reading “Etna’s Eruption (Wine Spectator)”

I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)

Dopo le introduzioni di vignaioli di Etna Fusion della scorsa settimana (Lorella Reale, Marco Colicchio e Thomas Niedermayr) è la volta di incontrare Sybil Baldassarre, Stefano Amerighi e Paolo Baretta di Rocco di Carpeneto.

Iniziamo con Sybil Baldassarre, di La Graine Sauvage; Sybil dall’Italia si è trasferita in Languedoc a fare vini per conto suo.
– Sybil, cosa conosci (ed, eventualmente, cosa ti piace) dei vini dell’Etna?
“I vini dell’Etna li amo particolarmente poiché, come tutte le terre vulcaniche, hanno quel quid in più che li rende incontestabilmente unici e di singolare mineralità.
Sono vini autentici e provenienti da vitigni autoctoni, indissolubilmente legati alla loro zona di provenienza, con profili eleganti e pieni di freschezza, qualità rara nei vini del Sud.
Adoro i bianchi dell’Etna soprattutto dopo qualche anno di affinamento in bottiglia, sono vini che invecchiano splendidamente dando vita a profili aromatici assolutamente unici.
I rossi poi sono straordinari, spesso pinotteggiano come dei Grandi Bourgogne, sogno segretamente di provare a piantare i due mitici Nerelli anche qui a Faugères, nel sud della Francia. Continue reading “I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)”

I Vini di Sicilia a Etna Fusion

Continuiamo a parlare di un evento la cui organizzazione ha catalizzato la nostra attenzione, come quella di chiunque ama i vini naturali in Sicilia; Etna Fusion 2018, già presentato qui.

Oggi è stato finalmente pubblicato sulla pagina Facebook di Vignaioli Naturali a Roma anche l’elenco (e che elenco!) delle cantine Siciliane che saranno presenti alla prima edizione di questo speciale appuntamento.. Eccolo qui:  Continue reading “I Vini di Sicilia a Etna Fusion”

I Vini di Sicilia premiati da “5StarWines THE BOOK”

In occasione del Vinitaly è stata presentata la nuova guida di vini “5StarWines THE BOOK”, che vuole premiare e stimolare lo sforzo delle aziende che investono nel continuo miglioramento qualitativo dei propri prodotti, attraverso un raffronto prestigioso che individui uno strumento unico di marketing e di promozione sui mercati internazionali.

I vini sono stati valutati da panel giudicante di esperti di altissimo valore internazionale e di specifica conoscenza geografica (Master of Wine, Master of Sommelier, Sommelier, esperti giornalisti ecc.), condotto da Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy. Qui i nominativi dei giurati.

Ecco le aziende Siciliane, e i loro “vini di Sicilia”, segnalati nella guida: Continue reading “I Vini di Sicilia premiati da “5StarWines THE BOOK””

Your Next Lesson: Etna Bianco

Once again Eric Asimov teaches about Sicilian wines to the American readers of The New York Times. Yesterday it has been published a nice introduction to Carricante and Etna Bianco. Here you can see part of this article:

In the last few years, Sicily and Mount Etna in particular have become well known for their red wines, particularly those made of the nerello mascalese grape, which we drank back in 2016.

This time, we will look at the white wines of Mount Etna, known as Etna Bianco. These wines are made largely, sometimes entirely, of carricante. As with so many Italian grapes, it was little known and little appreciated until the last 10 or 15 years, when winemakers began to show just how good carricante could be.

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Alle Isole Eolie c’è il Malvasia Day. Riflessioni sul vino delle Lipari (Gambero Rosso)

Tra le tante facce della viticoltura eroica, quella delle Eolie spicca in modo particolare. Sino a qualche decennio fa sembrava destinata all’estinzione, tanto da sopravvivere solo sull’isola di Salina. Ora la vite è stata ripiantata anche dove era scomparsa, ritornando a Lipari, Panarea, Vulcano e presto anche a Stromboli. Il vino qui è una realtà piccola ma vivace, che vive con passione questa nuova fase della sua vicenda produttiva. Infatti, la produzione dell’uva e del vino negli anni ha subìto delle forti oscillazioni.

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Malvasia delle Lipari 2014 Barone di Villagrande (The Wine Reporter)

 

Malvasia delle Lipari Passito.

Vintage 2014 of this wine is produced by Barone di Villagrande Estate which has its basement in the territory of Milo, on the south shadows of Mount Etna which is the highest active volcano in Europe (3.329 mt altitude).

However, the grapes from which this wine originates have grown at the Vallone Casella lands on the Island of Salina (Aeolian archipelago in Tyrrhenian Sea, North East of Sicily).

The wine Doc Malvasia delle Lipari is perfectly composed according Doc product specification: 95% of grapes Malvasia delle Lipari and a 5% of Corinto Nero, a red variety grape genetically similar as the Sangiovese.

This is an ecstatic wine. The flavor starts with typical notes of dried apricot, then iodine notes, broom flowers and honey. Its taste is measured, polite, sweet but not too much, with a soft, smooth and not very long freshness

Sorgente: Sweet Island Wine – Malvasia delle Lipari 2014 Barone di Villagrande | The Wine Reporter

Barone di Villagrande: slaking Mt Etna wine thirsts since 1727 (Wine – Mise en abyme)

In describing the soils upon which the Villagrande vines are planted, the staff mentioned that they were the beneficiary of the formation of the valle del bove. According to their understanding, and supported largely by at least one scholarly reference, the valle del bove was formed by the collapse of a dormant volcano. The collapse of the dormant volcano resulted in landslides which carried debris as far as the coat. The Villagrande location benefited from deposits of some of this complex soil as it worked its way towards the sea. The Villagrande soil is rich in iron and copper and has adequate amounts of potassium, phosphorous and magnesium. It is poor in nitrogen and calcium-free.

Varieties planted in Milo are the white indigenous grape Carricante as well as Nerello Mascalese, Nerello Capuccio, and Nerello Mantellato.

Sorgente: Wine — Mise en abyme: Barone di Villagrande (Milo, Sicily): slaking Mt Etna wine thirsts since 1727

Rinasce il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina (Wine in Sicily)

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E’ una giornata importante per i vini prodotti sulle isole Eolie. E’ infatti rinato il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina, nuovo lo Statuto e nuove le cariche sociali. L’idea di rivedere il consorzio con un nuovo statuto rispondente ai requisiti per il riconoscimento ministeriale nacque un anno fa, proprio durante il Malvasia Day. Proposito che, finalmente, ha preso forma oggi.

Obiettivo: valorizzare questo vino da meditazione unico e straordinario, la Malvasia delle Lipari, insieme ai vini IGT Salina.

Ecco i nomi delle cantine aderenti:

– Carlo Hauner (nuovo socio)
– Punta Aria
– Tasca d’Almerita
– Barone di Villagrande
– Caravaglio
– Virgona
– Fenech
– Colosi (nuovo socio)
– Salvatore D’Amico

Sorgente: Rinasce il Consorzio per la Tutela della DOC Malvasia delle Lipari e IGT Salina – Wine in Sicily

Un vino da amare e difendere: Malvasia Day 2016. I nostri assaggi (Wine in Sicily)

Malvasia Day 2016 a Salina, con degustazioni dei vini di Tasca d’Almerita, Caravaglio, Tenuta di Castellaro, Colosi, Salvatore D’Amico, Fenech, Florio, Hauner, Virgona, Gaetano Marchetta, Punta Aria (Isola di Vulcano) e Barone di Villagrande

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La Malvasia delle Lipari è puro Mediterraneo. Trasportata da costa a costa, da isola a isola, da greci e veneziani, o forse dai suoi antagonisti, poco importa, è un vino distintivo di uno stile e di quel mare. Monem-vasia, “porto con un ingresso”. Guerre contro arabi e turchi hanno lasciato tracce del vitigno su molte isole, dal basso Mediterraneo all’Alto Adriatico. Le sue espressioni sono numerose anche sulla terraferma, ma quella “delle Lipari” è unica grazie ad un terroir vulcanico unico al mondo. Inizialmente coltivata solo su Salina, anzi, qui meglio salvaguardata, adesso è tornata anche su Lipari, Panarea e Vulcano e pare che adesso ci sia qualcosa a Stromboli. Oltre il varietale fruttato, è unica per le note verdi e balsamiche, per le note officinali, il lentisco, il bosso, il mirto, il lattice di fico, il rosmarino, le sarighe costiere. Ma soprattutto una sapidità intensa. Il suo fascino è ipnotico e, adesso più che prima, è vinificata in versione secca dando origine a vini lievi con un finale gradevolmente amarognolo, perfetti per la tavola e per la cucina di mare.

Sorgente: Un vino da amare e difendere: Malvasia Day 2016. I nostri assaggi – Wine in Sicily