I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)

Dopo le introduzioni di vignaioli di Etna Fusion della scorsa settimana (Lorella Reale, Marco Colicchio e Thomas Niedermayr) è la volta di incontrare Sybil Baldassarre, Stefano Amerighi e Paolo Baretta di Rocco di Carpeneto.

Iniziamo con Sybil Baldassarre, di La Graine Sauvage; Sybil dall’Italia si è trasferita in Languedoc a fare vini per conto suo.
– Sybil, cosa conosci (ed, eventualmente, cosa ti piace) dei vini dell’Etna?
“I vini dell’Etna li amo particolarmente poiché, come tutte le terre vulcaniche, hanno quel quid in più che li rende incontestabilmente unici e di singolare mineralità.
Sono vini autentici e provenienti da vitigni autoctoni, indissolubilmente legati alla loro zona di provenienza, con profili eleganti e pieni di freschezza, qualità rara nei vini del Sud.
Adoro i bianchi dell’Etna soprattutto dopo qualche anno di affinamento in bottiglia, sono vini che invecchiano splendidamente dando vita a profili aromatici assolutamente unici.
I rossi poi sono straordinari, spesso pinotteggiano come dei Grandi Bourgogne, sogno segretamente di provare a piantare i due mitici Nerelli anche qui a Faugères, nel sud della Francia. Continue reading “I Vignaioli di Etna Fusion e l’Etna (parte II)”

Contrade dell’Etna 2017. Le 10 contrade scelte da VinidiSicilia

Contrade dell’Etna sta diventando sempre di più un’opportunità per far conoscere i vini dell’Etna al di là non solo dello stretto, ma oltre i confini nazionali.

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Esordi: Versante Nord 2014, Eduardo Torres Acosta (Il viandante bevitore)

Il Versante Nord nasce da vecchie vigne cinquantenni poste su due appezzamenti: una in contrada Pietramarina a Verzella e l’altra in contrada Marchesa a Passopisciaro, tra i 550 e i 700 metri d’altitudine. 80% di Nerello Mascalese, il saldo con altre uve autoctone, fermentazione in vasche di cemento, macerazione di 15 giorni prima dell’affinamento durato 16 mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri, 3200 bottiglie prodotte.

Un bell’esordio sicuramente e un rosso che, dopo opportuna ossigenazione, coniuga naturalezza espressiva, idee e disegno, elegante compostezza e vitalità, accennando e contrapponendo, oltre al frutto croccante, pungenti note d’erbe aromatiche e spezie, luminose folate balsamiche e di agrumi, dolci tocchi di pasticceria da forno. Al sorso è ampio, scorrevole, saporito, non del tutto disteso sul finale – occorre tempo – con bei ritorni aromatici.

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