For an Italian Wine Region That Does It All, Turn to Sicily (VinePair)

Welcome to Sicily, home of orange trees, olive groves, and more vineyards than you could possibly imagine. While we might think of Sicily as being small, it’s actually the largest island in the entire Mediterranean Sea, giving way to a serious array of grape-growing opportunities. With various terrains, topographical diversity, and that little old volcano on the eastern end of the island, there’s really no doubt about it; when it comes to wine, Sicily can do it all.

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Di Giovanna lavora sul Grillo più alto di Sicilia (Wine in Sicily)

“Cosa sarebbe la Sicilia senza il coltivo dell’ulivo e della vite?” Siamo nel cuore della riserva naturale di Monte Genuardo, nel territorio compreso tra Contessa Entellina e Sambuca, dove la montagna coperta da fitti boschi di querce, pini e lecci digrada in dolci colline, punteggiate da resti di castelli arabi e tinte dal giallo e dai toni ocra dei campi coltivati e delle distese di grano, su cui verdeggiano filari di vigne rigogliose e uliveti argentei.  Continue reading “Di Giovanna lavora sul Grillo più alto di Sicilia (Wine in Sicily)”

I VinidiSicilia a cui non dovrete rinunciare: i 10 Grillo di CronachediGusto

Su Cronache di Gusto si raccontano i Vini di Sicilia, in preparazione al G7 di Taormina. Si inizia col Grillo e con le 10 etichette da loro consigliate:

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Tredici sfumature di Grillo. Cronache siciliane dal Vinitaly (Wine in Sicily)

Daniele Cernilli, aka Doctor Wine, dice la sua sul Grillo: preferisce definirlo tradizionale e non autoctono “il ceppo originario di quasi ogni vitigno europeo infatti” ci racconta “ha radici in Georgia”. Sottolinea come il Grillo faccia sue alcune delle caratteristiche dei rossi, pur essendo un bianco: è ricco infatti di polifenoli come il Greco o il Timorasso, dei veri e propri “neri bianchi”, ed in più ha una buona tenuta degli anni, invecchia bene.

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Il Cerasuolo di Vittoria di Valle dell’Acate (ilGolosario)

Il vino su cui ci sentiamo di scommettere quest’anno? Il Cerasuolo di Vittoria! Sì, per il Cerasuolo di Vittoria sarà vittoria! Essendo, come è noto, la fama di un vino e di un territorio, legata alla presenza di una persona carismatica – è stato così in tutte le zone oggi celebri – , i tempi sono maturi, perché questo accada anche per questo vino e per la zona di cui è figlio.

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I vignaioli di Sicilia nella Valigia di Bacco

Bella serata organizzata da La Valigia di Bacco per presentare i produttori delle 3 valli di Sicilia da loro rappresentati. E’ stata un’opportunità speciale per i Catanesi per vedere i volti del vino, per conoscere di persona molti vignaioli naturali di Sicilia.20170319_203415.jpg

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Lalùci Grillo 2015 DOC

Uva e Pomodoro

Lalùci Grillo 2015 DOC
(Baglio del Cristo di Campobello, Sicilia)

Quel che si dimentica è come
se non fosse mai successo.
Ogni cosa che esiste
è reminiscenza.
Lalùci, luce che svela e rivela.
È l’idea primordiale.
L’archetipo.
Così come deve essere.

L’azienda Baglio del Cristo di Campobello nasce nel 2000, dalla volontà della famiglia Bonetta, con l’obbiettivo di produrre vini eccellenti nel rispetto di un territorio unico e prezioso.
I vigneti (trenta ettari circa) circondano il bellissimo Baglio, sulle basse colline di matrice calcareo/gessosa di questa porzione dell’agro di Campobello di Licata. In un luogo incontaminato, dalle infinite sfumature ambientali, vocato alle tradizioni religiose locali e coltivato con passione e dedizione, con sapienza ed esperienza dai suoi tre “padri di famiglia”, si ricerca ad ogni vendemmia, un nuovo traguardo, un’altra opportunità di miglioramento. La produzione è limitata all’andamento dell’annata, dopo la piena maturazione, avviene la vinificazione individuale per ciascun vigneto…

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Grillo e Nero d’Avola dal 2017 saranno solo DOC (Wine in Sicily)

La notizia è ufficiale. Stamattina il Comitato Nazionale Vini ha approvato la modifica del disciplinare della Igt “Terre Siciliane” che esclude la possibilità, dalla vendemmia 2017, di produrre ed etichettare vini Igt Grillo e Igt Nero D’Avola. Per cui, sarà possibile indicarle esclusivamente in bottiglie a Denominazione di Origine Controllata (Doc).

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Una posizione nuova che apre uno scenario unico, prima di ogni altra riflessione, che tutela queste varietà e il legame con la regione di origine: la Sicilia. In sintesi, una blindatura ai vini “Nero d’Avola” e “Grillo”.

La decisione del Ministero delle Politiche Agricole è stata presa a seguito della richiesta presentata da circa 3.000 viticoltori della Igt “Terre Siciliane”, riunitisi in associazione e appartenenti a più di 15 cantine cooperative, e a tante aziende piccole e grandi del mondo del vino siciliano.

Tra le modifiche approvate anche l’aumento per la sola Igt della resa massima uva/vino dei vini rosati, (uniformata all’80%, in linea con quanto già previsto per i vini bianchi e rossi della stessa Igt) e la possibilità di produrre vini “abboccati” (cioè un po’ più dolci) per alcune tipologie di vino previste per la Igt. Modificato anche il disciplinare della Doc Sicilia.

L’articolo su Wine in Sicily

Gorghi Tondi, avanti tutta sul Grillo (Cronache di Gusto)

Timida a parlare di sé, ma decisa, non usa mezzi termini. “Credo che la Sicilia Occidentale abbia tanto da dire e che il Grillo possa esprimersi al meglio in questa area, dimostrando la sua qualità enologica  – afferma Annamaria SalaCome azienda continueremo a fare il lavoro di sempre, con passione e rispetto della terra e della natura, sperando che questo vitigno abbia il futuro che merita, scongiurando però le sorti del Nero d’Avola, pregiato vitigno bistrattato dalle aggressive logiche di mercato”.

Tanti, del resto, sono stati nel tempo gli investimenti per il Grillo. Basti citare una loro rarità, il Grillodoro ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmature in pianta caratterizzate dalla muffa nobile detta “Botrytis Cinerea”, dal vigneto che si affaccia sul mare.

Ma la declinazione dell’amato vitigno in casa Sala non termina certo qui. Oltre al già citato Grillodoro, ci sono il Kheirè, il Coste a Preola, la variante spumantizzata con il Palmarès Brut e infine Vivitis Bio senza solfiti aggiunti. “Un vino quest’ultimo che completa la nostra gamma con particolare attenzione alle tendenze salutiste del momento”.

Anche se – precisa ancora l’imprenditrice – si tratta di un completamento. Da sempre pensiamo che per fare vino non basta coltivare la terra, ma serve rispettarla. Coltiviamo le nostre uve all’interno di una riserva naturale. La green attitude è una componente determinante del nostro lavoro”. E annuncia il suo desiderio di un evento per far conoscere il Grillo come mai prima d’ora, a stretto contatto con quella natura così esclusiva. Ancora è tutto in una fase embrionale ma l’idea inizia a prendere forma e la motivazione è forte.

Sorgente: Gorghi Tondi, ora è avanti tutta sul Grillo “Coniughiamo territorio e voglia di fare”