Il Cerasuolo di Vittoria di Valle dell’Acate (ilGolosario)

Il vino su cui ci sentiamo di scommettere quest’anno? Il Cerasuolo di Vittoria! Sì, per il Cerasuolo di Vittoria sarà vittoria! Essendo, come è noto, la fama di un vino e di un territorio, legata alla presenza di una persona carismatica – è stato così in tutte le zone oggi celebri – , i tempi sono maturi, perché questo accada anche per questo vino e per la zona di cui è figlio.

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“Puntiamo solo su vini che non passano mai di moda” (Vito Catania su Cronachedi gusto)

Intervista a 360° sul mondo del Cerasuolo e dei vini di Sicilia a Vito Catania, patron di Gulfi su Cronachedigusto.

La rivoluzione di Gulfi parte da qui, dall’inizio del lavoro di Vito Catania che intuisce le potenzialità di quella zona in piena Docg e di come Gulfi possa diventare il riferimento, non solo siciliano, per certi vini di classe, eleganza ed unicità. La storia della famiglia Catania è una di quelle comuni a molti siciliani.

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Cerasuolo di Vittoria, confermato Massimo Maggio alla guida del Consorzio di Tutela (Wine in Sicily)

È stato riconfermato Massimo Maggio alla guida del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG.

Nella prima seduta del CdA,  i cui membri sono stati eletti dall’Assemblea dei Soci lo scorso 17 Dicembre, è stata scelta la strada della continuità dando così fiducia per il triennio che seguirà a Massimo Maggio, proprietario delle cantine Maggio Vini e Vigna di Pettineo, il quale sarà collaborato da Arianna Occhipinti, titolare dell’azienda Occhipinti, riconfermata con la carica di vicepresidente.

A far parte del Consiglio di Amministrazione anche Francesco Ferreri (Valle dell’Acate), Marco Calcaterra (Avide),  Guglielmo Manenti (Manenti) e Giovanni Calcaterra (Tenuta Bastonaca), quest’ultimo unica new entry nel nuovo consiglio.

Dunque si è scelta la via della continuità per proseguire il lavoro già intrapreso dal CdA uscente che ha sostenuto il Presidente Maggio nel progetto di promozione e valorizzazione dell’unica DOCG dell’isola, puntando sul binomio qualità e territorialità. 30 i soci che fanno parte dell’organismo, circa 750mila le bottiglie prodotte per una piccola DOCG  che vuole essere garanzia di autenticità e qualità.

Puntiamo sulla qualità – afferma Massimo Maggio – non abbiamo grandi numeri produttivi né questo vuole essere il nostro obiettivo: poche bottiglie, prodotte in un’area ristretta dell’isola (256 ettari rivendicati in totale), ma di altissima qualità, oggi riconosciuta anche nei mercati stranieri. Per me è un onore essere stato nuovamente riconfermato presidente del Consorzio, che rappresenta più del 97% della produzione certificata nel 2015. Questo sottolinea il ruolo importante che il Consorzio di Tutela oggi rappresenta e che rafforzerà con l’obiettivo del nuovo CDA dell’ottenimento dell’erga omnes. Abbiamo fatto molto in questi anni, il lavoro svolto è stato premiato e  con questa nuova elezione si è deciso di proseguire con lo stesso obiettivo, quello cioè di rafforzare ancora di più l’immagine di questa denominazione per raccontare attraverso di essa un territorio ricco di storia e cultura nonché le tante aziende che mettono ogni giorno passione e dedizione nel loro lavoro”.

Un Consorzio di Tutela che crede molto nella condivisione di questo progetto e nella collaborazione come sottolinea il Vice Presidente, Arianna Occhipinti. “A volte il lavorare insieme, il collaborare, possono sembrare delle cose scontate eppure non è così. Mi preme allora sottolineare proprio questo aspetto: fra noi colleghi c’è unione di idee, voglia di condividere una strada comune per affermare maggiormente il ruolo del Cerasuolo del Vittoria, un vino che è cresciuto molto in questi ultimi anni e ne siamo tutti molto consapevoli. Si percepisce l’impegno degli associati a migliorare sempre più la qualità dei propri vini, puntando anche sulla tutela dell’ambiente di produzione (quasi tutti siamo in biologico!). Il mettere insieme le proprie capacità e competenze, ma anche la collaborazione con la Strada del Vino del Cerasuolo, saranno ancora una volta i punti forza che consentiranno a questa DOCG di poter fare grandi cose”.

Sorgente: Cerasuolo di Vittoria, confermato Massimo Maggio alla guida del Consorzio di Tutela – Wine in Sicily

Arianna Occhipinti: “Il boom dell’Etna oscura il nostro vino, ma noi non siamo secondi” (Cronache di Gusto)

Lei è una molto schietta, dice le cose senza giri di parole. Magari ti riceve in cantina con una salopette in jeans, senza badare molto al look. Animo campagnolo, ma mente da grande imprenditrice.

Qui dobbiamo tutti darci da fare per risollevare un territorio”. E proprio da lei è partito un appello alle amministrazioni di porre attenzione a questo territorio abbandonato a sé stesso, tra rifiuti, muretti a secco crollati e strade disastrate.

Qualcosa si è mosso? “Qualcosina”, dice Arianna, raccontando la loro ultima iniziativa di pochi giorni fa. Insieme ad un gruppo di colleghi hanno ripulito dai rifiuti e dalle discariche i 21 chilometri del percorso della Maratona del Cerasuolo, prevista domenica 13 novembre alle ore 8. Un percorso che attraversa i vigneti e le cantine dei produttori simbolo del Cerasuolo.

Sono stanca di fare critiche e di piangermi addosso – dice Arianna – per questo mi sono rimboccata le maniche ed ho iniziato a fare qualcosa per Vittoria”. L’appello lanciato su Facebook per una tutela da parte di tutti del territorio del Cerasuolo è stato accolto. Ma non da tutti: “Serve una presa di coscienza da parte di tutti – dice – il problema dei rifiuti riguarda l’intera Sicilia, anche quell’Etna che attira investitori. E non è un bellissimo spettacolo”.

In questi ultimi tre anni il Cerasuolo è rimasto ancorato ai numeri del 2014, senza una crescita particolare, né una diminuzione delle vendite: “Diciamo che ci curiamo il nostro orticello”, dice Arianna, che però dentro rode, e parecchio: “Sono convinta delle potenzialità del Cerasuolo”, dice.

E poi aggiunge: “Se potessi comprerei altri ettari di vigneto per fare più vino”. Qui, però, nessuno ha intenzione di aprire il portafogli e investire. Anche se le opportunità non mancano: “Non è un territorio figlio di un dio minore – dice – Siamo in Sicilia e il brand vale, tanto. I primi a crederci, però, dovrebbero essere gli stessi produttori di queste zone. E invece non è così”.

Sorgente: Arianna Occhipinti: “Il boom dell’Etna oscura il nostro vino, ma noi non siamo secondi”

In Sicily, Making a Name for Vittoria (The New York Times)

Eric Asimov and The New York Times with another great article about Sicilian wines.

The red wines made in the vicinity of this midsize town in southeastern Sicily can be elegant and beautiful, with a crunchy freshness and a reticent austerity. They can be intriguingly mineral, gorgeously perfumed and astonishingly pure, while still displaying rich, focused fruit flavors. They offer a lot to love. Yet if you held your breath waiting for a discussion of Sicilian wines to get around to those of Vittoria, you may end up gasping for air. With good reason, the wines of Mount Etna to the north have captured the imagination of many Americans.

The rest of the article here: In Sicily, Making a Name for Vittoria – The New York Times

Cerasuolo di Vittoria, la crescita serena: produzione invariata ma più valore medio

Nero d’Avola e Frappato vanno d’accordo? “È il matrimonio perfetto: il Nero d’Avola è l’uomo che dà calore, alcool, corpo forza e coraggio al vino. Il Frappato invece è la donna: profumata, gentile, elegante, di buon senso. È il Frappato che dota il vino di quei tannini nobili, mai aggressivi e molto piacevoli”.

L’intervista a Massimo Maggio, presidente del Consorzio di tutela Cerasuolo di Vittoria qui: Cerasuolo di Vittoria, la crescita serena: produzione invariata ma più valore medio

I 10 vini più sottovalutati d’Italia che dovete assolutamente conoscere! – Slowine

Un altra Top Ten, questa volta sui vitigni Italiani, questa volta su Slowine, ma sempre con tanta Sicilia (peccato perchè qui una bella menzione per il Perricone ci stava proprio!!). Per la precisione:

8) Cataratto (SICILIA): forse è il nome. Ha poco appeal. Complicato da pronunciare. Si sta addirittura pensando di cambiarlo… Noi ne siamo autenticamente innamorati, soprattutto di quello coltivato in alta collina. Regala sensazioni preziose, capaci di concorrere con i migliori bianchi italiani e internazionali. Mai sentito nessuno ordinarlo in un wine bar… Ragazzi sveglia! Cominciate a comprarlo a casse, normalmente costa una pietra e il 2014 è un’annata culto. I migliori: Castellucci Miano, Barraco, Valdibella, Lombardo, Porta del Vento, Bosco Falconeria.

9) Cerasuolo di Vittoria (SICILIA): è un nostro pallino, lo ammettiamo senza pudore. Lo amiamo alla follia. Un rosso modernissimo, gastronomico, succoso, gustoso, ricco di personalità e marca fortemente il terroir. Tanti i grandi interpreti: COS, Arianna Occhipinti, Gulfi, Poggio di Bortolone, Planeta, Manenti.

10) Gli ossidativi: … Marsala (..,SICILIA). Gli abbiamo uniti perché anche la loro sorte pare tragicamente collegata. Sono i vini che raccolgono sempre i punteggi più alti nelle nostre degustazioni ma vengono stappati ormai dalla gente comune con la stessa frequenza con cui in Italia ci fanno votare il presidente del Consiglio… Stanno scomparendo, ogni anno abbiamo un produttore in meno in guida… tra poco investiremo i nostri pochi euro e ci compreremo un fazzoletto di terra in ognuna di queste gloriose denominazioni. Chi acquistare? …. Marsala: De Bartoli, Florio.

viaI 10 vini più sottovalutati d’Italia che dovete assolutamente conoscere! – Slowine.