On An Ancient Sicilian Island, Heroic Farming Produces A Singular Sweet Wine (Forbes)

Forbes is one of the best known American business magazines; today it has been published an interesting interview to Antonio Rallo to speak about Ben Ryé.

Continue reading “On An Ancient Sicilian Island, Heroic Farming Produces A Singular Sweet Wine (Forbes)”

Il passito siciliano che non invecchia mai (DiVini)

Il Ben Ryé, al contrario, è una sfida di lunga durata all’eterna giovinezza. Quando Monica Larner di Wine Advocate, la rivista del guru Robert Parker, ha assaggiato le 22 annate di questo passito in un eno-tour a Pantelleria, ha spiegato che il Ben Ryé, con la sua «potenza psichedelica», è una delle ragioni per innamorarsi della Sicilia.

Del 2001 ha scritto: «Da knockout, il vertice della qualità in un vino da dessert, con le sue tonalità d’ambra e le delicate complessità» e il gusto di pesca, miele, mandorle tostate, arancia candita. Chi ha queste bottiglie può conservarle a lungo in cantina: secondo Larner, l’annata più vecchia, 1989, può essere bevuta almeno fino al 2026.

Per leggere l’intero racconto di Ferraro: Il passito siciliano che non invecchia mai | DiVini

Il Ben Ryé di Donnafugata: un grande passito e il problema delle dimensioni – Sulle Strade del Vino

Sarà l’allevamento ad alberello, sarà che lo Zibibbo è un capolavoro della natura, sarà il terreno meraviglioso di Pantelleria, sarà la vendemmia notturna fatta spesso con una brezza marina che raramente smette di soffiare sull’isola, sarà quel che sarà, ma in bocca il Ben Ryé ha confermato il grandissimo sorso che a mio avviso pochissime altre produzioni isolane possono vantare. Strutturato, corposo, composto da una stratificazione di gusti che vanno dai più immediati e dolci, come il burro e la frutta candita, a quelli più sottili e complessi di balsamico e citrico, alcuni realmente appena accennati. Decisamente complesso, ma non inutilmente complicato, anzi facilissimo, perfettamente leggibile, in base all’attenzione che gli si dedica.

Sorgente: Il Ben Ryé di Donnafugata: un grande passito e il problema delle dimensioni – Sulle Strade del Vino