Le Chiocciole di Sicilia di Slow Wine 2019

In arrivo un’altra guida enologica 2019, Slow Wine, con le sue Chiocciole, simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con Slow Food. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. I vini di una Chiocciola rispondono anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove sono stati prodotti.

Le Chiocciole di Sicilia presenti nell’edizione di quest’anno sono 12, con le novità di Bonavita e Calcagno; eccole di seguito con il link ai relativi siti web:

In totale sono 201 le Chiocciole assegnate quest’anno; qui potete trovare l’elenco completo.

Pantelleria, figlia del vento e madre di vini e sapori unici (ilSicilia.it)

Si narra che a Pantelleria il mitico Ulisse abbia incontrato Calipso, donna bellissima che si innamorò dell’eroe. L’incontro avvenne nella Grotta di Sataria, antro segreto a sud dell’isola che si apre sul Mediterraneo e da cui si può scorgere la vicina Africa. Un racconto avvolto nel mistero e che ebbe in passato molteplici versioni. La stessa indicazione logistica presenta dubbi, ma quel che è certo è che, oggi come allora, la Figlia del ventoBent el Rhia, mantiene immutato il suo fascino arcano e dai colori selvaggi. Sempre diversa, sempre uguale a se stessa ma in continua trasformazione. Luogo reale e mitico nel quale il Maestrale è il principe e, insieme al Sole, determina i destini di questi luoghi. Una danza dei venti e dei marosi, che ha forgiato alture e luoghi, insieme al fuoco sprigionatosi nei millenni dalle viscere della terra.

Di un’isola così ci si innamora perdutamente, ma Pantelleria non svela mai del tutto se stessa all’innamorato, lasciandosi scoprire poco a poco. Un’isola grande, dal mare blu e profondo, che vive un intenso rapporto con la terra, nutrice e fonte di vita. Luogo di vigne, di capperi e ortaggi, Pantelleria: terra nera e vulcanica, di zibibbo e di sudore dell’uomo, che nei secoli l’ha lavorata, coltivandola dalle alture fino all’acqua, lasciando agli occhi del visitatore uno straordinario spettacolo di muretti a secco.

Il nostro amore per Pantelleria è antico e consolidato e non basterebbe un libro per descrivere l’isola.

Continue reading “Pantelleria, figlia del vento e madre di vini e sapori unici (ilSicilia.it)”

Le Chiocciole 2018 di Sicilia di Slow Wine

E’ arrivato il turno di un’altra delle guide classiche e più lette, Slow Wine, con le sue Chiocciole a premiare i vini più buoni dell’isola.

Le Chiocciole di Sicilia sono 11, una in meno dello scorso anno, e per la precisione:

Qui trovate le altre 184 Chiocciole d’Italia: http://www.slowfood.it/slowine/ecco-voi-le-195-chiocciole-di-slow-wine-2018/

 

Di passiti e Zibibbo. Pantelleria, l’isola dolce.

“Esplorando i fondali addormentati intorno all’isola […] avevamo recuperato un’anfora con ghirlande pietrificate che dentro aveva ancora i residui di un vino immemore corroso dagli anni, e avevamo fatto il bagno in una gora fumante le cui acque erano così dense che si poteva quasi camminarvi sopra.” scriveva Gabriel García Márquez.

Nel  nostro viaggio a Pantelleria anche noi abbiamo assaggiato vini, non immemori ma memorabili, cresciuti in acciaio, in botti e anche in anfore, il cui ricordo conserveremo nel tempo. Così come quello degli uomini geniali incontrati, panteschi e no, ma comunque innamorati dell’isola dei dammusi, l’avamposto italiano dell’Africa. Continue reading “Di passiti e Zibibbo. Pantelleria, l’isola dolce.”

I 3vini3 di Sicilia di Marilena Barbera

Photo Davide Robbiati

Mi chiamo Marilena Barbera e sono una vignaiola.
Vivo e faccio il vino a Menfi, in Sicilia, insieme a mia madre e ai miei ragazzi.

Così si presenta Marilena Barbera sul sito della sua cantina; correttamente, perché Marilena è una vignaiola vera. Ma Marilena Barbera è anche una delle maggiori social influencer del mondo del vino: unica italiana nella top20 dei wine influncers, secondo la classifica annuale di Social Vigneron. Continue reading “I 3vini3 di Sicilia di Marilena Barbera”

Il Passito di Ferrandes, i 14 top di Golosaria (DiVini)

Un vortice di profumi marini, capperi e alghe, da un vignaiolo, Salvatore Ferrandes, che conquista ogni giorno la terra tra le rocce, con la forza degli avi spagnoli arrivati 7 secoli fa nell’isola. Il Passito di Ferrandes è uno dei migliori «Top Hundred», i cento (e più) vini scelti da Paolo Massobrio e Marco Gatti. Anno dopo anno sempre diversi: il risultato è una mappa di piccole e medie cantine interessanti, talvolta al debutto.

Il Passito di Ferrandes Lo chiamavano «Il Notturno», Ferrandes. Perché da ragazzo scalava i gradini terrazzati di sabbia mentre gli amici dormivano. Si chinava sulle piante di Zibibbo che crescono come bonsai in piccoli fossati anti vento. È stato un autodidatta, il Passito era un hobby, mentre la famiglia si dedicava a uva passa e capperi.

Ora il suo Passito, 5.000 bottiglie, è ricercato come uno dei migliori del Mediterraneo. Con i sui maglioni colorati, la barba bianca e l’aurea di taciturno uomo di mare, Ferrandes è un vignaiolo bio, perché «col tempo ho capito che le piante hanno bisogno della loro naturalità, di metodi dolci». A Mueggen, il paese delle cisterne fenicie dove c’è la sua azienda, ha appena portato in cantina le ultime uve: vendemmia a metà agosto, i grappoli migliori sono stati adagiati sui graticci, ad appassire al sole per settimane, quasi fino a svuotarsi. L’affinamento del vino può continuare 7 anni (Golosaria premia il 2008), perché «chi mi segue ama il maturo, e il tempo dà equilibrio e complessità».

Sorgente: Il Passito di Ferrandes, i 14 top di Golosaria | DiVini