L’Etna colpisce ancora. Perché tutti vogliono fare i vini del Vulcano? (Gambero Rosso)

A’ muntagna, come gli etnei chiamano il vulcano, è diventato il nuovo Eldorado siciliano. Una sorta di terra promessa, a cui un sempre maggior numero di imprenditori – siciliani ma anche di altre regioni – è approdato o è in procinto di approdare.

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Etna Wine Scales the Heights (Wine-Searcher)

-SeearcherEtna is full of surprises, as Planeta winemaker Patricia Toth can tell you. As the winery produces wines from several different estates across Sicily, Toth understands the uniqueness of Etna.

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I Vini Calcagno a quota 2800 (L’Idea Magazine)

Il progetto sperimentale nasce dalla collaborazione tra INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e l’azienda Calcagno.

All’interno dell’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa, CT), all’altitudine di 2813 m, longitudine 15.0167897, latitudine 37.7658466, è stato allestito un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi.

Il progetto, di natura sperimentale, è il primo nel suo genere e si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, il quale sosteneva che “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Inoltre, secondo lo studioso “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.

In base a ciò, la presente sperimentazione nasce dall’idea di osservare che i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, favoriscano il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso; evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, che da quello riguardante la tonalità del colore.

A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevederà, oltre alla presentazione del lavoro alla stampa locale e nazionale, una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi,giornalisti, sommelier).

Sorgente: INGV e vini d’alta quota – L’Idea Magazine

L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

Sorgente: L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” | giornalevinocibo

Barolo Star Davide Rosso on Sicily’s Prized Mount Etna Terroir (Wine Spectator)

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It is a near-cloudless day on Etna’s northern slopes, and that energy is palpable: White plumes of smoke rise from the volcano’s peak more than a mile-and-a-half above us; a crystalline morning light shines on vineyard plateaus that have been carved into a rugged landscape sculpted by eruptions.

In Italy, now, this is the most exciting place for the future,” says Rosso, who in July finalized the purchase of a small estate with more than 13 acres of decades-old vines. He will bring in his first Etna harvest next month. “The frontier is here.

In the past 15 years, the vineyards on the flanks of Europe’s largest active volcano have risen from obscurity to among Italy’s most prized, attracting dozens of winemakers from across Sicily to Tuscany, Europe and Australia.

Sorgente: Barolo Star Davide Rosso on Sicily’s Prized Mount Etna Terroir | Robert Camuto: Letter from Europe | Blogs | Wine Spectator

Bianco di Gulfa, un Carricante del versante Sud-Ovest dell’Etna (Wine in Sicily)

Della tenuta se ne parla anche ne “I Vicerè” di Federico De Roberto, già appartenuta ai Benedettini e passata ai Vacirca nel 1870. Molto bello il nuovo bianco aziendale, il DOC Etna Bianco di Gulfa 2013. E’ un Carricante in purezza, freschissimo nonostante le tre stagioni, dal colore giallo paglierino con riflessi verdi. Il naso è ampio, con frutta e fiori evidenti, spiccano la mela gialla, i fiori di zagara e morbidi toni di vaniglia. In bocca è soffice, sinuoso. Il gioco tra sapidità, freschezza e mineralità trova una piacevole armonia. Nel finale è lungo e persistente.

Sorgente: Bianco di Gulfa, un Carricante del versante Sud-Ovest dell’Etna – Wine in Sicily

Gli Etna di Fischetti (Giornalevinocibo)

Ci sono vigne che tolgono il fiato per la loro bellezza, si trovano sull’Etna e sono vigne centenarie, alberelli che scolpiti dagli anni hanno tronchi che si innalzano contorti, opere d’arte della natura sopravvissute alla strage della fillossera prima ed alle estirpazioni dell’uomo poi.

via Gli Etna di Fischetti, vini da vigne centenarie che emozionano — giornalevinocibo

Una visita alla Tenuta San Michele (Murgo): nulla è uguale all’Etna (L’AcquaBuona)

L’influenza del vulcano è onnipresente: sulla vista che è monopolizzata dalla sua presenza sia per il pennacchio di fumo sempre attivo, sia per l’imponenza della montagna che supera i 3300 metri; sul clima, particolarmente piovoso nel versante  sud est,  sulla composizione dei terreni fatto di sabbia lavica e da frantumazione delle rocce ignee dal colore nero che rendono i terreni magri e minerali al tempo stesso. Ne risentono direttamente i vini che, pur declinando in diversi modi il territorio, rimangono accomunati dalla mineralità e sapidità che li contraddistingue.

Sorgente: In vino veritas – L’AcquaBuona » Prima pagina » Una visita alla Tenuta San Michele (Il Murgo): nulla è uguale all’Etna

Sicilia, a spasso tra i vini dell’Etna (Gambero Rosso)

Sul Gambero Rosso, presentazione dei vini dell’Etna, ricca di spunti.

La terra del più grande vulcano attivo d’Europa è ricca di storia nel campo della viticoltura, anche se solo negli ultimi decenni si è affacciata alla ribalta, italiana e internazionale, con vini di grande personalità ed eleganza. La renaissance dell’Etna è iniziata nel corso degli anni ’80, con un processo di recupero di vigne storiche centenarie, ancora a piede franco e coltivate ad alberello. Adozione di potature con basse rese e i progressi nel campo della vinificazione, hanno riportato l’attenzione degli appassionati sulla qualità dei vini prodotti con le uve autoctone del territorio: carricante, nerello mascalese, nerello cappuccio e minnella.

Qui l’intero articolo con i vini suggeriti: Gambero Rosso – Vinitaly 2016. Sicilia, a spasso tra i vini dell’Etna