Tutti gli assaggi di NOT a Palermo, il vino senza interferenze (Intravino)

Il report di Antonio Tomacelli di Intravino su NOT Palermo:

Che fine ha fatto il Nero d’Avola? Il pop nel cervello mi è scoppiato mentre l’aereo rullava sulla pista per lasciare la Sicilia: ci ho passato tre giorni e non ne ho assaggiato un sorso. Essì che i produttori siciliani alla rassegna NOT di Palermo erano la stragrande maggioranza ma, a quanto pare, il vino siciliano non è più quello di una volta.

Cominciamo dall’inizio: per tre giorni Palermo è stata il centro del vino “senza interferenze” (do not modify, do not interfere), un vino naturale sui generis che raggruppa biodinamici, naturali e semplici bio. Buona la prima (edizione) con qualcosina da ritoccare ma niente di che: gente simpatica da ogni dove, location (oddio, ho detto location?) veramente bella (i cantieri della Zisa) e servizio food di una bontà commovente. Tanti, come prevedibile, i produttori siciliani e del sud in generale con qualche bella presenza straniera e un Nicolas Joly in gran forma a far da padrino al tutto.

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Molti gli assaggi degni di nota ma ho lasciato la Sicilia con la netta impressione che del vino rosso in generale – almeno tra i produttori “naturali” – non interessi molto a nessuno e le bottiglie di Frappato e Perricone devi cercarle col lanternino. Di Nero d’Avola poi, neanche a parlarne, sembra ormai una produzione esclusiva delle cantine sociali da bag-in-box. L’unica enclave siciliana “rossa” a resistere è la zona alle falde dell’Etna. Intendiamoci, il vino rosso in Sicilia lo fanno ancora, ma con quel filo di svogliatezza tutta isolana che sconfina nella pigrizia atavica.  Perché alla fine, diciamolo, il produttore sicano con l’aggravante naturalista si diverte di più con i bianchi che fa macerare per mesi nella qualunque – legno, cemento, anfora – senza solfitazioni o interventi di sorta. E gli riesce anche bene! Continue reading “Tutti gli assaggi di NOT a Palermo, il vino senza interferenze (Intravino)”

I Top Hundred 2018 Siciliani di Massobrio e Gatti

Compie 16 anni la sfida di Paolo Massobrio e Marco Gatti di individuare ogni anno 100 cantine che meritano il podio, senza mai premiare quelle degli anni precedenti. “Vogliamo arrivare ai 20 anni – dicono gli autori di un libro in uscita nei prossimi giorni (Vino: assaggi memorabili di quel giorno e di quell’ora. Cairo Editore) – perché questo esercizio ci ha fatto conoscere dal vivo l’evoluzione qualitativa del vino italiano”.

Top Hundred 2018: le novità che saliranno sul palco a Golosaria

È lo specchio dell’Italia del vino a cui sono stati aggiunti, da due anni, i “Fuori di top”. Si tratta in questo caso di cantine, per lo più piccole o piccolissime e spesso nuove, con vini eccezionali scoperti a chiusura della selezione effettuata con degustazioni collettive. In questo caso i 40 vini, sono stati promossi direttamente sul campo o da Massobrio o da Gatti, quindi senza passare dalle degustazioni plenarie.

A completare il quadro la scelta di 21 Cantine “Memorabili” che rappresentano quelle realtà storiche, già premiate con il Top Hundred, ma che vivono un costante miglioramento della loro offerta. Infine, come ogni anno, il riconoscimento dei Top Hundred ha anche i Top dei Top, ossia l’eccellenza per ogni categoria.

Come sono andati i vini di Sicilia quest’anno? Molto bene, a partire proprio da quest’ultima categoria: due cantine siciliane sono state infatti premiate per i Top dei Top. Il migliore fra i vini bianchi è infatti il Terre Siciliane Bianco “Il Coro di Fondo Antico” 2016 della cantina Fondo Antico di Trapani mentre fra i passiti il Moscato Passito di Noto 2017 di Feudo Luparello di Pachino (SR).  Continue reading “I Top Hundred 2018 Siciliani di Massobrio e Gatti”

Paola Lantieri e la Malvasia delle Lipari, un grande amore

Ogni anno, poche migliaia di bottiglie sono il frutto del suo lavoro e delle sua visione sociale e compatibile dell’imprenditoria e della viticoltura. In pochi anni, Paola è riuscita, con l’importante aiuto della giovane figlia, a rendere la vendemmia un momento di partecipazione, di aggregazione e di riscoperta delle proprie tradizioni e i suoi vini un vero e proprio punto di riferimento. Per anni la sua attività si è concentrata nella produzione della versione Passito della Malvasia delle Lipari Doc nella quale ha raggiunto livelli di assoluta e riconosciuta eccellenza ma, mai stanca di nuove sfide, Paola ha, più di recente, deciso di esplorare nuovi orizzonti e di provare a vinificare secca la sua amata Malvasia senza l’appassimento delle uve.

Sorgente: Paola Lantieri e la Malvasia delle Lipari, un grande amore

Gambero Rosso – Vinitaly 2016. Sicilia, i vitigni autoctoni delle isole Eolie e Messina

Un arcipelago vulcanico e i suoi vini. Malvasia delle Lipari, corinto nero, nocera. Sono gli autoctoni che tra le isole e la terraferma caratterizzano questa parte di Italia.

 

Sorgente: Gambero Rosso – Vinitaly 2016. Sicilia, i vitigni autoctoni delle isole Eolie e Messina

Lantieri – Malvasia Secca 2014

Malvasia LantieriMeritatissimo post per Paola Lantieri, che cita Esiodo nel suo sito, il quale, parlando di Malvasia scrisse: “alla fine del secolo VIII a. C.. in Boezia nel periodo della vendemmia si soleva raccogliere i grappoli d’uva durante il mese di settembre ed esporli al sole e l’aria per dieci giorni e dieci notti, per cinque giorni lasciarle all’ombra e il sesto giorno versare nei recipienti il dono di Dionisio”

VITE DI VINO

Malvasia delle Lipari (100%) – 11,5%

Ha un potere magico il vino di Paola Lantieri su di me; gli aromi di questa Malvasia mi trasportano sull’isola sacra al dio Vulcano, a Gelso, dove le sue uve crescono. Dalla spiaggia nera di Gelso si può vedere la Costa Saracena e ammirare l’Etna mentre la brezza marina mi accarezza il viso e porta con sé un penetrante e rinfrescante profumo di iodio. Fiori bianchi estivi, albicocche e pesche, agrumi, mandorle ed erbe mediterranee, circondati da “un’aurea minerale”, fanno sognare ad occhi aperti. L’ingresso in bocca ci regala un sorso secco, salino ed estremamente fresco. Elegantemente aromatico, marino e roccioso, lascia un segno indelebile nella memoria gusto-olfattiva.

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Qual è il tuo bianco di Sicilia preferito?

Su agrodoloce.it hanno deciso coraggiosamente di provarci: una Top Ten dei Bianchi di Sicilia da non farsi mancare. Continue reading “Qual è il tuo bianco di Sicilia preferito?”