Le vigne ad alberello dell’Etna e i segreti della potatura: Simonit&Sirch e Palmento Costanzo

Sul blog di Palmento Costanzo la scorsa settimana è comparso un interessante articolo sulla potatura e sull’alberello etneo. L’articolo è qui: Le vigne ad alberello dell’Etna e i segreti della potatura: Parola a Simonit&Sirch

Qui parte dell’intervista:

Osservando i principi di potatura dei vecchi viticoltori in vigneti longevi, è stato messo a punto il metodo Simonit&Sirch. Porsi l’obiettivo di aiutare la vite a invecchiare bene, guardando al passato in modo intelligente, è uno dei capisaldi del nostro lavoro e dà un grande merito ai vignaioli che scelgono questo approccio nella viticoltura”, racconta Alessandro Zanutta della squadra Simonit&Sirch.

Il nostro metodo di potatura segue quattro regole e parte proprio dalla gestione della vite, del rispetto per la pianta, scegliendo di fare sempre tagli piccoli, su legno giovane, rispettando il percorso della linfa, evitando le deleterie conseguenze derivanti dalle ferite dei grossi ‘tagli di ritorno’ in modo da portare la pianta a una felice vecchiaia; su quelle più vecchie, assecondiamo la crescita delle branche escludendo grossi tagli sul fusto. Queste lesioni – continua Zanutta – non solo sono una via d’accesso per i funghi responsabili di malattie del legno, ma provocano dissecamenti e la morte progressiva di parti importanti di fusto. Va ricordato che il legno di tronchi e branche è il ‘granaio’ dove vengono immagazzinate le sostanze di riserva della pianta e che servono alla sua crescita e sviluppo. Dunque ridurre la quantità di legno vivo, significa diminuire l’efficienza delle piante e quindi anche la possibilità di produrre uve di qualità superiore”.

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In natura, la vite ha la caratteristica di essere una pianta acrotona, ossia che predilige lo sviluppo delle gemme più distali del tralcio. “La potatura invernale è quindi l’atto tecnico più mutilante che subisce la vite nella sua vita. Per l’alberello, è ridotta questa mutilazione: non si fanno tagli alle ramificazioni. Solo così si evita il deperimento in favore della longevità della vite”.

La potatura è un momento delicato nella viticoltura, di precisione chirurgica, per questo di fronte a una vite di 80 -100 anni si rimane sempre un po’ sorpresi e pieni di ammirazione. “E’ un incontro sempre più raro nella viticoltura europea, ho avuto la fortuna di trovare viti molto vecchie sull’Etna – racconta Zanutta – e ho espresso tutta la mia stima per i viticoltori, come Palmento Costanzo, che portano avanti l’allevamento ad alberello appoggiato su palo di castagno. E’ una scelta coraggiosa e forse la più rispettosa per la pianta. Gli alberelli hanno bisogno di molte attenzioni e di molte ore di lavoro manuale, spesso in condizioni climatiche difficili, all’interno di tutto il vigneto”.  In questa forma di allevamento della vite, infatti, non è possibile adoperare la meccanizzazione come nell’allevamento a controspalliera che, proprio per questo, vede quasi la metà delle ore di lavoro in vigna.

Viene spontaneo chiedersi da dove deriva questa longevità e, istintivamente, si è portati a fare un paragone con gli uomini che vivono anche fino a 100 anni. “Noi trattiamo le viti come individui, ognuna è un mondo a se, non è possibile dare una risposta univoca”. Sappiamo che per gli uomini dipende dal patrimonio genetico, dal regime dietetico, dallo stile di vita, dalla vita affettiva, dal modo con il quale affrontano le difficoltà psicologiche. “Per la vite, oltre alle condizioni particolari dello sviluppo radicale che deve essere molto esteso, la mancanza dell’innesto ha un ruolo certamente significativo, assieme all’equilibrio vegeto produttivo che quella pianta ha avuto nel corso della sua vita e che le ha consentito di reagire senza conseguenze agli stati di stress come periodi di siccità”. Dunque, come per l’uomo, questa longevità non è frutto del caso, ma è il risultato di precise scelte operate dal viticoltore.

Mercato FIVI a Piacenza: un racconto in 4 Degustazioni

Quattro le degustazioni a tema previste per approfondire la conoscenza dei territori.  E nel salone di Piacenza Expo più di 500 vignaioli pronti a raccontarsi attraverso i loro vini. Fra di loro i vignaioli Siciliani Baronia Della Pietra, Enò-Trio, Palmento Costanzo, Terra CostantinoMalvasia Delle Lipari Fenech, Tenuta Enza Le Fauci, Spadafora Dei Principi, Armosa, Gurrieri, Portapantalica, Pupillo.

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Anche quest’anno nei due giorni del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza (25-26 novembre) sono previsti quattro momenti di approfondimento sul rapporto tra vignaioli e territorio. Quattro degustazioni a tema, guidate direttamente da vignaioli, che racconteranno i luoghi e i territori del vino in Italia.

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Presentata la Guida Vitae 2018: le Quattro Viti di Sicilia

Mani, vite e vino: un rapporto intimo e inscindibile quello tra l’uomo e la terra, raccontato nelle immagini che contraddistinguono la quarta edizione della guida realizzata dall’Associazione Italiana Sommelier, svelata oggi al pubblico al The Mall.

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Sicilian Wine Awards, premiati 31 vini siciliani

 

Sono 31 i vini premiati nella seconda edizione del “Sicilian Wine Awards“, l’iniziativa voluta da Cronachedigusto.it e aperta a tutte le aziende siciliane.

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A decretare i vincitori la commissione presieduta da Daniele Cernilli, alias Doctor Wine, uno tra i più noti degustatori al livello europeo, e composta da esperti e giornalisti. Tra questi: Mauro Bertolli – Italia del Vino; Stephen Brook – Decanter Uk; Federico Latteri – Cronache di Gusto; Bienczyk Marek – Ferment Poland; Sarah Marsh MW – The English Nose. Continue reading “Sicilian Wine Awards, premiati 31 vini siciliani”

Cibo Nostrum patrimonio dell’Italia gastronomica

È stato illustrato alla stampa il nuovo appuntamento della Grande Festa della Cucina Italiana, che si svolgerà dall’11 al 13 giugno prossimi tra Zafferana Etnea e Taormina. Tanti e prestigiosi i partners accanto agli organizzatori della Federazione Italiana Cuochi, che sono intervenuti all’incontro, a cominciare dalle Istituzioni.

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I quattro versanti dell’Etna: vini così diversi (Cronache di Gusto)

Interessante degustazione a Expo Food and Wine a Catania con confronto fra i diversi versanti dell’Etna. Continue reading “I quattro versanti dell’Etna: vini così diversi (Cronache di Gusto)”

Una serata con i rosati di Sicilia (EgNews)

Quello dei vini rosati siciliani è un mondo molto interessante ad oggi ancora a molti sconosciuto poiché, in passato, questi vini non raggiungevano dei risultati particolarmente apprezzabili. Si tratta, infatti, di una strada in salita, ma che, se ben percorsa, è in grado di dare tante soddisfazioni offrendo l’opportunità di scoprire le potenzialità delle nostre varietà di uve autoctone quali Nerello Mascalese, Nero d’Avola e Perricone.

Sarà forse per questo motivo che il numero degli estimatori dei vini rosati siciliani è in netto aumento come ha dimostrato il successo della serata svoltasi lo scorso 14 settembre nella splendida location del ristorante Seven di Palermo, presso l’Hotel Ambasciatori. Si è trattato di una degustazione dedicata unicamente ad alcuni tra i migliori vini rosati siciliani, finalizzata a fare scoprire ed apprezzare una tipologia di vino ancora poco conosciuta dai consumatori ma capace di offrire piacevolezza e convivialità.

Gli estimatori di questo tipo di vino hanno avuto la possibilità di degustare un’accurata selezione di ben 18 prestigiose etichette provenienti da varie zone vitivinicole della Sicilia:

  • Baglio del Cristo di Campobello, C’D’C Rosato 2015
  • Calcagno, Arcuria Rosato 2015
  • Cantine Settesoli, Mandrarossa Perricone Rosè 2015
  • Cossentino, Rosa del Sud 2015
  • Curto, Eos Eloro Doc 2015
  • Cva Canicattì, Delicio 2015
  • Di Giovanna, Gerbino Rosato di Nero d’Avola 2015
  • Fondo Antico, Aprile 2015
  • Gulfi, Rosà 2015
  • I Custodi delle vigne dell’Etna, Alnus 2015
  • Lombardo vini, Fiore di Nero 2015
  • Milazzo, Terre della Baronia 2015
  • Murgo, Murgo Brut Rosé 2011
  • Palmento Costanzo, Mofete 2015
  • Piano dei Daini, Piano dei Daini Etna Rosato 2014
  • Tasca d’Almerita, Amerita Rosé 2011
  • Tenuta di Fessina, Erse Etna Rosato Doc
  • Tornatore, Etna Rosato Doc 2015

Qui le impressioni delle degustazioni: Una serata con i rosati di Sicilia – EgNews OlioVinoPeperoncino – gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo