La melodia dei vini di Giuseppe Russo della Cantina Girolamo Russo (Wine Blog Roll)

Questa è la storia della Cantina Girolamo Russo, ma ancor prima quella di Giuseppe Russo, un vignaiolo capace di infondere la propria umanità nel vino ed attraverso di esso.

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The Most Read Articles of May 2017

From time to time it is useful to stop and look back. We wondered what our readers love most and we decided to have a look to the articles that you especially enjoyed. So, let’s start this short section of the 5 most read articles of the month. Continue reading “The Most Read Articles of May 2017”

L’Etna colpisce ancora. Perché tutti vogliono fare i vini del Vulcano? (Gambero Rosso)

A’ muntagna, come gli etnei chiamano il vulcano, è diventato il nuovo Eldorado siciliano. Una sorta di terra promessa, a cui un sempre maggior numero di imprenditori – siciliani ma anche di altre regioni – è approdato o è in procinto di approdare.

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Etna Wine Scales the Heights (Wine-Searcher)

-SeearcherEtna is full of surprises, as Planeta winemaker Patricia Toth can tell you. As the winery produces wines from several different estates across Sicily, Toth understands the uniqueness of Etna.

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I Vini Calcagno a quota 2800 (L’Idea Magazine)

Il progetto sperimentale nasce dalla collaborazione tra INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e l’azienda Calcagno.

All’interno dell’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa, CT), all’altitudine di 2813 m, longitudine 15.0167897, latitudine 37.7658466, è stato allestito un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi.

Il progetto, di natura sperimentale, è il primo nel suo genere e si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, il quale sosteneva che “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Inoltre, secondo lo studioso “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.

In base a ciò, la presente sperimentazione nasce dall’idea di osservare che i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, favoriscano il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso; evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, che da quello riguardante la tonalità del colore.

A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevederà, oltre alla presentazione del lavoro alla stampa locale e nazionale, una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi,giornalisti, sommelier).

Sorgente: INGV e vini d’alta quota – L’Idea Magazine

L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

Sorgente: L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” | giornalevinocibo

Barolo Star Davide Rosso on Sicily’s Prized Mount Etna Terroir (Wine Spectator)

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It is a near-cloudless day on Etna’s northern slopes, and that energy is palpable: White plumes of smoke rise from the volcano’s peak more than a mile-and-a-half above us; a crystalline morning light shines on vineyard plateaus that have been carved into a rugged landscape sculpted by eruptions.

In Italy, now, this is the most exciting place for the future,” says Rosso, who in July finalized the purchase of a small estate with more than 13 acres of decades-old vines. He will bring in his first Etna harvest next month. “The frontier is here.

In the past 15 years, the vineyards on the flanks of Europe’s largest active volcano have risen from obscurity to among Italy’s most prized, attracting dozens of winemakers from across Sicily to Tuscany, Europe and Australia.

Sorgente: Barolo Star Davide Rosso on Sicily’s Prized Mount Etna Terroir | Robert Camuto: Letter from Europe | Blogs | Wine Spectator