Vendemmia 2019 a Pantelleria (Gambero Rosso)

A Pantelleria, dove la pratica di coltivazione della vite ad alberello è stata dichiarata dal 2014 Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, la raccolta delle uve è iniziata in ritardo rispetto alla scorsa vendemmia a causa dell’andamento climatico con temperature più basse registrate a maggio e a giugno, che hanno influito sui tempi di maturazione.

Pantelleria Doc Festival

Vendemmia 2019: le previsioni di Pantelleria

In generale, si registra un calo con picchi del 40-45% in alcune contrade e del 10-15% in altre. Abbiamo chiesto alle cantine associate al Consorzio volontario di tutela e valorizzazione dei vini a Doc dell’Isola di Pantelleria di darci il quadro della situazione a pochi giorni dall’inizio del taglio dei primi grappoli di zibibbo. Ecco come ci hanno risposto. Benedetto Renda, presidente del Consorzio di tutela delinea il primo quadro generale della situazione dell’isola che pur essendo circoscritto ad appena 83 kmq presenta molte diversità “Qualitativamente parlando, si prospetta un’annata molto buona visto il generale buon stato di salute dei vigneti”. Continua a leggere “Vendemmia 2019 a Pantelleria (Gambero Rosso)”

Pantelleria, lo “Zibibbo” di Marco De Bartoli numero uno al mondo

Il Giornale di Pantelleria - vecchio sito

Lo “Zibibbo” della cantina Marco De Bartoli è un numero 1 tra i 10 vini migliori al mondo, selezionati dalla classifica 2018 del Bloomberg dall’esperta sommelier Elin McCoy.

Quest’anno sono stati assaggiati circa 4.000 vini in 12 mesi  e a svettare in cima alla classifica,  è stato lo Zibibbo Terre Siciliane IGP, annata 2016, da 30 dollari la bottiglia. Si tratta di un vino autoctono realizzato da vendemmia naturale.

La McCoy si è recata sull’isola per degustare Zibibbo assaporandolo nel suo ambiente, con gli aromi che impregnano l’aria pantesca tra le garche di vitigni antichi e unici.

La foto è presa dalla pagina ufficiale Facebook della cantina.

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Pantelleria, figlia del vento e madre di vini e sapori unici (ilSicilia.it)

Si narra che a Pantelleria il mitico Ulisse abbia incontrato Calipso, donna bellissima che si innamorò dell’eroe. L’incontro avvenne nella Grotta di Sataria, antro segreto a sud dell’isola che si apre sul Mediterraneo e da cui si può scorgere la vicina Africa. Un racconto avvolto nel mistero e che ebbe in passato molteplici versioni. La stessa indicazione logistica presenta dubbi, ma quel che è certo è che, oggi come allora, la Figlia del ventoBent el Rhia, mantiene immutato il suo fascino arcano e dai colori selvaggi. Sempre diversa, sempre uguale a se stessa ma in continua trasformazione. Luogo reale e mitico nel quale il Maestrale è il principe e, insieme al Sole, determina i destini di questi luoghi. Una danza dei venti e dei marosi, che ha forgiato alture e luoghi, insieme al fuoco sprigionatosi nei millenni dalle viscere della terra.

Di un’isola così ci si innamora perdutamente, ma Pantelleria non svela mai del tutto se stessa all’innamorato, lasciandosi scoprire poco a poco. Un’isola grande, dal mare blu e profondo, che vive un intenso rapporto con la terra, nutrice e fonte di vita. Luogo di vigne, di capperi e ortaggi, Pantelleria: terra nera e vulcanica, di zibibbo e di sudore dell’uomo, che nei secoli l’ha lavorata, coltivandola dalle alture fino all’acqua, lasciando agli occhi del visitatore uno straordinario spettacolo di muretti a secco.

Il nostro amore per Pantelleria è antico e consolidato e non basterebbe un libro per descrivere l’isola.

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Viaggio a Pantelleria, l’isola degli eroi del vino (Tp24)

L’uomo, e la natura, a Pantelleria, trova sempre la soluzione per sopravvivere. Per sopravvivere ai venti forti che soffiano costantemente travolgendo quest’isola nel cuore del Mediterraneo. Al caldo e alla siccità che rendono preziosa ogni goccia d’acqua che il cielo dona a questa terra. Da millenni Pantelleria è un’isola eroica. Come la sua agricoltura e il sistema ad alberello premiato con il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Una pratica agricola per i vitigni, e quella varietà, lo Zibibbo, che resiste ed è forza di un’isola che ha nella terra, più che nel mare, la propria fonte di vita.

Basta percorrere in tutti i suoi 52 chilometri la strada perimetrale per accorgersi che, a differenza di altre, Pantelleria non è un’isola di pescatori, non è isola che guarda al mare ma alla terra, è luogo di agricoltori. Un popolo che nei secoli ha saputo trovare rimedio alle avversità ambientali. La morfologia montuosa, vulcanica, di Pantelleria ha portato alla coltivazione per terrazze. L’isola è esposta a forti venti, a cui si è trovato rimedio. Come con i giardini panteschi, dove far crescere arance e limoni, riparati da una costruzione in pietra circolare. I vitigni poi non si sviluppano in filari, ma in ampiezza.

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Pantelleria, il verde, il nero e il Fattore V (Umberto Gambino su Wining)

Il verde e il nero. Due colori che incarnano l’essenza profonda di Pantelleria. Ovunque volgi lo sguardo è una costante: il verde della vegetazione rigogliosa e incontaminata, a tratti simile a un paesaggio preistorico (e pensi da un momento all’altro che possa spuntare un dinosauro!); il nero, virato dal grigio scuro, della sabbia, della roccia, delle pietre laviche chiazzato dai tetti bianchi a cupola e dalle aperture arcuate che caratterizzano i Dammusi, le costruzioni tipiche dell’isola. Continua a leggere “Pantelleria, il verde, il nero e il Fattore V (Umberto Gambino su Wining)”

A Pantelleria torna Passitaly, la grande degustazione di vini passiti siciliani

“Pantelleria è un esempio di agricoltura eroica – spiega Giacomo Rallo – che vive in simbiosi con il suo paesaggio, ovvero quel valore aggiunto che la fatica di generazioni di contadini ha saputo costruire nel tempo, strappando fazzoletti di terra alla roccia e utilizzando la pietra per costruire muretti a secco, giardini e dammusi”.

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