Etna Fusion 2019: Seconda Edizione

Torna, più interessante che mai, la seconda edizione di ETNA fusion, un connubio tra i vitigni autoctoni etnei e diverse espressioni di terroir regionali italiani e stranieri.
Dopo il successo della prima edizione, Tiziana Gallo con il patrocinio del Comune di Linguaglossa, ripropone due giornate da godere completamente immersi in un territorio unico e insostituibile come l’Etna con tantissime novità a portata di calice.

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L’edizione 2019 di ETNA fusion ospiterà circa 50 produttori tra vignaioli etnei e altre realtà provenienti da regioni italiane come Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria, e da varie zone della Sicilia, con l’incursione da parte di produttori provenienti dalla Francia, dalla Germania e persino dalla Spagna.

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“Drink Pink in Sicily”: buona la prima!

DrinkPink in Sicily: i rosati dal vulcano ai tre Valli è stata una festa ben riuscita.

Superate notevolmente le attese degli organizzatori che non si aspettavano una presenza tanto numerosa di partecipanti: oltre 300 infatti lunedì scorso hanno preso parte al primo evento dedicato al vino più di tendenza del periodo.

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“Drink Pink in Sicily”, il 16 luglio a Catania

Oltre 40 cantine siciliane, 7 chef donna, diversi produttori siciliani, tutti insieme per un unico protagonista: il vino rosato siciliano.

Lunedì 16 luglio al SAL – Spazio avanzamento lavori di Catania si terrà DrinkPink in Sicily: i rosati dal vulcano ai tre Valli. Evento unico, organizzato dall’imprenditrice winelover Gea Calì, dedicato al vino più di tendenza del periodo.

Rosa è il colore del vino, donne saranno le chef protagoniste:

Bianca Celano di QQucina a Catania, Bonetta Dell’Oglio chef e scrittrice di Palermo, Rita Russotto del ristorante Satra di Scicli, Rosaria Maio della Trattoria Mirò di Valverde, Oriana Foti dell’Accademia del Monsù di Catania, Valentina Rasà di Cucina Manipura e una special guest: l’enfant prodige della ristorazione capitolina: Sarah Cicolini del ristorante Santopalato di Roma!

Per l’occasione prepareranno delle ricette in abbinamento ai rosati delle cantine Al-Cantàra, Avide, Baglio del Cristo di Campobello di Licata, Barone di Villagrande, Barone Sergio, Barraco, Benanti, Bonavita, Calcagno, Cantina di Nessuno, Cantina Marilina, Cantine Russo, Conte Uvaggio, Cottanera, Curto, Daino, Destro, Falcone, Feudi del Pisciotto, Feudo Cavaliere, Feudo Maccari, Firriato, Fischetti, Guccione, Gulfi, I Custodi delle Vigne dell’Etna, Judeka, La Contea, La Gelsomina, Le Case Matte, Maggio Vini, Mandrarossa, Milazzo, Murgo, Palmento Costanzo, Paolo Calì, Planeta, Primaterra, Tenuta La Chiusa, Tenuta Masseria Setteporte, Tenute Bosco, Tenute Lombardo, Terra di Costantino, Terrazze dell’Etna, Theresa Eccher, ValCerasa di Alice Bonaccorsi, Valenti, Vagliasindi, Vivera, che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo.

Non mancheranno pane e dolci realizzati dalle fornaie Rosa Burgio del panificio Burgio di Serradifalco (Cl), Valeria Messina del panificio Biancuccia di Catania e dalla pasticcera Giovanna Musumeci di Randazzo.

Per l’occasione l’artigiano del vetro Alessandro Di Rosa dell’azienda Thalass di Modica realizzerà i piatti per le ricette delle chef.

Sarà una vera e propria festa, durante la quale si potrà partecipare alla tavola rotonda sull’evoluzione del rosato con un’ospite d’eccezione: una grande signora del vino, direttrice della didattica nazionale di Fondazione Italiana Sommelier e apprezzato personaggio televisivo: Daniela Scrobogna.

E come se non bastasse il corollario musicale del programma radiofonico SoulSalad, media partner dell’evento.

Il costo del ticket è di € 35.00 acquistabile al botteghino dietro prenotazione o online su eventbrite.it

Soci Fondazione Italiana Sommelier, Fisar, Ais, Onav, Slowfood €30.00 acquistabile solo al botteghino, dietro prenotazione, presentando la tessera di associazione.

Per info e prenotazioni: 333.5866229

Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino” (EnoNews.it)

Tiziana Gandolfo ha presentato l’azienda etnea Primaterra con sede e vigneti in Contrada Sciaranova, a Passopisciaro; un’azienda giovane, nata nel 2003, con la passione di Tiziana e del marito Camillo che fanno sì che dai quei terreni così difficili da lavorare si possa dar vita a dei vini figli del territorio etneo.

Siamo ad 850 metri sul livello del mare, in un meraviglioso contesto paesaggistico dove si possono ammirare la vetta della “muntagna” e lo skyline dei monti della Valle dell’Alcantara pranzando sotto un meraviglioso castagno ed ammirando i filari di nerello mascalese e cappuccio che si ergono orgogliosi dal terreno vulcanico.

“Non è stato certamente facile – racconta Tiziana – preparare quei suoli, quel terreno vulcanico e roccioso che necessitava di essere lavorato al fine essere nelle condizioni di accogliere il vigneto. Dopo tanto impegno e lavoro oggi l’azienda conta tre ettari di vigneti coltivati nel rispetto per la natura, senza l’utilizzo di diserbanti e concimi chimici dai quali si ottengono vini di notevole struttura, eleganza e piacevolezza. La filosofia aziendale pone l’accento anche sul rapporto storico tra il vino, la cultura e l’arte, infatti quest’anno Primaterra ha ospitato Etna Rêverie, un progetto di residenza per artisti che immersi nel confronto tra l’enologia, la natura e l’arte, hanno realizzato delle opere site-specific che sono state molto apprezzate dal pubblico che ha raggiunto la tenuta ed ha avuto occasione, passeggiando tra le vigne, di poterle ammirare guidate dal racconto degli artisti.”

La giovanissima Giusy Tuccio, appena ventiquattrenne, è una vera e propria esordiente nel mondo del vino. Il nome della sua azienda, Demarete, è quello appartenuto nella storia greca alla figlia di Terone di Agrigento e sposa del tiranno di Siracusa Gelone. Non è casuale il nome in quanto l’azienda nasce proprio nei “campi Geloi” di Ulisse nel sud della Sicilia, nel territorio di Gela in contrada Priolo Sottano.

La proprietà è di complessivi 40 ettari coltivati a frutteto, uliveto e vigneto, dei quali 12 sono gli ettari vitati e di questi, quattro sono dedicati ai vitigni nero d‘avola, grillo, cabernet e merlot. Il padre di Giusy, titolare di un’azienda metalmeccanica, decise di iniziare la produzione di vini riacquistando le proprietà di famiglia, ma purtroppo la sua precoce scomparsa lascia in eredità a Giusy le sorti dell’azienda vitivinicola.

La grande forza di questa piccola donna, unita all’amore per il padre, all’impegno che egli aveva messo nella creazione dell’azienda, porta Giusy alla scelta di proseguire il progetto aziendale divenendo una giovane produttrice.

L’emozione nelle parole del suo racconto durante l’incontro è palpabile, la voce delicata e sottile crea il silenzio tra gli intervenuti, ai quali trasmette il sentimento verso il progetto del padre e la grande tenacia e forza nel mettersi alla guida di un’azienda vitivinicola. Attualmente l’azienda vinifica presso terzi, ma Giusy ci annuncia che è prossima alla realizzazione di una sua cantina al fine di poter personalmente seguire i suoi vini dalla vigna alla vinificazione sino alla commercializzazione.

Sorgente: Scicli-Rubino, gli incontri: “Il volto femminile del vino”… e di EnoNews – EnoNews.it