“Il vino naturale è il mezzo ma non il fine ” – Intervista a Nino Barraco (video)

Sulla pagina YouTube di Cronache di Gusto  2 minuti di un’interessante intervista a Nino Barraco, che parla di vini naturali, territorio e del futuro del vino Marsalese: ossidativo.

Per me il  vino naturale è il mezzo e non il fine; il fine deve essere un grande vino. Dobbiamo cercare di riproporre la storicità del territorio ma con un’idea moderna, non è possibile ripetere due volta una stessa emozione.” E cita Vite ad Ovest e Pierpaolo Badalucco.

I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)

Dopo le introduzioni di vignaioli di Etna Fusion della scorsa settimana (Lorella Reale, Marco Colicchio e Thomas Niedermayr) è la volta di incontrare Sybil Baldassarre, Stefano Amerighi e Paolo Baretta di Rocco di Carpeneto.

Iniziamo con Sybil Baldassarre, di La Graine Sauvage; Sybil dall’Italia si è trasferita in Languedoc a fare vini per conto suo.
– Sybil, cosa conosci (ed, eventualmente, cosa ti piace) dei vini dell’Etna?
“I vini dell’Etna li amo particolarmente poiché, come tutte le terre vulcaniche, hanno quel quid in più che li rende incontestabilmente unici e di singolare mineralità.
Sono vini autentici e provenienti da vitigni autoctoni, indissolubilmente legati alla loro zona di provenienza, con profili eleganti e pieni di freschezza, qualità rara nei vini del Sud.
Adoro i bianchi dell’Etna soprattutto dopo qualche anno di affinamento in bottiglia, sono vini che invecchiano splendidamente dando vita a profili aromatici assolutamente unici.
I rossi poi sono straordinari, spesso pinotteggiano come dei Grandi Bourgogne, sogno segretamente di provare a piantare i due mitici Nerelli anche qui a Faugères, nel sud della Francia. Continue reading “I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)”

Top6 delle cantine della Sicilia Occidentale secondo Valerio Capriotti (Gambero Rosso)

Toccate, chiedendomi della Sicilia, terra a me molto cara per più motivi, un dente dolente in quanto terra dalle immense potenzialità, da ipotetici numeri che farebbero invidia al mondo intero, eppure… queste lande vengono all’80% inghiottite da cooperative e industrie che purtroppo tagliano nettamente le produzioni ‘eticamente’ corrette”. Così esordisce Valerio Capriotti, intervistato dal Antonella De Santis per il Gambero Rossoquando gli viene chiesta la sua personale top 6 delle aziende vitivinicole della Sicilia Occidentale. Capriotti è uno dei più celebri e stimati uomini di sala in Italia e in attesa di prendere le redini in qualità di direttore dello Spazio di Niko Romito a Roma (di prossima apertura) ha lavorato la scorsa estate per lunghi mesi a Marina di Ragusa, in quel ristorante VotaVota che poi la Guida del Gambero ha deciso di premiare nell’attuale edizione e prima ancora è stato alla guida della cantina di Ciccio Sultano al Duomo di Ragusa. Da lì, pur immerso nella Sicilia Orientale, non esitava a proporre tanti vini della parte di qua dell’isola.

Ecco le cantine da lui scelte: Continue reading “Top6 delle cantine della Sicilia Occidentale secondo Valerio Capriotti (Gambero Rosso)”

I Top Hundred Siciliani 2017 di Papillon

Nuovo giro di giostra e nuovi vini premiati: è la volta dei Top Hundred 2017 di Papillon, i vini scelti da Paolo Massobrio e Marco Gatti, i due giornalisti con il papillon.

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La loro sfida annuale è quella di individuare 100 cantine nuove con un vino che possa salire agli onori del miglior vino d’Italia. Sono i Top Hundred di Papillon, che saliranno sul palco di Golosaria, domenica 12 novembre, per la prima volta, perché da 15 anni, non viene mai premiata la cantina degli anni precedenti. Quest’anno, ad esempio si registra l’exploit della Sicilia, davvero ricca di novità, così come il dinamico Triveneto. E noi di Vini di Sicilia non possiamo che raccontarvelo. Continue reading “I Top Hundred Siciliani 2017 di Papillon”

Note uniche per il Grillo Verde di Badalucco De La Iglesia Garcia

Il Grillo Verde è un blend di grillo e verdejo. La prima annata è del 2014, dopo 5 anni di sperimentazione. Il GrilloVerde fermenta naturalmente e lasciato sulle bucce per 5-10 giorni. E’ pestato e pressato coi piedi. Viene stoccato in botti e barriques prima di essere imbottigliato. Il Grillo storico di famiglia viene da un vecchio vigneto sul mare di Petrosino. Questo micro territorio di terre molto fertili da al grillo delle note uniche, marsaleggianti. Raggiunge gradi zuccherini elevati che  costringe a svolgere 3 diverse vendemmie durante settembre. Il verdejo vendemmiato con bassi zuccheri aiuta a moderare l’alcolicità.

Il vino è complesso. Con note uniche di un micro territorio di pochi km sulla costa. Frutta matura, erbaceo, minerale e salino. Equilibrato.

In etichetta una bellissima nota tratta da uno scritto di Leonardo Sciascia:

“Non so perchè, dei paesi e della città della Spagna, non ho memoria […] ed anche…

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