Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers

Sole, sole e sole. Nel gioco delle associazioni mentali è la prima parola che viene in mente se si dice Passito di Pantelleria. Infatti è proprio da un’isola di 83 kmq nel Sud dell’Italia, in pieno Mediterraneo, che proviene questo vino prezioso. Chiamato “l’oro giallo di Pantelleria” è un vino leggermente liquoroso, dolce e aromatico, profumato e intenso. Una chicca nel panorama dei passiti italiani, premiata dalla DOC nel 1971.


LA STORIA DEL PASSITO DI PANTELLERIA
Circondata da un’aura quasi magica, ancestrale, la produzione del Passito nell’isola si fa risalire a oltre duemila anni fa, quando nel 200 a.C. il generale cartaginese Magone descriveva la produzione della forma primitiva dell’oro di Pantelleria. Continua a leggere “Passito di Pantelleria: curiosità su Fine Dining Lovers”

Vino della settimana: Passito di Pantelleria Dop Decennale 2008 di Ferrandes (Cronache di Gusto)

Ci troviamo a Pantelleria, isola di origine vulcanica distante 110 chilometri dalla Sicilia e 65 dalle coste tunisine.

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Il vino passito che qui si produce ha una storia millenaria ed è strettamente legato alle tradizioni di questa terra che è un microcosmo nel quale ogni cosa assume una caratterizzazione molto particolare. Salvatore Ferrandes è sicuramente uno dei produttori di riferimento per questa tipologia. Discende da una famiglia di origine spagnola presente sull’isola da oltre 600 anni. Continua a leggere “Vino della settimana: Passito di Pantelleria Dop Decennale 2008 di Ferrandes (Cronache di Gusto)”

Pantelleria, lo “Zibibbo” di Marco De Bartoli numero uno al mondo

Il Giornale di Pantelleria - vecchio sito

Lo “Zibibbo” della cantina Marco De Bartoli è un numero 1 tra i 10 vini migliori al mondo, selezionati dalla classifica 2018 del Bloomberg dall’esperta sommelier Elin McCoy.

Quest’anno sono stati assaggiati circa 4.000 vini in 12 mesi  e a svettare in cima alla classifica,  è stato lo Zibibbo Terre Siciliane IGP, annata 2016, da 30 dollari la bottiglia. Si tratta di un vino autoctono realizzato da vendemmia naturale.

La McCoy si è recata sull’isola per degustare Zibibbo assaporandolo nel suo ambiente, con gli aromi che impregnano l’aria pantesca tra le garche di vitigni antichi e unici.

La foto è presa dalla pagina ufficiale Facebook della cantina.

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Ci hanno portato via il Bukkuram 2018: …

Per noi il vino è sempre stato gioie e dolori perché vissuto con passione e amore, non come semplice mestiere o business.
Questa mattina la più brutta delle sorprese, di quelle che ti lasciano basita, incredula: hanno rubato il nostro zibibbo quasi appassito, quindi per noi ancora più prezioso.
Un lavoro enorme di un anno, fra cura della vigna e poi di una difficilissima vendemmia. RUBATO in una notte.
In un territorio dove papà ha iniziato a lavorare con difficoltà ma caparbietà credendo fortemente in questo vino e dove si dorme con le porte aperte per la fiducia che abbiamo sempre avuto in questa isola.
Non ci sono parole, solo delusione e amarezza“.

Queste parole di Gipi De Bartoli comparse ieri sulla pagina Facebook di Marco De Bartoli ci hanno lasciato sbigottiti, amareggiati, addolorati. Perché chi ama i vini di Sicilia, anche ben al di là dei confini della nostra isola, non può non sentirsi così di fronte a tanta cattiveria, avidità e stupidità umana. Non solo per quello che non ci berremo quest’anno, noi Bukkuram-dipendenti, noi dell’hashtag #iobevodebartoli, noi che dei Vini di Sicilia cnefacciamo bandiera. Ma soprattutto per la mancanza di rispetto verso gli uomini e delle donne (Gipi prima fra tutte) che ci hanno messo passione, sudore, energie, tempo e tanta forza di volontà.

40766692_1098140587014940_6398364049599365120_n Continua a leggere “Ci hanno portato via il Bukkuram 2018: …”

Pantelleria, figlia del vento e madre di vini e sapori unici (ilSicilia.it)

Si narra che a Pantelleria il mitico Ulisse abbia incontrato Calipso, donna bellissima che si innamorò dell’eroe. L’incontro avvenne nella Grotta di Sataria, antro segreto a sud dell’isola che si apre sul Mediterraneo e da cui si può scorgere la vicina Africa. Un racconto avvolto nel mistero e che ebbe in passato molteplici versioni. La stessa indicazione logistica presenta dubbi, ma quel che è certo è che, oggi come allora, la Figlia del ventoBent el Rhia, mantiene immutato il suo fascino arcano e dai colori selvaggi. Sempre diversa, sempre uguale a se stessa ma in continua trasformazione. Luogo reale e mitico nel quale il Maestrale è il principe e, insieme al Sole, determina i destini di questi luoghi. Una danza dei venti e dei marosi, che ha forgiato alture e luoghi, insieme al fuoco sprigionatosi nei millenni dalle viscere della terra.

Di un’isola così ci si innamora perdutamente, ma Pantelleria non svela mai del tutto se stessa all’innamorato, lasciandosi scoprire poco a poco. Un’isola grande, dal mare blu e profondo, che vive un intenso rapporto con la terra, nutrice e fonte di vita. Luogo di vigne, di capperi e ortaggi, Pantelleria: terra nera e vulcanica, di zibibbo e di sudore dell’uomo, che nei secoli l’ha lavorata, coltivandola dalle alture fino all’acqua, lasciando agli occhi del visitatore uno straordinario spettacolo di muretti a secco.

Il nostro amore per Pantelleria è antico e consolidato e non basterebbe un libro per descrivere l’isola.

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Viaggio a Pantelleria, l’isola degli eroi del vino (Tp24)

L’uomo, e la natura, a Pantelleria, trova sempre la soluzione per sopravvivere. Per sopravvivere ai venti forti che soffiano costantemente travolgendo quest’isola nel cuore del Mediterraneo. Al caldo e alla siccità che rendono preziosa ogni goccia d’acqua che il cielo dona a questa terra. Da millenni Pantelleria è un’isola eroica. Come la sua agricoltura e il sistema ad alberello premiato con il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Una pratica agricola per i vitigni, e quella varietà, lo Zibibbo, che resiste ed è forza di un’isola che ha nella terra, più che nel mare, la propria fonte di vita.

Basta percorrere in tutti i suoi 52 chilometri la strada perimetrale per accorgersi che, a differenza di altre, Pantelleria non è un’isola di pescatori, non è isola che guarda al mare ma alla terra, è luogo di agricoltori. Un popolo che nei secoli ha saputo trovare rimedio alle avversità ambientali. La morfologia montuosa, vulcanica, di Pantelleria ha portato alla coltivazione per terrazze. L’isola è esposta a forti venti, a cui si è trovato rimedio. Come con i giardini panteschi, dove far crescere arance e limoni, riparati da una costruzione in pietra circolare. I vitigni poi non si sviluppano in filari, ma in ampiezza.

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Di passiti e Zibibbo. Pantelleria, l’isola dolce.

“Esplorando i fondali addormentati intorno all’isola […] avevamo recuperato un’anfora con ghirlande pietrificate che dentro aveva ancora i residui di un vino immemore corroso dagli anni, e avevamo fatto il bagno in una gora fumante le cui acque erano così dense che si poteva quasi camminarvi sopra.” scriveva Gabriel García Márquez.

Nel  nostro viaggio a Pantelleria anche noi abbiamo assaggiato vini, non immemori ma memorabili, cresciuti in acciaio, in botti e anche in anfore, il cui ricordo conserveremo nel tempo. Così come quello degli uomini geniali incontrati, panteschi e no, ma comunque innamorati dell’isola dei dammusi, l’avamposto italiano dell’Africa. Continua a leggere “Di passiti e Zibibbo. Pantelleria, l’isola dolce.”

I 3vini3 di Sicilia di Marilena Barbera

Photo Davide Robbiati

Mi chiamo Marilena Barbera e sono una vignaiola.
Vivo e faccio il vino a Menfi, in Sicilia, insieme a mia madre e ai miei ragazzi.

Così si presenta Marilena Barbera sul sito della sua cantina; correttamente, perché Marilena è una vignaiola vera. Ma Marilena Barbera è anche una delle maggiori social influencer del mondo del vino: unica italiana nella top20 dei wine influncers, secondo la classifica annuale di Social Vigneron. Continua a leggere “I 3vini3 di Sicilia di Marilena Barbera”