Gli articoli più letti di ottobre 2017

Mese di vendemmie e di manifestazioni intorno al mondo del vino: ottobre è un periodo speciale per raccontare i vini di Sicilia, e anche questo mese i nostri lettori sembrano averlo apprezzato.

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Ottobre però è anche un mese di anticipazione delle guide enoiche del prossimo anno, e alcuni dei post preferiti sono proprio legati ad esse. Siamo felici però che l’articolo più letto ad ottobre sia il resoconto della nostra visita indimenticabile a Palmento Caselle e del nostro incontro con Salvo Foti. Continue reading “Gli articoli più letti di ottobre 2017”

I vini umani di Salvo Foti, il vero Uomo Etneo

Incontrare Salvo Foti, il profeta dell’alberello Etneo e l’inventore dei “vini umani”, è un’esperienza assoluta, da provare di persona se si vuole comprendere passato, presente e futuro dei vini dell’Etna.

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Ma conoscere la filosofia di Foti sul mondo del vino, e non solo, significa molto di più: significa affondare le radici profondamente nelle tradizioni, come l’alberello Etneo spinge il suo apparato radicale negli strati più profondi, più minerali del terreno. E come l’alberello cerca la sua verticalità tendendo le sue foglie e i germogli della vite verso il cielo, così le idee di Salvo Foti si spingono verso un futuro più umano, ma ricco di proposte e iniziative. Continue reading “I vini umani di Salvo Foti, il vero Uomo Etneo”

I Cinque Grappoli di Sicilia della guida Bibenda 2018

Sfornata una nuova guida, ancora una volta ci interessiamo di vedere che cosa riserva per i vini di Sicilia; si tratta di Bibenda, la guida della Fondazione Italiana Sommelier, che presenta i 5 Grappoli.

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I Faccini di Sicilia 2018 di DoctorWine: 95 e 96/100

Anche la guida dei migliori vini secondo Doctor Wine inizia a presentare i primi nomi premiati; come sempre ci soffermiamo sui vini di Sicilia che per Daniele Cernilli meritano una menzione speciale, 10 in totale fra 95 e 96 centesimi (3 in più dello scorso anno, quando la guida ne segnalava 7).

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Le Chiocciole 2018 di Sicilia di Slow Wine

E’ arrivato il turno di un’altra delle guide classiche e più lette, Slow Wine, con le sue Chiocciole a premiare i vini più buoni dell’isola.

Le Chiocciole di Sicilia sono 11, una in meno dello scorso anno, e per la precisione:

Qui trovate le altre 184 Chiocciole d’Italia: http://www.slowfood.it/slowine/ecco-voi-le-195-chiocciole-di-slow-wine-2018/

 

7 Bottles that Put Sicily on the Map of Trendy Wine Regions (Food & Wine)

Terroir hunters love the stuff: a soil of salty ash, pumice and rock, steep slopes, and a star grape variety—Nerello Mascalese—that can channel intense minerality and that tastes like the lovechild of Nebbiolo and Pinot Noir. The appellation has attracted a flock of talented winemakers, some avant-garde, some seeking to revive the oldest traditions (three of them profiled below), and a new generation of drinkers who love a good story as much as a great glass.

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L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

Sorgente: L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” | giornalevinocibo

Etna Rosso: Wine from the Slopes of an Active Volcano #ItalianFWT

foodwineclick

Volcanic Wines Erupt on #ItalianFWT
This month, our Italian Food Wine & Travel group is exploring the topic of Volcanic Wines from Italy. Cruise down further in this post to see what my fellow Italophiles have posted, and if you see this in time, join our chat. Saturday, Sept. 3 at 10am CDT look for the #ItalianFWT hashtag on Twitter. We love visitors!

Valle Galfina Etna Rosso and Tenuta delle Terre Nere Etna Rosso The grapes for Etna Rosso wines are grown on the slopes of an active volcano, Mt. Etna.

The Mystery of Mt. Etna – Active Volcano and Vineyard
On our first Italian Food Wine & Travel group’s virtual trip through Italy, I fell completely in love with Sicily. A very large island off the toe of Italy’s boot, Sicily offers an incredible variety of landscapes, seaside, grapes, and foods. After all, where else in the world do you eat a gelato filled brioche for breakfast?

I sampled…

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Palmento Etneo: antica vinificazione tradizionale sull’Etna

ETNA – la vendemmia de I Vigneri.

Coltiviamo le viti con il sorriso e con la speranza di un buon raccolto. Con la passione, con l’umiltà: siamo parte della natura e del miracolo della vita.

Il primo giorno di vendemmia si apre al sole che bacia i grappoli, colorandoli di rosso intenso, pronti per essere raccolti in un tripudio di parole, di commozione, da uomini, donne e bambini festosi e felici, e non da macchine disumane, che mai potranno apprezzare il tatto, la forma, la consistenza di sani e succosi grappoli di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante.

Abbiamo fatto una scelta antica da Uomini moderni: mettere le nostre mani in ogni cosa che facciamo, affinchè la nostra umanità si possa trasferire nei nostri prodotti, nei nostri vini.

I grappoli arrivano in cantina, nell’antico Palmento, costruito con sacrificio, forza, conoscenza e attenzioni da Uomini del passato, da generazioni di gente non più tra di noi, ma presenti con la loro anima in quelle nere pietre sapientemente scolpite per diventare il crogiolo in cui il mistero del vino si perpetua a ogni vendemmia: la vita esplode in un caos primordiale di forza e vitalità!

Diamo continuità al nostro antico e immutato lavoro di vitivinicoltori, nella fatica e nella felicità, che ci vuole protagonisti delle nostre scelte di vita.

Opponendoci all’ottusa e oscura logica del “progresso-regresso”, siamo ancora qui nel nostro Palmento Etneo, con le nostre antiche botti di castagno dell’Etna a condividere tutti insieme il nostro lavoro e continuare con amore i gesti dei nostri avi nel produrre il nostro vero e autoctono vino etneo.

Il succo denso e dolce della nostra uva – generata da antichi vitigni, dalla nostra Muntagna (Etna) e dalla nostra civiltà vitivinicola – lentamente si fa vino, vita, lavoro e ricchezza per noi tutti.